Il giro del mondo in 60 secondi ore 21:16′:05″ – San Pietroburgo (Russia). Storia di Hash.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 21:16′:05″ – San Pietroburgo (Russia)

Storia di Hash.

60 secondi san pietroburgoIo la guardo… ogni sera a quest’ora fa la stessa cosa. Smette di far suonare quella scatola di legno, si alza dalla sua sedia, va verso l’armadio, mette sempre una maglietta rossa e i suoi jeans sabbiati. Ogni tanto torna verso la scrivania e rilegge quello che ha scritto. Quelle parole le dice solo quando suona quella cosa.

Io la guardo mentre sto steso sul letto. Ogni tanto mi rivolge un sorriso, mi accarezza e mi chiede di non fissarla troppo se no le viene voglia di rimanere a casa. Però io seguo ogni suo movimento.

Quando è pronta, mi lascia qualcosa da mangiare e poi esce. Io la accompagno fino alla porta e poi aspetto che rientri a notte fonda. Faccio sempre così.

Stavolta però ha dimenticato la porta aperta e potrei seguirla… non so se si arrabbierà, mi sgriderà ma vorrei vedere dove va ogni sera…

Va bene, sono troppo curioso, vado!

Lei non si volta, non mi vede. Ha così tanta premura che non mi nota mentre la seguo. Faccio un po’ di fatica a starle dietro. Il sobborgo mi piace. Mercato Kuznechny. Quanti odori… starei ore a respirarli tutti. Lo conosco. Ci sono un sacco di persone che mi vogliono bene. Mi dicono tante cose belle quando esco con lei. Adesso però non c’è nessuno.

Fa freddo. Mi scappa… non la trattengo più! Faccio una pisciatina veloce sperando di non allontanarmi troppo da lei. Fino a qui non ero mai arrivato. Ho un po’ di paura. Tremo… Un macchina mi passa accanto e per poco non mi prende… Meglio sbrigarsi.

Eccola. No! Troppo tardi… E’ entrata in quella strana casa di legno, piena di finestre. Mi metterò qui fuori. Da una di queste vetrate posso provare a vederla. Eccola… Ma che fa? Va da un tavolo all’altro portando bicchieri pieni di schiuma a tutti…

E’ pieno di persone li dentro. Sembrano così allegri…

La chiamano sempre, tutti le urlano e lei arriva di corsa. Sorride anche se sembra avere premura. Uno le tocca una coscia… UNO STA TOCCANDO LA MIA ILEANA! Lei cerca di allontanarlo… Ma cosa le sta dicendo? Le afferra il polso… ODDIO, adesso entro e… aspetta aspetta… un signore grosso afferra quel tipo e… che fa? Dove?… eccolo a terra fuori dalla porta, accanto a me. Mi guarda.

“Non si può più fare un complimento a una cameriera” mi dice “Beato tu che sei stupido e non capisci un cazzo” dice ancora…

Le ore passano. Io la aspetto fuori. Finirà prima o poi. Sembra così stanca…

Eccola, finalmente. E’ passato così tanto tempo!

Lei mi guarda. Mi guarda si! MI HA VISTO!

Rimane un attimo in silenzio…

“CHE CI FAI QUI. COME SEI ARRIVATO?” mi dice… “CATTIVO!”

Oddio, forse è arrabbiata… Non mi parlerà…

Si avvicina, mi da un bacio. Siiii, mi vuole ancora bene…

Mi prende in braccio. Mi stringe. Mi piace. Mi lascia scaldare dentro il suo cappotto e inizia a parlarmi. E’ bello quando mi parla…

“Che serata Hash”… Tanta gente, i soliti studentelli spagnoli che pensano di poterti portare a letto solo perché sorridi. Sai hash, uno mi ha anche palpato. Fortuna che c’era Georgi. L’ha sbattuto fuori. Che ridere. Ah, ci fossi stato tu mi avresti difesa sicuramente… Ti piace Georgi? L’hai visto? Dai non essere geloso. Tu gli piaceresti… magari qualche volta lo invitiamo a pranzo, che dici?

Che serata, Hash. Adesso torniamo a casa e ci mettiamo a dormire, amore. Sai? Ho preso tante mance stasera. Domani ti compro una targhetta per il collare. Ci faccio scrivere sopra l’indirizzo non si sa mai, però tu non seguirmi più. E’ pericoloso per strada da solo… Va bene piccolo?”

Mi piace quando mi parla. Non capisco nulla di quello che dice ma mi piace il suono della sua voce. Quasi quasi comincio a seguirla tutte le sere…

Dedicato al piccolo Hash.


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 21:16′:06″ con la storia di Laurent a Praslin (Seyscelles)

Mancano 54 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. Clicca per un piccolo assaggio acustico.

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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