• Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 14:46′:43″ – La Paz (Bolivia). Storia di Domitila

fonte foto: http://turistipercaso.it/canyon-colca/image/77468/
fonte foto: http://turistipercaso.it/canyon-colca/image/77468/

“Quello che stai fotografando serve a lanciare maledizioni contro i vostri nemici!”, Domitila indicando una candela nera incastonata in un piccolo cranio.

“Ecco magari ne prendo un paio per i miei professori”, Stefan ridendo fragorosamente.

“Se non vi hanno fatto realmente del male, la maledizione non sarà efficace.”, spiega Domitila ai due ragazzi divertiti dai tanti strani oggetti del suo negozio.

“Va bene, ci accontenteremo di qualche bambolina wodoo. Ne ha?”, Armand continuando a ridere con il suo amico.

“Non abbiamo bamboline wodoo. Ti stai confondendo, ragazzo., puntualizza Domitila

“Lei non vuol venderci nulla”, dicono i due quasi contemporaneamente. “Non farà molti affari così, mia signora.”, Stefan con un tono un po’ troppo confidenziale.

“Non dovreste ridere di una Bruja né delle cose di una Bruja. E’ pericoloso.”

Il tono severo di Domitila interrompe lo scambio di battute cariche di ironia dei due giovani turisti di passaggio al mercado de Hechicerìa, Il mercato delle streghe.

“Non sono souvenir in vendita, sono rimedi magici e manufatti di stregoneria.” Dovreste andarvene se non credete in queste cose.

I due ragazzi in sosta a La Paz lungo il loro percorso zaino in spalla, si sono fermati a curiosare in questo particolare mercato e non mancano di commentare tutte le stranezze con tanta, troppa leggerezza.

Nel negozio di Domitila c’è di tutto: amuleti, monili, gli immancabili feti di lama e di maiale, statuette a forma di pene e un piccolo reparto di magia nera con bare in miniatura e candele magiche.

“Ci scusi signora, adiamo via subito”, dice Armand visibilmente seccato”.

“Aspettami fuori Armand. Cerca dell’acqua.” Stefan evidentemente ancora affascinato da quella inusuale bottega manda fuori il suo amico e rimane a curiosare.

“Mi scusi per prima.”, Stefan con un tono più opportuno. “Ci è sembrato tutto così particolare e siamo stati irriverenti. E’ un posto pieno di contraddizioni e sembrava divertente”.

“Contraddizioni?”, chiede Domitila.

“Si… beh. Il crocefisso sul muro accanto al ferro di cavallo… Ad esempio.”, Stefan.

“Gesù sta in cielo e ci protegge, la Pachamama sta in terra e ci dà tutto quello che ci serve per vivere”.

“Pachamama?”, Stafan mostrandosi interessato.

“La madre terra, la madre universo. I monti che vedi sono i suoi seni, i fiumi il suo latte e i campi di grani è il suo fertile grembo. Tanto buona ma anche terribile quando ci ricorda, con terremoti e carestie, che dobbiamo sempre onorarla.” Domitila continua a spiegare contenta dell’attenzione del ragazzo adesso più coinvolto dal significato di un oggetto che dall’oggetto stesso.

Stefan si guarda attorno mentre la strega continua a raccontare piccole storie andine legate agli oggetti. Tutto quello che vede attorno e che poco prima gli sembrava solo chincaglieria, sembra adesso assumere un’importanza precisa.

Domitila termina i suoi racconti porgendo a Stefan una foglia di coca.

Stefan non capisce ma cerca in tasca delle monete per pagare comunque.

“E’ un regalo. Al termine del vostro viaggio, cucinate qualcosa e seppellitelo in una fossa insieme alla foglia di coca. Poi copritelo con delle pietre. Restituirete a Pachamama un po’ di quello che vi ha dato lungo il cammino e non sarà irritata per come vi siete comportati oggi.” Poi sorridendo e divertita termina: “visto che dobbiamo averci a che fare ogni giorno, meglio tenersela buona la madre terra, no?”


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 14:16′:44″ 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *