I sogni di Sara, il trattore di Michele e il dolore che diventa cinismo.

Ormai da tempo girano su facebook vignette, foto umoristiche e barzellette su Michele Misseri… Dietro questa persona, che spetta alla giustizia giudicare, c’è la storia di una ragazzina che aveva l’età per essere figlia, sorella, nipote o fidanzatina di tanti di noi.

Parliamo quotidianamente di violenza, violenza sulle donne in particolare. Ne parliamo troppo spesso (Yara Gambirasio, Vanessa Scialfa…).

Commentiamo sdegnati questi fatti di cronaca e poi clicchiamo “mi piace” sulle foto del trattore di Misseri.

Questo modo di trattare l’argomento ha di fatto desenzibilizzato una tragedia. La tragedia si un’adolescente rimasta “sola”, senza vita, in pozzetto per un mese (per chi se lo ricorda).

Mi viene in mente un ricordo della mia adolescenza, un episodio doloroso che adesso voglio condividere.

Castroreale: paesino che ospita l’istituto magistrale che ho frequentato. Un borgo medievale stupendo, intriso di storia siciliana e non solo. Da li è passato Federico II.

Con i miei compagni era facile perdersi nei boschi vicini o ritrovarsi a mangiare nei biscottifici dopo aver fatto “campagnola” (marinato la scuola). Subito dopo magari arrivavano anche i professori a farci compagnia, visto che a scuola non c’erano studenti.

Queste abitudini stavano finendo. Eravamo nel periodo della maturità. Ognuno progettava il suo futuro come solo dei ragazzini che stanno affacciandosi sul mondo che presumono di conoscere, possono fare.

Finalmente adesso c’era una vita davanti. Adesso c’era LA vita davanti…

Che faremo, chi diventeremo…

Carmelo oggi è un carabiniere, era destinato alla divisa. Daniela, Angela e chissà chi altra insegnano da qualche parte in Italia. Nadia, Sabrina, Anna, Dominga, Sandra, Claudia, Carmelina, Massimiliano, Tonino, Domenica… Quanti ragazzi pronti al grande salto… Ognuno la sua vita, ognuno la sua storia… anzi no… Non tutti. Domenica no.

Luglio… Il caldo tipico delle estati siciliane. Che non riesci a non sudare nemmeno se rimani fermo all’ombra. Appena presa la maturità, il giorno dopo con i miei compagni di classe, fratelli per 4 anni, ci diamo ai festeggiamenti, alla gioia di aver passato quel periodo fatto di studi, tensione, lacrime a volte, paura di non farcela…

Ognuno si congedava a modo suo.

Io non riuscivo a staccarmi dalla mamma di Carmelo. E’ stata una seconda mamma. Mi ha nutrito per tutto il periodo degli studi, come la mia ha nutrito Carmelo le volte che toccava a lui “studiare” a casa mia.

Gli altri progettavano. C’era chi si sarebbe sposato a breve, chi un futuro ce l’aveva già…

Domenica aveva preso un motorino e s’era data ai “giretti” spensierati…

Mi chiamano a casa, “Non troviamo Domenica”…

Non ho fatto in tempo a unirmi alle ricerche. Domenica era sul fondo di una scarpata… una notte passata da sola, senza vita.

Un gruppo di ragazzini di 18 anni appena diplomati che vengono presi a schiaffi dalla vita e messi di fronte al dolore…

Non so e non saprò mai cos’è successo… se si è trattato di un incidente o altro.

Penso a le e mi sanguina il cuore ogni volta che sento di una ragazza scomparsa in tv.

Mi chiedo però, se sia davvero così importante aver vissuto un’esperienza come la mia e dei miei compagni, per entrare in empatia con queste notizie, per provare dolore… rispetto.

Perchè di rispetto si tratta.

Rispetto che manca se la barzelletta sui trattori di Michele Misseri, diventa più “popolare” della tragedia della piccola Sara…

Tante domande.

Mi chiedo se davvero sia così necessario ridere di tutto. Togliersi di dosso un minimo di sensibilità e sganasciarsi di risate…

Mi chiedo se non sia un’enorme segno di debolezza negare il dolore e trasformarlo in umorismo di serie “b”.

Come si faccia a non sentirsi un pò “coglioni”…

Mi chiedo quanto questo modo di fare, sia effettivamente distante dai tanto criticati plastici di Vespa.

In fondo lui usa i plastici per avere odiens, altri postano i “trattori” di Misseri per avere “mi piace”. Cosa cambia?

Chi si ricorda di Sara? Chi vuole sapere come sono andate le cose?

Sara aveva i suoi sogni di ragazzina… Chi non li avuti alzi la mano…

 

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