Il giro del mondo in 60 secondi ore 03:16′:21″ – Kyoto (Giappone). Storia di Kaede.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 03:16′:21″ – Kyoto (Giappone)

Storia di Kaede

 

60secondi giapponeE’ uno degli ultimi giorni dell’hanami qui a Kyoto. Dopo un paio di giorni di pioggia oggi finalmente la gente ha potuto godere della fioritura dei ciliegi in tutto il suo splendore.

In tutto il Giappone i parchi vengono addobbati con chochin – Le lanterne di carta – Le persone si dedicano a lunghe passeggiate, al compiacimento dei sensi e ai pic nic a base di sushi, con birra e sake a volontà. Soprattutto ammirano la straordinaria deflagrazione del rosa dei petali di ciliegio che occupa prepotentemente la vista e l’anima, rigenerando una tradizione promossa molti secoli prima dall’imperatore Saga.

Quando la notte l’hanami diventa yozakura, i sensi sembrano placarsi e le risa e i festeggiamenti dei giovani studenti che si apprestano a iniziare il loro anno scolastico, lasciano il posto alla quiete e alla meditazione, all’introspezione.

Questa per Kaede è una delle ultime notti da Maiko. Dopo cinque anni di apprendistato, presto per lei ci sarà l’Erikae, la cerimonia del “cambio del colletto” quando diventerà a tutti gli effetti una gheisha.

Kaede lascia che la sua onee-san – la sua “sorella maggiore” – torni a riposare. Lei, nonostante una giornata di danze, canti e cerimonie, continua a passeggiare nel parco.

Difficile non passare inosservata alla curiosità soprattutto degli occidentali. Le foto sono d’obbligo e Kaede sorride pazientemente sotto il suo pesantissimo trucco ancora perfetto nonostante l’ora.

In un Giappone sempre in bilico tra evoluzione tecnologica e storia millenaria, Kaede sa di rappresentare l’appiglio a una tradizione che si sta piano perdendo. La cura di se, la capacità nelle arti espressive, il canto, la danza, l’accuratezza e la pazienza nel vestirsi, nel truccarsi e persino nel saper versare il tè…

Un baluardo contro la velocità con cui il progresso sta fagocitando la tradizione.

Kaede riesce a isolarsi. Siede sui curatissimi prati verdi e si lascia “bagnare” da una pioggia di petali rosa che rimbalzano sulla complicatissima acconciatura per poi posarsi sui preziosi tessuti di seta dello sgargiante kimono.

Un uomo anziano le si avvicina con garbo. Si siede accanto a lei e la guarda con tenerezza. Kaede ricambia lo sguardo.

Osservano insieme i fiori di ciliegio. Essi sono simbolo di fragilità ma anche di perseveranza e rinnovo.

– “Come ti senti”, le chiede l’uomo.

– “Mi immagino come uno di questi fiori”, risponde Kaede con gentilezza.

È facile per lei immedesimarsi in uno di quei fiori. Così delicato eppure così rappresentativo del momento di passaggio che sta vivendo.

Kaede osserva le luci riflesse sul piccolo fiumiciattolo di fronte a lei. I petali che scorrono.

– “Quando sarà?”, Le chiede l’uomo.

– “Non manca molto.”, risponde Kaede.

Le bancarelle continuano a distribuire sushi e sake.

I suoi abiti presto diventeranno più sobri, il suo trucco meno pesante, il tempo passato a intrattenere i suoi clienti sarà scandito dall’incenso che si consuma e tanto incenso verrà consumato tanto verrà pagata.

– “Mi dispiace, io…io non sono stato all’altezza dopo che i tuoi…”, con voce tremula il vecchio uomo.

– “Non ti biasimare… Non occorre…”, Keide interrompendolo per rincuorarlo.

Kaede torna con gli occhi bassi sul ruscello e pensa a quanto questo Hamani le somigli.

Dopo anni passati a imparare sottoponendosi alla rigidità e ai sacrifici richiesti dai rituali, fiorirà anche lei per diventare una Gheisha. Una figlia dell’arte.

– “Si felice, mio fiore”, l’uomo alzandosi per congedarsi.

– “Abbi cura di te e vivi in serenità, zio.”


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 03:01′:20″ con la storia di Kaede – (Giappone)

Mancano 38 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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3 pensieri riguardo “Il giro del mondo in 60 secondi ore 03:16′:21″ – Kyoto (Giappone). Storia di Kaede.

  1. E’ un attimo o solo 60 secondi chissà, Kaede apre gli occhi, ha sognato o forse no, lo zio è venuto a farle gli auguri, una visione, felicità. E’ tardi, deve correre con i suoi geta di legno su e giù per le stradine di Kyoto, attenta a non scivolare, oltrepassare lo stagno del Kinkakuji, il tempio luminoso di pannelli di foglie d’oro che ora, al suo passaggio frettoloso, pare brillino di luce nuova. La pace e l’irrequietezza, qualche petalo rosa incastrato nella sua acconciatura lascia una scia rosa sulla pietra antica, questa la fine e l’inizio, Di passaggio verso la bellezza che verrà.

    (se ben ricordo io a Kyoto ho visto vendere di tutto alle bancarelle di cibo di strada, ma sicuramente non sushi 😉 più probabile ci fossero Takoyaki dall’odore inconfondibile: palline di pastella fritta (chissà perchè penso alla pasta cresciuta del sud nostro) con dentro pezzi di polipo, versate e cotte su teglie di ghisa fumanti https://www.youtube.com/watch?v=fRiHfS8Z65Y

    1. La tua esperienza diretta è sempre meglio della mia faticosa ricerca. Dev’essere stato bello essere li. Grazie d’essere passata dal mio blog e se ti va continua ad accompagnarmi nel mio giro del mondo. 😉
      P.S. Nella versione cartacea dei racconti correggerò il Takoyaki. 🙂

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