Il giro del mondo in 60 secondi ore 09:16′:34″ – Adak (Alaska). Storia di Aikaa

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 09:16′:34″ – Adak (Alaska).

Storia di Aikaa

 

60 secondi adakDa qualche giorno Goran non si vede più. Aikaa sembra essere molto irrequieta per questo. Non ha un buon rapporto con gli altri abitanti di Adak. Spesso trovi le altre sue simili a spasso sui prati delle case della gente ma lei no. Lei preferisce tenersi lontana dalle abitazioni. Con Goran però, la relazione è sempre stata speciale. Sin da quando era giovane.

Goran sempre sporco di grasso per via del suo lavoro di manutentore delle navi. Lei sempre presente a pochi metri di distanza. Goran a parlare e lamentarsi degli acciacchi e della pioggia e lei paziente ad ascoltarlo anche sotto i nubifragi.

Le pause pranzo sempre insieme. Goran ha sempre portato qualcosa in più da dividere con lei.

Aikaa negli ultimi giorni non ha fatto altro che cercare, osservare, scandagliare ogni strada, ogni vicolo. Dall’alto. Di Goran nessuna traccia.

“Aikaa non sta ferma un attimo”, dice il vecchio Conrad.

“Cerca Goran! Non pensavo fosse in grado di sentirne così tanto la mancanza”, replica la signora Trenblay

I due fissano Aikaa, seduti fuori la vecchia chiesa di legno.

“Certo, come fai a spiegarglielo… Non ti capisce di certo”, sentenzia ancora Conrad.

Aikaa, dopo una brevissima pausa, emette il suo grido e riprende il suo volo. Dall’alto può vedere Boris tagliare le teste dei pesci al mercato, Edda stendere i panni nel suo giardino.

Sotto le sue ali Aikaa può sentire una corrente ascensionale. Un leggero calore che sfrutterà per salire ancora. Ancora più in alto. Vede Il piccolo aeroporto e gli operai che caricano merce, una nave che sta per approdare al porto.

Aikaa può vedere ogni dettaglio ma non riesce a vedere Goran.

Decide di effettuare una picchiata. Sotto di lei gatti selvatici, conigli e persino qualche caribou, inizia ad agitarsi. Gli artigli di Aikaa che ti arrivano vicino sono quasi sempre letali. Lei però decide di dirigersi e aggrapparsi a uno sperone di roccia. Ferma il suo volo per riposarsi ancora e punta il suo sguardo alla nave che ha attraccato poco fa.

Tra la gente anche Goran col uno zaino sulle spalle. Si dirige verso il capanno degli attrezzi e siede lontano dalle altre persone.

Aikaa strilla ancora. Stavolta più forte. Goran può sentirla. Lui è capace di distinguere ciò che per gli altri è solo il verso di una delle tante aquile dell’isola. Goran sa che è Aikaa che sta arrivando.

Può vederla. Un’apertura d’ali che impressionerebbe chiunque.

Un volo a cerchi concentrici che diventa sempre più basso.

Aikaa fa scattare gli artigli in avanti per poggiarli alla banchina. Un paio di balzi per riequilibrarsi dopo l’atterraggio e finalmente può fermarsi a qualche metro da Goran.

“Ti sono mancato?”

Il becco curvo e affilato di Aikaa, rende ancora più severa la sua espressione, ma dopo qualche balzello può afferrare i bocconi di carne che Goran aveva preparato per lei.

“Sono stato sulla terraferma. Sai Aikaa, Mia figlia s’è laureata…”.

Goran le racconta del viaggio come se parlare con un aquila di quelle dimensioni accanto fosse la cosa più naturale del mondo.

“Sono andato in nave, per questo c’ho messo tanto”.

Aikaa continua ad afferrare i bocconi che Goran le porge. Il becco tagliente non sfiora mai nemmeno per sbaglio la sua mano.

“Pensa un pò, E’ diventata un’ingegnere aerospaziale. Che destino… Una figlia che vuole progettare aerei e un’aquila gelosa che mi aspetta a casa. Proprio a me che ho una paura fottuta di volare…”

“Mi perdoni Aikaa?”


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 09:16′:35″ 

Mancano 26 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...