Il giro del mondo in 60 secondi ore 07:16′:31″ – Apia (Samoa). Storia di Maurie.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 07:16′:31″ – Apia (Samoa).

Storia di Maurie.

60secondi samoa“Guarda che se non tocchi nulla rischi di cadere al primo soffio di vento, altro che All blaks”.

La mamma di Maurie ha cucinato una colazione molto ricca questa mattina: Uova strapazzate, bacon, cereali, spremute… come piace a lui. Europea.

La notte per Maurie è passata insonne. Oggi è troppo importante.

Continua a fissare l’orologio sulla parete. Faatiga, amico di famiglia, dovrebbe passare a breve per accompagnarlo al campo.

Il borsone è pronto da ieri. Controllato e ricontrollato più volte come se dovesse giocare una finale della coppa del mondo di rugby, invece è solo una partitella di selezione per ragazzi da inserire in una rappresentativa che andrà a fare degli stage in Nuova Zelanda, però è l’ultima di una lunga serie. La più importante.

Maurie ripensa alla partita di due giorni prima mentre tenta di mandar giù qualche boccone di tutto quel ben di Dio preparato da Mamma.

Ricorda di essere entrato a fine partita. Non aveva avuto grandi occasioni in quel poco tempo di gioco ma quasi alla fine, una palla venne intercettata improvvisamente dalle sue mani. Ancora adesso sente quella forma ovale aderire perfettamente alle sue braccia. Ricorda di avere avuto un attimo di smarrimento. Solo un attimo, poi la corsa senza respiro verso la meta…

Stava per essere steso proprio alla fine. Ripensa a quel momento. Durante la corsa si era distratto per cercare suo padre tra i pochi spettatori. Non c’era mai stato e non era li nemmeno quella volta. Quel pensiero gli stava per costare caro. Una distrazione. Un tentativo di placcaggio da parte di un avversario, una manata in testa che lo aveva disorientato e quell’unica possibilità che stava per evaporare. Le gambe furono più forti della botta in faccia e della delusione per quella assenza. Dopo un attimo di squilibrio Maurie aveva rinvigorito la corsa fino a tuffarsi in meta con tutto il corpo avvinghiato alla palla.

“Tra due giorni. Qui. Puntuale”. Le parole che pochi dei ragazzi sentirono uscire dalla bocca del selezionatore.

Maurie e sua madre avevano stretto un patto ed entrambi adesso lo stanno mantenendo. Lui sta studiando sodo e ottenendo buoni risultati. Lavora anche tanto per aiutare la famiglia e lei non vede perché il figlio debba privarsi di questa sua grande passione.

A Maurie piacerebbe anche l’approvazione del padre. Pescatore, rugbista da ragazzo anche lui. Un legamento saltato per aria aveva interrotto una promettente carriera e la reazione, quando capì che Maurie aveva ereditato la stessa passione oltre che il fisico possente, non fu delle migliori. “Troppe incognite nello sport, trovati un lavoro”, ripeteva.

“Le 7 a mezza. Ma cosa aspetta faatiga”. Maurie nervosissimo seduto davanti la porta di casa, sta iniziando a pensare di andare a piedi. Può farcela con un buon passo ma il clacson di un furgoncino interrompe la sua decisione.

Faatiga scende dalla macchina appoggiandosi poi al cofano. “Pronto campione?”, urla…

L’altra portiera si apre. Dall’auto scende Stephan, il padre di Maurie, che gli si avvicina…

“Nervoso?”, chiede.

“Molto…”, risponde Maurie.

“Ti ho portato un regalo”, dice Stephan tirando fuori il suo vecchio casco protettivo. “Così se t’arriva un altro colpo in testa, non rischi di sbandare”, prosegue sorridendo.

“Ma… come lo sai…”, domanda Maurie.

“Ci sono sempre stato alle tue partite. Ben nascosto. Tu lo sai, ero un professionista. Ho sempre avuto paura che la gente vedendomi avrebbe cominciato a fare paragoni tra noi due. Volevo evitarti questa pressione addosso oltre che il peso di dovermi somigliare per forza. Adesso gioca, divertiti, sbaglia, cresci. Oggi vengo a vederti. Forse posso aiutarti a capire come si fa a rimanere tranquilli nelle partite importanti…

Un abbraccio… un lungo abbraccio tra due uomini enormi. Padre e figlio.

“Belli, la Nuova Zelanda ci aspetta. Che ne dite di Muovere queli enormi culi?”, Urla ridendo Faatiga…


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 07:16′:31″ a Pearl City – Haway

Mancano 29 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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