Per introdurre la 4^ delle 7 briciole lungo la strada, dal titolo “L’insonne” ogni notte, pubblicherò un vostro racconto sul tema. Buona lettura.

non devo fare un sacco di cose – Carlo Cavallaro

L’insonne perde tempo. Non lo spreca, lo perde. Ed è meraviglioso. E se è il caso, va fuori a pisciare perchè il cesso in casa, non è cosa. E allora pensi a quella volta in cui hai fatto l’amore con quel pezzo di figlia sopra al tavolo. Ma non è il caso. Tagliamo. E allora pensi alle cose belle della vita, no? Un tramonto, un girasole, il volo del gabbiano. No, che schifo il gabbiano. Il gabbiano è odioso, perchè mangia la spazzatura e poi, diciamocelo, se non fosse stato per Livingstone sarebbe stato considerato alla mercè di un cazzo di uccello qualsiasi. Tagliamo. Pensiamo, pensiamo.. trovato: pensiamo allo scacciapensieri. Sì, dai lo scacciapensieri. Quella specie di legni che sibilano col vento. Sì, dai. Mettono allegria, te li spazzano via i pensieri. Anzi, senti. Io li ho appesi in terrazzo, ora alzo la tapparella per sentirli. Oh, ecco fatto. Senti che meraviglia. Ti-tin. Ti-tin. Ti-tin. Ri-ti-tiritti-tin. Riti-tiri-tin. Ti-ritin.. eccheccazzo. Basta! Scacciapensieri di che? Questi ti mettono un’ansia addosso che devi scolarti una boccetta di ansiolitico. Anzi, aspetta che la faccio completa, ora vado in terrazzo, prendo la scala e taglio la corda che li lega alla grondaia. Così imparano. Tanto, non c’ho sonno. Tu, c’hai sonno? Ma a chi mi sto rivolgendo.. che la mia donna è scappata con un altro due mesi fa! Va beh, tagliamo. Torniamo alla fase operativa: “tagliare gli scacciapensieri” che sti minchia di affari di legno te li fanno venire, i pensieri. Metto la scala qui. Occhio che in terrazzo, è un attimo. Non vorrei mai che.. Sì insomma. Stiamo attenti. Forbicione, salgo tutta la scala fino all’ultimo scalino. Ohhh che bella la notte quando hai qualcosa da fare!! Sopra sta scala mi sento come sopra all’Everest, guarda mi sembra di vedere una nuvola in lontananza. Ah no, quelli sono due che stanno facendo l’amore nel palazzo di fronte. Ma fate piano, per Dio! Pure loro sono insonni e i pensieri se li scacciano in altro modo. Tagliamo. Ecco qua.. ZAC!!! Oh finalmente. Ora non sentirò più un rumore dico uno, quando spalanco la finestra, che bellezza la notte silenziosa. SSHHH.. Cosa? Ma cos’è sto rumore? Cioè sicuramente non possono essere gli scacciapensieri. Aspetta. Un rumore misterioso, come di urla in lontananza, mi affaccio alla finestra, guardo. Non c’è nessuno. Mi rimetto a letto. Faccio finta di avere sonno. Appoggio la testa sul cuscino. Ah sì. Ecco cos’era. Era la mia coscienza. Cavolo, vedi a volte. Pensiamo ai massimi sistemi.. alla politica.. ai gabbiani… e poi c’è anche la coscienza. Beh, sapete che vi dico? Che mancano ancora 3 ore prima che mi alzi, ho trovato come impegnare il tempo: ascolterò la mia coscienza! Viva gli insonni!!

Carlo Cavallaro

Ringrazio per il contributo Carlo Cavallaro.  Autore Teatrale e musicale. Il suo spazio http://ilsignorc.blogspot.com/

 

Un pensiero su “non devo fare un sacco di cose – Carlo Cavallaro

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