Il giro del mondo in 60 secondi ore 04:16′:24″ – Wabag (Nuova Guinea). Storia di Nugi

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 04:16′:24″ – Wabag (Nuova Guinea).

Storia di Nugi

60secondi wabag

Uno di fronte all’altro…

Ho sentito le urla sin dal mio villaggio e ho fatto una corsa fino a qui, sulle rive del fiume. Dovresti essermi grato invece di guardarmi nemmeno fossi uno spirito, uomo.

Ti sei appena risvegliato. Eri svenuto. Sembra tu abbia un braccio rotto… In giro c’è tutta la tua roba. Troppe cose. La canoa semidistrutta. La corrente del fiume qui è forte. Cosa volevi fare? Filmare un’avventura sul fiume da mostrare agli amici?

Ora stai di fronte a me, soffri ma non ti lasci avvicinare. Sei terrorizzato da me. Perchè, uomo? E’ evidente la tua paura. Voi, finchè ci vedete accompagnati da qualche guida turistica mentre mettiamo in mostra le nostre danze o mentre vi facciamo vedere le nostre case sugli alberi, state tutti a fotografare, filmare, sorridere…

Qualcuno di voi, come te, esagera. Qualcuno non si rende conto di quanto dura sia la foresta della Guinea per chi ha perso il contatto primordiale.

Questo è l’ombelico della storia. La culla degli uomini. Qui trovi uomini come me che non hanno paura di rimanere nudi davanti alla Dea madre.

Uomo, tu hai uno zaino pieno di cose che non ti salveranno.

Chissà da quanto tempo sei qui. Chissà cosa pensavi di fare. Una gita da raccontare? Pensavi ci fosse una stazione da qualche parte? un albergo? Credi che qualcuno verrà a salvarti? Qui?

Continuate a credere di fare un viaggio nella preistoria ma non capite che la nostra non è una mancata evoluzione, ma una scelta.

Avete sempre pensato di cambiarci però gli stessi missionari e colonizzatori che un tempo ci vietavano di mummificare i nostri avi, che ci impedivano di vivere nudi, che hanno tentato di istruirci con le loro leggi e che ci impedivano di cibarci dei nostri nemici oggi si spendono per salvaguardare il nostro modo di vivere, le nostre foreste dal disboscamento e le nostre tradizioni. Come fossimo animali in via d’estinzione.

Sarebbe bastato non interferire con le nostre scelte e non trattarci da uomini delle caverne.

Mi chiedo: chi ha fallito, quindi? Noi o voi? Chi non ha compreso? Da meno di 50 anni che avete scoperto la nostra esistenza e avete già tentato di cambiare il corso del nostro modo di vivere più e più volte.

Noi rimaniamo qui, sulle nostre case sull’albero, con i nostri corpi dipinti come scheletri e con i nostri rituali che voi trovate tanto folcloristici. Sta di fatto che adesso siamo qui. Io e te. Uno dei tanti uomini di una delle tante tribù della Nuova Guinea e un uomo occidentale che non si lascia avvicinare.

Strano. Ci guardate come si guardano le scimmie a uno zoo e adesso eccoti. Tu. Randagio. Non ti lasci toccare tu, nemmeno fossi un cane appena punito…

In quest’ambiente qual è la scelta giusta? Il tuo zaino pieno di evoluzione non ti salverà, uomo. I miei unguenti che ti sembrano così primitivi possono farlo. Ti sta salendo la febbre. Lo vedo, lo capisco. I morsi delle zanzare ti uccideranno se non ti lasci avvicinare?

Forse sei rimasto impressionato dalle storie sui cannibali. Tu non sei un khakhua non temere. Non ho alcuna intenzione di mangiarti.

Non capisci una sola parola di ciò che dico vero? Avete sempre tentato di farci indossare i vostri vestiti ma non vi siete mai sforzati di capire perchè non sentiamo il bisogno di indossarli. Avete sempre provato a parlarci ma non vi siete mai preoccupati di ascoltarci.

Guardami. Non avere paura di me. L’hai capito?… l’hai capito!… hai capito che sono la tua unica possibilità…

Lasciati avvicinare, lascia che il mio stregone ti curi, uomo. Lascia che preghi i miei spiriti per te, lascia che la mia energia ti dia vigore, lascia che le mie erbe alleviino il tuo dolore e magari… lasciati steccare quel braccio.

Dormirai bene e i miei antenati veglieranno su di te. Domani ti accompagnerò al pronto soccorso di Wabag e potrai di nuovo affidarti alle tue medicine, al tuo Dio, ai tuoi medici e poi potrai tornare nel tuo mondo. Quel mondo in cui le cose nel tuo zaino, possono aiutarti.

Questo è il cuore dell’umanità ma tu hai dimenticato cos’è. Qui sei solo un animale ferito. Lascia che ti aiuti, uomo.


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 03:46′:23″ con la storia di Francesca – (Adelaide)

Mancano 35 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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