Il giro del mondo in 60 secondi ore 03:16′:22″ – Kaesong (Nord Korea).

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 03:16′:22″ – Kaesong (Nord Korea).

60 secondi kaesongÈ indubbiamente notte. Le 3 del mattino sono indubbiamente notte. L’una, anche le 2, per qualcuno sono fine serata. Le 6, anche le 5, per qualcuno sono inizio mattino. Le 3 no, sono lì in mezzo, precise, perentorie, centrate.

Non in mezzo ma a fianco, al pc portatile, c’è il pacchetto di sigarette. Lo apre. E pensa che se alle 3 – no, adesso sono le 3.16 – di notte sei sveglio ci deve essere un motivo non banale. Quell’ora non dà scampo. Un’insonnia, un amore lontano, un amore sfranto, un amore ancora da costruire. Una bella trombata. Be’, anche una trombata così così. O un lavoro molto strano, un non lavoro ancora più strano, oppure pagine, tante, troppe, da studiare. Anche solo una partita in tv dall’altra parte del mondo.

Inizia a sfilare la sigaretta dal pacchetto. È la decima o undicesima. Pacchetto mezzo vuoto o mezzo pieno, in quest’ora che divide e in questa penisola divisa. Nord e sud. Corea.

No, niente sigaretta. Chiude il pacchetto, lo ributta a fianco al portatile.

La Corea è una penisola di cantanti – ha letto da qualche parte – come l’Italia anche in questo. Uno di loro – italiano però, non coreano – gli ha chiesto di scrivere un racconto di 400-500 parole ambientato qui, in Corea, alle 3 e sedici di notte. Ora.

Prende il tabacco, le cartine, il filtrino, la macchinetta. Chiude, lecca. Accende.

È che a lui l’Oriente non l’ha mai attratto, tranne gli involtini primavera, i risi e gli spaghetti (anche quelli di riso però, chè quelli di soia si spappolano). Chissà se li fanno anche in Corea. Alza la testa. Chiude il portatile, si alza.

Vuoi mettere gli avesse assegnato la Francia, magari il sud della Francia, o Budapest, che c’è andato in vacanza l’altra estate e ce l’ha pronta, o Barcellona, che c’è appena stato e si presta. O l’Istria, che gli piace tanto.

Va alla finestra, più che altro perché in questo tipo di racconti c’è sempre uno con la sigaretta che va alla finestra. A guardar fuori. Kaesong, Corea.

Fossero stati gli States, che van sempre bene e fan figo: un po’ di on the road, un po’ di grattacieli, un po’ di Marlowe, per dire, ed era a posto. Uhm, cose banali però. Vuoi mettere la Corea? A un altro è capitato di dover scrivere sulle isole Kiribati. Lo vorrà proprio leggere il racconto sulle isole Kiribati.

Fa un tiro, lungo, tiene un po’ il fumo in bocca. Lui della Corea sa della guerra, neanche tanto poi, della disfatta dell’Italia dei mondiali (1966?), dei made in Corea. Di due Stati in un unico Paese, formalmente ancora in guerra. Ecco, questo un po’ l’ha sempre affascinato della Corea. Che sia un Paese con due stati, non che siano ancora formalmente in guerra. Che altro sa? Vuoto. Assoluto, implacabile.

Guarda fuori Kaesong, che vien bene perché non è distante da Seul, sta sul confine e gli fa gioco perché il racconto potrebbe parlare delle divisioni, delle spaccature. Come le 3.16 di notte o la Corea.

Spegne la sigaretta. E finisce il racconto scrivendo: “Scusa Carlo, questo è quel che mi è venuto. Butta pure se non ti piace”.

Racconto di Enrico Deregibus


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 03:46′:23″ con la storia di Francesca – (Adelaide)

Mancano 37 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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