Il giro del mondo in 60 secondi ore 20:16′:02″ – Sake, Lago Kivu (Rep. Dem. Congo). Storia di Omari.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 20:16′:02″ – Sake, Lago Kivu (Rep. Dem. Congo).

Storia di Omari.

60secondi sake.jpg

“Muoviti! O dovrai tornare alla tua baracca, senza una mano! O preferisci un piede? Sai quanti come te abbiamo buttato nel lago” ride quell’uomo, mentre continua a minacciarlo digrignando i denti su di lui. Sempre con quel machete in mano e il kalashnikov a tormentargli la vista.

Omari non ci fa più caso. E’ ormai a pezzi. Tre giorni consecutivi in miniera. Le mani coperte da piaghe. Dopo quasi due anni passati a scavare per una paga di 100 franchi congolesi al giorno. L’infanzia passata a cercare nel fango nemmeno lui sa bene cosa. Sa solo che con quella sabbiolina si fanno grossi affari nel mondo. Coltan. Pare si chiami così, ma a lui non importa. Vorrebbe solo tornare nella sua baracca di legno e latta arrugginita e togliersi quel tizio davanti.

Non ha la forza per piangere. In realtà non è riuscito più a piangere dal giorno in cui vennero a rastrellare il suo villaggio. Gli adulti tutti ammazzati e i bambini tutti rapiti. Lui tra gli altri.

Ad alcuni toccò imbracciare fucili e seguire i gruppi paramilitari che si sparavano addosso tutto il giorno per il controllo delle miniere.

Ad altri toccò scavare. A lui, ad esempio.

Non capisce ancora quale sorte fosse la migliore.

Nel primo caso, i bambini della sua età venivano drogati, aizzati come cani e minacciati, poi mandati a sparare a donne e vecchi, per incattivirli, indottrinarli. Qualche volta altri gruppi rivali rispondevano al fuoco e l’inesperienza dei più piccoli era per loro letale.

Quelli che come lui finivano in miniera potevano dimenticare ogni basilare diritto. Spesso si ammalavano. Morivano. Radiazioni, sentiva dire.

In ogni caso sa che essere gettati in un lago, non è una minaccia così infondata. Un anziano del villaggio gli aveva raccontato di un genocidio compiuto lì vicino e dei corpi buttati nel lago Kivu. L’anziano gli spiegò che quel luogo era ricchissimo di risorse: l’attività del vicino vulcano Nyamuragira, infatti, aveva creato le condizioni per la formazione di metano, pirite, coltan, petrolio, diamanti… tutta roba che uomini lontani erano disposti ad avere a tutti i costi. Anche quello di chiudere gli occhi sul sangue versato dal peggior offerente. “La nostra ricchezza ci ucciderà. Scappa quando potrai farlo” gli diceva sempre.

Finalmente Omari può tornare a casa… 13 chilometri a piedi e potrà dormire qualche ora.

Si domanda perché, con tutte le ricchezze di quel posto, sia costretto a un pasto al giorno, camminare scalzo e non poter andare a giocare.

Omari si ferma di colpo. Sgrana per un attimo gli occhi vedendo un uomo giovane. Un bianco dalla faccia sorridente e la mano tesa verso di lui. Ha uno zaino, una scorta armata e una croce di legno al collo. Gli dice: “Ti va di imparare a leggere?” Omari rimane in silenzio. Stupito dalla voce rassicurante, dolce ma anche risoluta e ferma. “Mi chiamo padre Robert. Vieni con me. Non dovrai più tornare qui.”

Omari gli si avvicina, vede che su un vecchio furgoncino ci sono altri bambini come lui. Sale.

Questa notte, finalmente, piangerà…


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 21:16′:03″ con la storia di Helli. Espoo (Finlandia)

Mancano 58 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. Clicca per un piccolo assaggio acustico.

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

Elenco completo delle storie

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