Il giro del mondo in 60 secondi ore 02:16′:19″ – Chentii (Mongolia). Storia di Chuluun.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 02:16′:19″ – Chentii (Mongolia)

Storia di Chuluun

60secondiChentiiSe bevi l’acqua di una terra straniera, devi berne anche le tradizioni”.

Chuluun aveva letto questo proverbio mongolo per la prima volta in uno dei piccoli quadretti appesi all’entrata dell’università a Ulan Bator. Lì aveva frequentato la facoltà di architettura. Ricorda di aver pensato che non c’era alcuna connessione tra quella scritta e quel luogo. Magari nelle aule di antropologia o storia avrebbe assunto un significato diverso. Importante.

Stanotte si sta rendendo conto di quanto fosse sbagliato quel pensiero.

Il freddo è intenso ma non ha alcuna intenzione di entrare nuovamente nella Gher che lo ospita. Non ancora.

Chuluun, dopo i primi anni di studio, grazie a ottimi voti e borse di studio, ha potuto studiare anche fuori dalla Mongolia. Nella vicina Russia aveva frequento dei corsi di design e arredamento. In Germania, in questo periodo, frequenta degli stage sulla Bioedilizia.

Il suo capo, il dottor Köhler, poche settimane prima lo aveva inserito in un programma per la ricerca e l’ideazione di nuove forme di Bio-architettura.

“Tu vieni dalla Mongolia”, gli aveva detto “Sarebbe bello aiutassi i tuoi colleghi a sviluppare un’idea sul modello della Gher”…

Certo, Chuluun sapeva cosa era una Gher, ovvio. Però il dottor Köhler e la sua azienda non si limitavano allo studio dei materiali e della tecnica. Si preoccupavano di capire la storia di un modello abitativo. Perché quelle forme? Perché quei materiali?

Per un’azienda leader nel settore, era importante proporre anche il concetto culturale oltre ai materiali.

Chuluun per la prima volta aveva sentito di essere quasi un corpo estraneo in una nazione fiera delle proprie tradizioni. Forse essere nato e cresciuto nella capitale, così lontana dalla vita della steppa, non l’ha aiutato. Sapeva com’era fatta una Gher, non aveva idea di quale fosse la sua storia.

Così adesso, dopo aver chiesto al dottor Köhler un permesso per studiare il progetto da proporre, Chuluun si ritrova di nuovo in Mongolia al freddo di fronte a una Gher in mezzo alla steppa.

Oggi era già entrato, ospite di una famiglia con cui è imparentato, ma aveva sbagliato tutto.

Aveva bussato prima di entrare e non si fa. E’ offensivo per chi ti ospita. E’ come se non ritenessi la famiglia pronta ad accoglierti. Aveva calpestato lo stipite della porta e non si fa… porta sfortuna. Era entrato col suo zaino e nel suo zaino c’era un coltello e no, non si entra in una Gher con oggetti nefasti: armi, coltelli o pale. Si era seduto a destra e indovina? Non si fa. Quello è il posto delle donne. Il posto per gli ospiti è il tappeto rosso, a sinistra gli uomini. Gombo, il lontano parente padre di quella famiglia, rideva come un matto guardando il nonno rimproverare aspramente Chuluun per ogni passo sbagliato. Ricevette un rimprovero pure per il modo in cui era uscito dalla Gher. Prima bisogna fare un giro in senso orario attorno alla stufa messa in centro. Poi esci…

Chuluun sconsolato ripensa adesso ai tanti buoni voti presi e alle centinaia di libri letti senza mai aver compreso l’anima che vive dentro materiali e progetti.

Adesso se ne sta fuori fissando quella Gher. Ha montato la sua tenda. Non vuole rientrare più li dentro.

Vede Gombo uscire dalla tenda e venire verso lui con un the caldo.

“La stai studiando, non la stai ascoltando. E’ questo il problema”… dice Gombo sedendosi accanto a lui.

Ecco, ora anche un allevatore di Yak è pronto a dargli lezioni…

– Gombo: “Guardala… è bianca e tonda come la luna sopra di lei. E’ il suo specchio in terra. La porta è sempre a sud per accogliere gli spiriti buoni. La copertura è in cuoio perché abbonda ed è impermeabile. La stufa è al centro perché scalda tutto ma rinfresca nei mesi estivi facendo entrare aria da fuori. Il legno usato è poco perché alberi nella steppa sono rari e vanno consumati con rispetto e parsimonia. Tutto si monta e si smonta in due ore e si trasporta con un solo yak perché siamo nomadi e viviamo seguendo i nostri allevamenti.”

– Gombo: “E se rientri domani il nonno ti spiegherà tutto il resto. Quello che non trovi nei tuoi libri: rituali e comportamento. Mi raccomando, non rifiutare nulla di ciò che ti offrirà. Sarebbe scortese. Io ci passerò sopra ma il nonno ti prenderà a calci”, sfottendolo.

– Chuluun respingendo l’invito con gentilezza: “Non entro dentro, tutti dormono. Non voglio svegliarli. ho la mia tenda. Stai tranquillo Gombo”.

– Gombo: “Osserva la forma della Gher, Chuluun. E’ fatta per farsi accarezzare dai venti più forti della steppa”…

– Chunluu: “struttura aerodinamica”…

– Gombo: “Beh, chiamala come ti pare. Il punto è che il nonno mi ha mandato qui a dirti che tra poco si alzerà il vento e se resti qui fuori, tu e la tua tenda potreste ritrovarvi a studiare le pagode in Cina”.


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 03:01′:20″ con la storia di Chester – Caiguna (Australia)

Mancano 39 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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