Il giro del mondo in 60 secondi Ore 15:46’46”- L’Anse aux Meadows (Terranova – Canada). Storia di Björn.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

Ore 15:46’46”- L’Anse aux Meadows

(Terranova – Canada). Storia di Björn.

60 secondi terranovaLa statua di Leif Erikson… Finalmente…

Il metallo blu si stacca perfettamente dal celeste del cielo. La figura imponente del guerriero esploratore islandese che si suppone essere stato il primo europeo a mettere piede nel continente americano, riempie la scena e gli occhi di Björn e dei suoi compagni di avventura.

Björn è sempre stato un grande appassionato di tutto ciò che riguarda i vichinghi e le loro saghe, le esplorazioni, le conquiste.

Aveva sognato quel viaggio da sempre. Una vera avventura. Partendo dal coloratissimo paese di St Johnes, nel sud dell’isola di terranova, attraversando le piccole città lungo la strada principale che taglia tutta l’isola e arrivando a L’anse aux Meadows, La baia delle meduse. A nord.

Solo 11 ore di macchina. Ma Björn voleva arrivarci con le sue forze, con le sue gambe. Parte del percorso lo avrebbe voluto fare da vero amante del trekking. Ma le sue gambe sono immobili da anni, paralizzate su una carrozzina. La questione diventava più complicata.

Tra i “lascia perdere” e i numerosi “è impossibile” Björn ci sguazzava! Ha sempre amato sorprendere e far ricredere tutti quelli che lo circondavano di commiserazione a causa del suo stato di paralisi alle gambe. Aveva fatto di tutto: Paracadutismo, vela, tennis e tutte le attività che secondo gli altri erano un limite per lui.

Stavolta non era facile. Avrebbe fatto parte del percorso in macchina ma un’auto non arriva dappertutto. La sua carrozzina per disabili non era adatta alla campagna e ai percorsi sconnessi di montagna.

Da casa di Björn, a St. Johnes, si vede la Signal Hill che Guglielmo Marconi fece installare per dimostrare che potevano essere inviati segnali radio senza l’utilizzo dei cavi. I pessimisti, anche in quel caso, non si fecero attendere. “Impossibile! Bisogna considerare la curvatura della terra! Ci vorrebbe un’antenna alta più di un chilometro!”. Non doveva essere facile per Marconi lavorare con quest’aura di diffidenza.

Eppure il 12 dicembre del 1901, Marconi trasmise il primo segnale transoceanico.

Quell’antenna è sempre stata per Björn un simbolo di determinazione.

“Oggi navighiamo in internet e trasmettiamo via satellite. Ma se non fosse stato per quell’antenna…”, si ripete sempre Björn nei momenti di sconforto.

I suoi amici sono i migliori che un uomo possa avere. Non gli hanno mai nascosto un’attività per paura di metterlo in difficoltà e con lui hanno sempre trovato soluzioni per farlo partecipare ma stavolta erano spariti. O almeno così sembrava. “Forse questo viaggio è davvero troppo”, Björn.

In realtà il suo gruppo di amici si erano dati da fare con gli straordinari al porto così, per il suo 30esimo compleanno, in regalo era arrivata la soluzione: Rossa fiammante, due ruote attrezzate con copertoni fuori strada, una ruota piccola e agile davanti e un assetto che permetteva a Björn di avere le gambe distese. La fuoriserie tra le carrozzine sportive per disabili.

L’avventura verso la vinland dei vichinghi era così potuta iniziare. Era una gioia per tutti vedere Björn spingere le braccia su quelle ruote e arrivare da solo a L’Anse aux Meadows.

Adesso tutti devono sopportare in buona pace i racconti di Björn sulle avventure in mare dei vichinghi.

Non smette un attimo di parlare e di toccare la statua di Leif Erikson.

“Anche a lui”, dice adesso, “avevano detto fosse impossibile andare oltre la Groenlandia”.


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 16:16′:47″ 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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