Traccia dopo traccia, strumento dopo strumento, “Niente in tasca”, il primo singolo di una nuova stagione dei “sindrome di Peter Pan”, è quasi pronto.

Tutto è stato registrato ed affidato nelle sapienti mani del nostro Stefano (fonico), al quale spetta il compito arduo di far “suonare” strumenti che strumenti non sono. Inventati o copiati da idee già esistenti.

Difficoltà considerevole, visto che si tratta realmente di “strumenti” difficilmente acquisibili in studio: Elastici, bustine di zucchero, barattoli, bidoni, bicchieri… mi sono anche schiaffeggiato per fare le percussioni! 😀 (si… me lo merito)

In realtà l’intento del pezzo è proprio quello di rendere l’idea di “precariato” presente nel tema della canzone. Tema “rubato” ad “Alice senza niente”, romanzo che tanto mi ha colpito e di cui ho già parlato nel mio blog (link all’ articolo)

In attesa del risultato, mi sono divertito a girare un filmato. Mi sono giocato l’affetto di tutti i bassisti in una volta sola, ma non ce l’ho con loro giuro.

Volevo scherzare un pò sull’idea di “fare comunque, fare anche senza”. Sfruttare l’assenza per generare una presenza diversa.

In realtà di bassisti disponibili ne avevo davvero tanti, sempre molto gentili e pazienti con me.

Volevo allinearmi col tema del “precariato”, seguire l’esempio di Alice e Riccardo (il “narrante” della canzone) e fare come loro. Inventare, fare di necessità virtù.

Approfitto ancora per invitarvi al gruppo facebook “Niente in tasca”.

Siete i benvenuti. raccontateci le vostre storie “precarie” e anche come le state affrontando, cosa vi state inventando, quali nuove presenze genera in voi questa assenza di certezze.

Buona visione.

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