Another never ending night – Cristina Recupero

Per introdurre la 4^ delle 7 briciole lungo la strada, dal titolo “L’insonne” ogni notte, pubblicherò un vostro racconto sul tema. Buona lettura.

Another never ending night – Cristina Recupero

Questa sera è durata anche troppo, tra scie di alcool e fumo di sigaretta stantio che mi ha impregnato i capelli. I piedi mi fanno male, e quasi non riesco a muovere le gambe. È tardi, credo manchino una manciata d’ore all’alba, ed è decisamente ora di dormire.
Mi stendo sul letto, gli occhi che si chiudevano da soli fino a pochi minuti fa improvvisamente sono sbarrati, fissano il nero artificiale della stanza, e la mente corre via da sola. Non anche stanotte, non ancora una volta, ti prego, ti prego, no… Ho davvero bisogno di riposare, non posso continuare ad aggredire le ore notturne ingannando il tempo tra uscite e serate di dubbio gusto, solo perché non riesco ad affrontare la notte che sopraggiunge, ogni singola volta. Stendo il braccio destro al mio fianco, e sento il vuoto freddo. Chiudo gli occhi, li serro forte, ma è inutile. La mente ha già iniziato a correre via, lontano da qui, per proprio conto, e so bene che quando fa così non c’è alcuna possibilità di fermarla. Il flusso di coscienza è inarrestabile. Cosa farò domani, cosa devo fare la prossima settimana, e fra un mese, e le preoccupazioni, e l’organizzare, sempre, sempre. Tutto sotto controllo, anche ciò che non posso controllare, ed il sonno va via, viene ricacciato indietro, perché dormire è una perdita di tempo. E non c’è tempo, mi sento come il Bianconiglio che corre per saltare dentro la sua tana e ritornare in fretta e furia nel Paese delle Meraviglie, perché è tardi. Troppe cose da fare, troppe idee e troppo poco tempo per realizzarle. Ed è un circolo vizioso, lo so che dovrei dormire, e riposare, perché domattina si riparte e non posso permettermi di essere stravolta dalla mancanza di riposo. Ma non ce la faccio, è più forte di me.
Controllo il cellulare. Le 2.12. Dai, se ti addormenti ora puoi goderti ben quattro ore di riposo, meglio che niente. Chiudo gli occhi un’altra volta. E di nuovo la mente divaga, va a pensare alla mia famiglia lontana, a quello che ho lasciato andando via, a tutti i miei sogni. A quelli irrealizzabili, che si stanno spegnendo uno dietro l’altro, e a quelli realizzati che sto lottando per tenere vivi, a quelli ancora da fare, da tentare. Mi giro dall’altra parte. Alle volte mi fa male questa solitudine, la percepisco anche quando sono in mezzo alle persone, agli amici con i quali non parlo di tutto questo caos che mi frulla in testa. La mia mente è una maledetta montagna russa, sale e scende, e fa il giro della morte, da 0 a 100Km/h in meno di dieci secondi, la più figa d’Europa! Ché se la costruissi dal vivo, Mirabilandia mi farebbe un baffo.
Mi rigiro, riguardo il telefono. 3.26. Chiudo gli occhi, inizio a contare. Uno, due, tre, lo sapevo, anche oggi mi sono dimenticata di fare la lavatrice, sette, otto, e dovevo anche passare al supermercato, quindici, sedici, diciassette, occavolo! Non ho fatto gli auguri di compleanno a quel mio amico! Che testa! Prendo il telefono e gli mando un messaggio, in fretta e furia. Speriamo che non si offenda, che capisca. E già la mia mente riparte. Sfiora col pensiero tutti gli amici, vicini e lontani, vecchi e nuovi. Mi viene voglia di chiamarli, ma tanto lo so già che non lo farò. Tipico di me, sparisco senza neanche rendermene conto, travolta da mille impegni ed eventi, e quando me ne accorgo penso sempre che sia troppo tardi per tornare indietro, per recuperare. Penso che… A che serve, dopo tanto tempo, mandare un messaggio? Probabilmente ho solo paura, folle paura di essere respinta. Con ogni buona ragione peraltro.
4.43. Vabbeh, ormai è inutile, non ci penso nemmeno più che dovrei dormire. Tanto vale alzarsi, iniziare la nuova giornata. Resto sdraiata qualche altro minuto, che almeno il corpo riposi, dato che la mente va per conto proprio.
…sarà la legge di Murphy? Io inizio seriamente a crederci. Meglio del primo principio della Termodinamica, meglio della legge di Newton, più forte della Relatività. Murphy la sapeva fin troppo lunga. Solo ora che è tardi, troppo per riposare traendone un qualche beneficio, smetto improvvisamente di pensare, e finalmente sprofondo in un sonno nero e senza sogni. Che, come al solito, sarà troppo breve per farmi del bene, e mi lascerà più stordita di prima.
CVD. 5.50. Suona la sveglia.

Cristina Recupero

 

Un affettuosissimo grazie a Cristina Recupero per la sua partecipazione.

Carlo

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