Il giro del mondo in 60 secondi ore 22:46′:07″ – Meymand (Iran). Storia di Hafez.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 22:46′:07″ – Meymand (Iran)

Storia di Hafez.

 

60secondiMeymandCome quasi ogni sera, Hafez “il vecchio” siede su una delle antichissime pietre di Meymand, Piccolissimo villaggio a più di 100 chilometri dalle meraviglie di Shiraz, per raccontare ai pochissimi giovani rimasti le storie antiche dell’antica e maestosa Persia. Pastore vecchio, fragile e analfabeta che però conserva una saggezza che pare essere millenaria. Fa quello che facevano altri anziani prima di lui: insegna e spiega ai propri giovani la loro storia, la loro cultura.

Tra gli altri anche Pedro, un ragazzo portoghese appassionato di astronomia e storia araba. Aveva messo da parte ogni centesimo pur di fare quel viaggio. Aveva anche litigato con i suoi amici che in questo preciso momento probabilmente stanno godendosi la Polinesia.

Era capitato lì per errore… Si era praticamente perso e aveva deciso di passare la notte nella jeep che aveva affittato, in quel villaggio. Si era ingenuamente avvicinato al gruppo di persone che ascoltavano Hafez.

Uno degli abitanti seduti accanto ad Hafez gli chiede quasi a muso duro di andarsene. Quello è un momento intimo per gli abitanti di quel villaggio perso in Iran.

Hafez con uno sguardo severo, intima la calma ai suoi e con un cenno invita Pedro ad avvicinarsi.

Pedro rimane ammirato dal rispetto che gli altri hanno per Hafez. Non sono tutti dei pastori. Alcuni studiano a Shiraz e tornano a trovare i loro parenti. Parlano inglese e hanno ambizioni del tutto simili alle sue. Lo ha capito dagli abiti, dai cellulari, dal modo di porsi.

Pedro conoscefars qualche parola in persiano. Aveva fatto questo viaggio proprio per formare meglio la sua istruzione. Studiava per diventare uno storico.

Hafez, quando Pedro gli è vicino, gli afferra la mano delicatamente. Mani di vecchio, piene di rughe, piene di storia e di vita. Pedro non può fare a meno di sentirsi confortato da quelle mani.

Hafez chiede con una voce roca ma rassicurante come mai sia proprio li…

– Pedro: “Vede signore, amo il vostro paese e mi piacciono le stelle… So che la Persia ha dato origine a molte delle cose che ora sappiamo sul cielo”.

– Hafez: “Cosa sai di questo posto…”

– Pedro: “So poche cose che ho letto sui libri, signore. So che siamo nel Fars e che il nome della Persia deriva proprio da questo posto che un tempo si chiamava Pārsā. So che qui vicino ci sono le rovine di Persepoli. So anche che…”

Hafez, stringendo la mano leggermente più forte, fa capire a Pedro di interrompersi…

Lo guarda, guarda gli altri ragazzi del suo villaggio e di nuovo interroga Pedro: “Che ha di diverso il mio cielo dal tuo?…”

– Pedro: “Oh signore, nulla. E’ uguale anche se qui si vede tutto molto meglio… Desideravo osservare le costellazioni da qui perché qui sono nati i nomi di molte stelle…”.

– Hafez, puntando il dito nodoso verso le stelle: “Quella è Na’beit al gueze la spalla del gigantee quella poco vicino è Rijil al jauzeh, la gamba del gigante. Le conosci? ”

– Pedro: “Si signore… Sono Betelgeuse e Rigel… Quello è Orione che caccia il Toro…”

– Hafez, interrompendolo “No, guarda bene. Quella è Na’ir al dabaran… E’ la stella del toro che viene cacciato dal dio Mitra. Il Dio sta sopra. Guarda è li… Ghul

Pedro: “Ghul?… Algol, si! Ho letto questa storia. Voi chiamate questa stella “spirito mutevole”. Ai tempi non si spiegava come mai cambiasse colore”…

Le ore passano con Hafez e Pedro che confrontano le leggende sulle costellazioni, le differenze, i nomi delle stelle quasi tutti nati in quel luogo: Al nasr al waki ovvero Vega, Altair, Deneb…

Gli altri ragazzi col naso in sù a tentare di orientarsi tra miliardi di stelle, seguendo a stento i gesti di Hafez e Pedro…

Dopo qualche minuto di religioso silenzio contemplativo… Hafez, aiutato da uno dei ragazzi, si rialza… guarda tutti e si congeda: “Osservate bene le stelle. Sono uguali per tutti. E’ diverso il nostro modo di guardarle e di raccontarle, ma sono uguali per tutti. Osservate bene gli uomini che avete davanti. Sono uguali a noi anche loro, cambia il nostro modo di guardarli e raccontarli…” Poi con voce più bassa e paterna: ”Trattate bene l’ospite che viene da noi con rispetto. Portate la vostra storia nel cuore, vi aiuterà a comprendere lo straniero e conoscere cose nuove, lontane”…

dopo un attimo, allontanandosi: “e adesso datemi il mio ipod che ho voglia di ascoltare B.B. King”…


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 22:46′:08″ con la storia di Sabiir a Goshta (Afghanistan)

Mancano 52 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. Clicca per un piccolo assaggio acustico.

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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