Il giro del mondo in 60 secondi ore 15:16′:45″ – Salvador Bahia (Brasile). Storia di Moises.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

15:16′:45″ – Salvador Bahia (Brasile). Storia di Moises.

 

fonte foto: http://www.marcoandriulo.com/brazil/salvador-de-bahia-009/
fonte foto: http://www.marcoandriulo.com/brazil/salvador-de-bahia-009/

– “In partenza vero?”

Moises ha notato la testa china di un uomo sul bancone del suo chiosco sulla spiaggia di Bahia. Uno dei tanti che passano a rinfrescarsi da lui.

– “Si… si capisce tanto”, chiede l’avventore.

– “Si señor. Quando trema la ragnatela di Joao capisco che qualcuno è triste”, risponde Moises sorridendo sotto i baffi bianchi.

– “Non la togli quella ragnatela?”, chiede il cliente?

– “Oh no señor. Joao mi fa compagnia. Mangia le zanzare e le mosche. Non mi da fastidio e poi… poi mi fa capire chi dei miei clienti ha bisogno di un bella Batida speciale”.

– “… Me ne prepari una, allora. Se Joao vuole così, così faremo!”

– “Subito señor”.

Moises finisce di asciugare uno dei grossi bicchieri usati per i suoi frullati.

Dal piccolo stereo del chioschetto continuano a susseguirsi canzoni di Caetano Veloso, Maria Bethânia, Gilberto Gil e altri.

– “Ha ragione lei. Sono qui per lavoro. Nemmeno per turismo. Stasera riparto. Viaggio sempre ma non avevo mai provato questo magone prima di lasciare un posto…” Il cliente, sentendo di doversi sfogare un po’.

– “Non deve sembrarle strano. Questo luogo è intriso di nostalgia, fondato sul sentimento di tristezza. Qui sbarcarono i primi schiavi portati dall’africa per le piantagioni di cotone e caffè. Era gente che soffriva per la lontananza dalla propria terra e noi abbiamo ereditato quell’accoramento, quel nodo alla gola. Quelli che passano da qui, l’avvertono. Non è una cosa di cui vergognarsi”, Moises Porgendo la batida al cliente.

Per un paio di minuti il cielo di Bahia rischiara come per dare un ultimo colpo di reni sul giorno e dirigersi con calma verso la sera. Tutto attorno sembra essere in perfetta sintonia con questo ultimo amplesso di vita.

Moises lascia che il suo cliente beva in pace e perda la sua vista sul mare oltre la spiaggia.

– “C’è una rissa li?”, chiede allarmato il cliente osservando in lontananza un gruppo di uomini in cerchio che urlano e si dimenano.

– “No señor! E’ una Roda capoeira. Sa cos’è?

– “Sono arti marziali o qualcosa del genere?

– “E’ una danza mista a tecniche di combattimento. Gli schiavi simulavano delle danze per continuare ad allenarsi nella lotta.”

– “E questo suono? Cos’è? Un tamburo? Domanda l’uomo mentre sorseggia la sua batida.

– “E’ un Berimbau, señor. Si avvicini al quel cerchio señor. Vedrà uomini che danzano e lottano in simbiosi con il ritmo del berimabu. Cantano in coro, battono le mani. Non si feriscono, mostrano solo le loro abilità. Vada señor. E’ liberatorio. La danza, la lotta e la musica sono i nostri modi per esorcizzare la saudade.

Il cliente appoggia il suo bicchiere vuoto sul bancone e fa per afferrare il portafoglio.

Moises interrompe il gesto con una mano.

– “Quando la ragnatela di Joao vibra, è sempre lui che offre!”

– “Bene, grazie. Era davvero ottimo! Grazie Joao” rivolgendosi per un attimo al ragnetto sul soffitto. “Spero di tornare presto.” Conclude.

– “E’ a questo che serve la nostalgia señor. A riportami i clienti indietro”. Il sorriso di Moises si fa evidente dopo la battuta. Il cliente s’allontana verso la roda capoeira, la piccola ragnatela di Joao smette di vibrare.


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 15:46′:46″ 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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