Il giro del mondo in 60 secondi ore 03:46′:23″ – Adelaide (Australia). Storia di Francesca

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 03:46′:23″ – Adelaide (Australia).

Foto https://www.flickr.com/photos/adriano_of_adelaide/
Foto https://www.flickr.com/photos/adriano_of_adelaide/

– “Torna a casa ti ho detto! E’ tardissimo! E non rompere con tutti ‘sti messaggi”

Il cellulare di Francesca continua a vibrare sul telo da spiaggia all’arrivo di ogni messaggio di Riccardo. Dall’altra parte del mondo suo fratello le intima di rincasare preoccupato per lei.

– “6 1 skassa peggio di pà. Tho detto ke qui v ttt bn 😉 ”

– “e io t’ho detto che se non torni a casa chiamo zio Paolo e ti faccio rispedire in Italia”

– “Fankulo. Zio Paolo dorme sta trank”

– “Minchia, scrivi decentemente. Fanculo con la “C” ”

– “uffffff che palle miiii 6 vekkio.”

– “la vecchia in famiglia sei tu. Ora smetti di scrivere come una bimbominkia e torna a casa se no ti vengo a prendere io”

– “come? In moto 😀 😀 😀 ”

– “Sulla mia moto non ci sale nessuno”

– “tranne la tua GGAIA… uuuu Gggaia Ggaia Ggaaaaia ahahah 😀 😀 😀 ”. Gaia è una ragazza per cui Riccardo va matto. Francesca è l’unica a saperlo.

– “Ora chiamo zio Paolo e quando torni ne riparliamo”

– “Non kiamare ness. tra pk torno”

– “Adesso salgo in moto. Non rispondo più. Il tempo di arrivare al borgo a Milazzo e voglio vedere che sei a casa. Ti chiamo su skype”

– “ufff si capo!”

Francesca ha un rapporto speciale con il fratello Riccardo. Sempre a litigare e a proteggersi. Lui è stato determinante nella dura lotta per convincere loro padre a farle fare quel viaggio. Da sempre studiosa di enogastronomia, ha approfittato di una zio che vive ad Adelaide per andare a cercare lavoro nella Barossa Valley, la valle dei vini dell’australia del sud. Apriti cielo quando lo disse al padre. Non se ne parlava neppure. Va bene tutto: Parigi, Londra, Madrid. Tutte destinazioni a un tiro d’aereo ma l’Australia…

Riccardo fece da intermediario tra i sogni di sua sorella, il padre e quello zio che non vedevano da una vita.

Francesca ha tante idee e come tanti giovani italiani, pensa sia più facile applicarle fuori casa.

L’Australia, terra di tutti, ha accolto migranti da diverse parti del mondo, assorbendo usi e costumi di popoli diversi. Le somiglianze con la sua Sicilia sono enormi. La varietà e la ricchezza di sapori della sua isola in mezzo al mediterraneo. Un situazione simile anche qui in Australia anche se siamo in mezzo all’oceano. Lei saprebbe come sfruttare queste contaminazioni. Vorrebbe aprire un’azienda enogastronomica ad Adelaide.

Adesso è tardi davvero. Nonostante la tranquillità di Glenelg Beach e l’ottima compagnia, decide di rincasare.

Raccoglie telo, borsa. dà un bacio a Denis (quanto le piace Denis…) e va via.

A piedi. Casa dello zio Paolo non dista poi così tanto.

La passeggiata è rilassante. Da un lato l’oceano dall’altro palazzi e case sulla costa.

Dopo un centinaio di metri si accorge però di un’ombra che sembra seguirla in lontananza. Non ha le sue lentine. Non distingue bene

Francesca accelera il passo, prudente ma non preoccupata.

L’uomo in lontananza continua a starle dietro, anche se a distanza.

Francesca non ha mai avuto problemi e non è la prima volta che si aggira da sola di notte.

Afferra il cellulare appoggiandolo all’orecchio simulando una conversazione.

Niente… l’uomo dietro non molla.

Francesca aumenta il passo. Ora sì. Adesso inizia ad essere preoccupata. Cerca di stare alla luce. L’uomo dietro inizia a sbracciare, e correre.

“ODDIO!” Francesca adesso è presa dal panico e inizia a correre… Cerca di individuare una scorciatoia per raggiungere prima la casa dello zio Paolo. Strizza gli occhi per cercare di vedere meglio la strada e anticipare le direzioni. L’uomo dietro in lontananza sembra gridare qualcosa. E’ ormai evidente che ce l’ha con lei. Correpure lui anche se è chiaro che non riesce a tenere il passo di Francesca.

Prima di girare dietro l’angolo che porta a casa, Francesca da un’occhiata veloce all’uomo in lontananza. Vede di sfuggita la scena di lui che inciampa su un cassonetto dei rifiuti fuori da un ristorante. La spazzatura gli si rivolta addosso. La scena sarebbe anche comica ma Francesca è in preda al panico e sussurra un semplice e sbrigativo “fanculo”. Con la “C”.

Francesca, anche se non è più inseguita, afferra al volo le chiavi di casa mentre è ancora in corsa, le infila nella toppa, entra e sbatte la porta alle sue spalle. Tira un respiro profondo e si prepara a subire la ramanzina di zio Paolo.

– “Zio Paolo?…”, lo chiama una prima volta con la voce ancora affaticata dalla corsa

– “Zio Paolo?…”. Lo zio non risponde…

Francesca fa passare un minuto per riprendere fiato, poi sale le scale per andare a bussare alla camera dello zio.

Alle sue spalle si apre la porta

Francesca sente il sangue ghiacciarsi nelle vene. Pensa di non aver chiuso bene la porta e urla “ZIO PAOLO, ZIO ZIOOOO”, totalmente terrorizzata, più forte possibile per svegliare suo zio…

Ma lo zio… è appena entrato dalla porta… coperto da qualsiasi schifezza: residui di spaghetti, avanzi di frutta e pezzi di cream caramel…

– “sssssst, non gridare che svegli tutto il vicinato”…

Francesca interdetta si rende conto all’improvviso di essere stata seguita dallo zio sin dall’inizio…

– “mi ha mandato un messaggio Riccardo.” dice lo zio Paolo. ” Era preoccupato per te. Io ero in zona da amici a giocare a poker e sono passato a prenderti, ma oramai eri troppo lontana e per me corri troppo forte… Ho provato anche a chiamarti. Sei sorda…”

Francesca, si siede di botto sugli scalini e non ha ancora capito se piangere per sfogare il sollievo o ridere per la situazione. Decide di fotografare lo zio sudato e lercio e di mandare la foto a Riccardo.

– “riesci a fare danni anche se stai dall’altra parte del mondo 😀 😀 😀 ”, scrive nel messaggio che accompagna la foto.


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 03:46′:23″ con la storia di Francesca – (Adelaide)

Mancano 37 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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