Album “a rate”? Perchè, cos’è…

Tutta la “gestazione” del mio album “a rate”. Storia, suoni, parole, immagini e soprattutto condivisione… fin dal principio…
Ognuna delle sottocategorie, ha per titolo un brano dell’album e in queste, gli argomenti legati ai temi delle canzoni.

“Il cammino si fa camminando”.

E’ una frase di Antonio Machado che tanto somiglia alla filosofia che sta accompagnando un album che avrà la caratteristica di presentarsi al pubblico poco alla volta. A periodicità mensile.

Come i fumetti.

“7 briciole lungo la strada” non avrà un singolo da diffondere in radio per trascinare altre 9 tracce, non è un disco di 9 / 11 brani da vendere di botto su itunes, non è un album da aggiungere ad una discografiapersonale per riempire il sacco.

“7 briciole lungo la strada” è prima di tutto un percorso. E’ un modo “diverso” di presentare la mia musica.

Come funziona?

Ogni mese (settimana più settimana meno), pubblicherò una canzone. Una al mese per sei mesi. Il settimo mese pubblicherò l’album intero con i 6 pezzi usciti più 5 inediti.

Perchè questa scelta?

Per diverse ragioni:

In primo luogo perchè credo sia importante interpretare i tempi i cui viviamo. Inutile girarci attorno, oggi è difficile privarsi di 10/15 euro per un album.  Un artista che vuole vivere di musica deve anche pensare a come venderla. Un album “a rate” non pesa. Può essere una soluzione. Che male c’è? Ho fiducia in chi ascolta. La gente ama promuovere e sostenere gli artisti che hanno qualcosa da dire. Nessuno mi ha mai chiesto delle tracce in regalo. Sono fortunato.

Considero anche troppo sbrigativo prendersela col pubblico e definirlo ignorante o superficiale. Credo che un artista debba mettersi in discussione. Continuamente. Ogni canzone deve avere un suo valore, dei contenuti, degli argomenti e su ogni canzone deve essere chiaro il tentativo di ricerca che l’ha portata alla luce: dai suoni, alle persone, ai temi alle parole. Ecco perchè ogni canzone di quest’album avrà uno spazio temporale lungo per essere ascoltata, discussa, valutata e argomentata.

In ultimo perchè la nostra è l’era della condivisione. La condivisione per antonomasia, non è unilaterale. La tentazione del consenso per chi fa musica è sempre forte, ma oggi la rete da a tutti la possibilità di avere a che fare con tutti. Ogni canzone può diventare il pretesto per un confronto ahimè anche non gradito.

Io  credo che la disattenzione nei confronti della musica in Italia non sia generata da mancanza di cultura, ma da confusione.

Un pensiero mi accompagna spesso:

Per arrivare dove si vuole arrivare è necessario sapere a che punto della strada si è e io credo che per me e gli artisti come me, la guerra dei comunicati sia persa in partenza. Annegheremmo nel mare dell’ iperindustriale che possono permettersi solo in pochi.

Quando una strada non c’è, bisogna farsela.

Le cosiddette major hanno più rappresentanti in televisione che nei pub, di conseguenza non sanno più fare ricerca; le etichette che si definiscono indipendenti ormai sembrano scimmiottare il “modus operandi” delle major con il risultato di fare tutto uguale ma in versione mini.

Io non ce l’ho con Major o indipendenti. La mia porta è aperta a collaborazioni. Ce l’ho con l’assistenzialismo che pervade tanti artisti che aspettano all’infinito che qualche buona anima si occupi di loro in cambio di un 95%.

Oggi ci sono i mezzi per essere autonomi. Io voglio sperimentare quanto dico.

Chi si occupa di musica oggi assomiglia tantissimo a una squadra di calcio che pur subendo gol su gol non cambia mai strategia di gioco.

La mia non è la verità. Io non so il mio pensiero è corretto. Questo disco è frutto di osservazioni personali dalle quali è nata un’idea che può, alla fine di questo percorso, risultare valida o fallimentare. Chi non ha mai sbagliato non ha mai fatto niente e io, ripeto, ho voglia di sperimentare! Anche sbagliere se necessario!

I termini di cui è strapieno il mondo della musica non mi appartengono. Hanno perso di qualsiasi significato e fanno comodo solo a pochi: Se una canzone piace è commerciale, se suona bene per pochi è indipendente; gli emergenti, gli alternativi… “parole ghetto” che tengono ben distanti i meno noti dai soliti noti.

Liberarsene è necessario. Un artista è un artista. Punto.

La realtà a mio avviso è molto semplice. Una canzone può dire o non dire a prescindere dal nome di chi la scrive. Basta concentrarsi su questo per trovare un meraviglioso mondo di autori su internet.

Infine mi piace farvi sapere che questo è un percorso “aperto”. A questo album hanno partecipato artisti di “altre” forme d’arte. Fotografi, scrittori, attori, disegnatori.

Quest’album è uno spazio che sono felice di aver condiviso con tanti talenti che, se vorrete accompagnarmi, scoprirete di volta in volta.

Vi aspetto il 20 ottobre su Itunes con la prima “briciola”. # Niente in tasca.

Grazie e buone vibrazioni.

 

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