Il giro del mondo in 60 secondi Ore 19:16’51”- Tórshavn (Far Oer) Storia di Henrik.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

Ore 19:16’51”- Tórshavn (Far Oer)  Storia di Henrik.

 

 

Fonte foto http://chiviaggiaimpara.blogspot.it/2013/01/danimarca.html
Fonte foto http://chiviaggiaimpara.blogspot.it/2013/01/danimarca.html

Quindi è così che succede…

Me l’ero immaginato diverso. Paura, angoscia. Mi ero immaginato questo. Dolore, vuoto rimpianto e invece, invece nulla di tutto questo sta accadendo.

La mia compagna di una vita a stringermi la mano. Sorride e ogni tanto asciuga i suoi occhi umidi. Incredibile, dovrei pensare a cosa ho fatto, cosa ho trascorso, alle persone alle quali ho fatto del bene o del male ma l’unica cosa di cui m’importi qualcosa in questo momento è non staccare gli occhi dalla mia Marianne.

Sullo sfondo il faro sulla baia, il piccolo golfo, le quattro case e le centinaia di pecore. I miei occhi sono stanchi e appannati ma quello che vedo basta a risvegliare alla mente le immagini vivide di quello che scorgo oltre le rughe sul suo volto. Oltre la finestra.

Li ci siamo dati il primo bacio, abbiamo litigato, fatto pace, fatto l’amore chissà quante volte. Sempre di nascosto. Anche dopo che ci siamo sposati… Io con un’insegnante d’asilo, lei con un medico.

Abbiamo fatto le nostre scelte. Abbiamo separato le nostre vite pur essendo anime affini. Chissà perché abbiamo pensato di non condividere la nostra vita pur amandoci così tanto.

Poco importa. Adesso poco importa davvero.

Respiro il più forte possibile, anche se sta diventando ogni minuto più difficile. Sento ancora l’erba, il profumo della salsedine, l’acre dei pascoli.

Non capisco perché non riesco ad avere paura…

Ho sempre avuto paura della fine delle cose: non poter rivedere un film, rivivere una storia, visitare nuovamente un posto. Ho passato la vita a correre cercando di non perdermi nessuna esperienza e adesso sono sazio di serenità.

Lei mi stringe la mano, mi tampona la fronte con un fazzoletto, inumidisce le mie labbra, mi parla dolcemente all’orecchio. Mi sta accompagnando come meglio non avrei potuto desiderare. Fra poco dovrò andare da solo. Forse lei mi terrà la mano ancora un po’, forse li avrò paura davvero o forse no.

Sono stanco ma voglio provare a tenere gli occhi aperti ancora un po’ perché sarà l’ultima volta che mi addormenterò.

Sono stanco e desidero fortemente dormire, andare, ma voglio vedere se riesco a vedere quest’ultimo tramonto. Marianne sa che è la cosa che amo più al mondo e ha voluto che venissi qui, a casa sua a terminare la mia corsa.

Ci siamo persi, trovati, persi ancora. Una vita a cercarci. Abbiamo vissuto una storia d’amore clandestino ma siamo sempre stati segretamente vicini nei momenti importanti. Non poteva che essere insieme a lei il mio ultimo respiro. Amanti di una intera vita.

Il sole è tenace. Stanco anche lui si avvia verso il mare ma ancora alto. Lui domani tornerà, io…

Quindi è così che succede… Ho passato la vita ad avere paura di un momento che sembra essere di una dolcezza interminabile. Che stupido…

Non parlo da ore. Sono stanco ma voglio provare…

“Marianne”…

“Henrik, dimmi amore…”

“Ti amo…”

E’ rimasta in silenzio. L’ho sorpresa. Sorride, piange, mi stringe ancora di più la mano. Mi fa male ma non importa…

Ecco, ecco qual è stato l’errore più grande della mia vita: 69 anni che la amo e non averglielo mai detto …

Quindi è così che succede…

Sono stanco. Alla fine preferisco non vedere il sole tramontare.

Non ho più voglia di correre.

Sono stanco…


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

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