Il giro del mondo in 60 secondi ore 10:16′:35″ – Fairbanks (Alaska). Storia di Isaac e Isabel

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 10:16′:35″ – Fairbanks (Alaska).

Storia di Isaac e Isabel

DIsegno della piccola Etna.
DIsegno della piccola Etna.

7 aprile 2015:

L’indice di Isaac si solleva di scatto a indicare il cielo:

– “Quella nuvola assomiglia a una balena!”, dice.

– “ma no guarda, ha le zampe. Potrebbe essere un alce”, ribatte Isabel.

– “Ma non ha le corna”

– “E allora? È un alce femmina!”

– “Ma tu l’hai mai vista una balena?”

– “Io no e neanche tu!”

– “Certo ma mio papà lavora sulle navi e ne ha viste tante e mi ha detto come sono fatte!”

– “Si ma quella nuvola assomiglia a un alce. Femmina!”

Isaac e Isabel sdraiati sul prato, guardano le nuvole aspettando l’arrivo di Adahy, un vecchio Indiano Tlingit che passa le sue mattinate in giro per le scuole a raccontare vecchie storie degli indiani d’America ai ragazzini.

Tutto attorno ci sono pezzi di legno avanzati dall’inverno, scarti di compensato e improbabili attrezzi che i due bambini hanno portato per costruire una casetta.

– “Perché hai portato i bicchieri di carta?”, chiede Isaac

– “Perché voglio costruirci un lampadario. L’ho visto su internet!”.

– “Ma ancora non abbiamo fatto la casa. Ci vorrà tempo!”

– “Che ti importa? Tanto dovrò attaccarlo io!”

– “Perché scusa?”

– “Perché sono più alta di te e tu non arriverai al tetto!”

– Isaac dopo una piccola pausa per assorbire il colpo: “Tanto è un lavoro da femmine. Io e Adahy dobbiamo costruire tutto il resto!”… “e poi diventerò più alto di te!”

Vedendo arrivare finalmente Adahy, i due bambini smettono di punzecchiarsi e mostrano con entusiasmo il materiale portato: legno, stoffe, cartone, un vecchio tappeto, poster.

Dalla finestra della casa, la madre di Isaac sorride al vecchio venuto ad aiutare il figlio e la sua amica a costruire la loro casetta sull’albero.

“Faremo una scala con la corda? Possiamo dipingere le pareti con due colori? Io voglio fare un lampadario con i bicchieri! Possiamo fare una finestra rotonda? Abbiamo fatto un disegno di come la vogliamo!!!”

Il vecchio Adahy travolto dall’entusiasmo dei bambini, riesce a stento a zittirli.

Sorride, poggia la sua cassetta degli attrezzi e scarica dal furgoncino delle assi di legno decisamente più adatte.

“Con le vostre ci faremo dei bei mobili” esclama “Per una casetta che duri tanto ci vogliono le mie assi”.

I lavori iniziano, Adahy con pazienza e lentezza spiega ai piccoli ogni passo. Ogni gesto.

I piccoli si affannano a fare il poco che possono fare: passare gli attrezzi, portare da bere e dare improbabili indicazioni.

Verso sera, la loro casetta è finalmente pronta.

Adahy siede a terra e prima di lasciare che i piccoli entrino per la prima volta, si gode l’abbraccio di Isabel.

– “Hai fatto tutto tu, però” Dice la piccola.

Il vecchio fa cenno a Isaac di avvicinarsi, stringe le loro due manine in una delle sue.

– “La prima volta si osserva per imparare. La prossima casetta la farete da soli e sarà più bella di questa”.

– “IMPOSSIBILE”, afferma Isaac “QUESTA E’ MEGAGALATTICOSPAZIALE!!!”

Accarezzando i bimbi il vecchio prosegue: “adesso entrate e sistematela come vi pare. Scegliete colori, mobiletti, oggetti. State attenti e decidete bene. Una casetta è come la vostra vita. Con le vostre parole e le vostre azioni creerete il mondo attorno a voi. Scegliete bene.”

“Un’ultima cosa, prima di entrare piantate quell’alberello che vi ho portato. Fatelo voi. Da soli, su.”

7 aprile 2076:

L’indice nodoso di Isaac si solleva lentamente a indicare il cielo:

– “Quella nuvola assomiglia a un orso”

– “E’ un’orsa. Guarda, ci sono i cuccioli dietro”, Isabel con la testa appoggiata sul petto di Isaac.

La loro casetta è ancora lì. Isaac e Isabel possono osservare i loro nipotini che la stanno rianimando di risate e giochi.

– “Chi l’avrebbe mai detto che ne avremmo costruita un’altra insieme per davvero” dice Isabel chiudendo gli occhi per riposarli un po’.

Alle loro spalle una grande casa di legno. Due piani e mansarda. Una grande veranda e un giardino con un piccolo laghetto.

Possono sentire loro figli che si affannano a sistemare dopo il pranzo appena terminato. Era da tempo che desideravano una giornata da passare insieme. Riunire la famiglia.

La casa ha grandi finestre rotonde che Isaac, architetto in pensione, ha disegnato personalmente. Gli arredi di Isabel riempiono la casa. Tutti costruiti con materiale di riciclo che lei ha pazientemente creato negli anni per se e per gli altri.

Il grande albero al quale sono appoggiati, da loro battezzato old Adahy, ha un cartello appeso con una corda, con su scritto “Attenti alle vostre azioni. E’ con i vostri gesti che costruite il mondo attorno a voi”.

– “Isaac?”

– “Dimmi Isabel”

– “Abbiamo costruito una buona vita”

– “Si tesoro. E’ vero.”

– “Però non sei diventato più alto di me…”


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 11:16′:36″ – California

Mancano 25 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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