Per ogni donna… Ogni giorno…

Questa è una dichiarazione d’amore.
Per ognuna di voi.

Non fraintendetemi vi prego, perché l’amore non può essere ridotto solo a un fatto di pelle e che siate mamme, nonne, sorelle, compagne, amiche, che mi conosciate o no, io vi amo.
Amo la bellezza più intima e profonda di ognuna di voi. Quella bellezza che non assomiglia per niente alla carne da copertina.
Amo le forme di mamma che da figlio mi hanno dato calore, le rughe di nonna che da nipote mi hanno fatto tenerezza, gli occhi di sorella che mi sgridano e mi seguono sempre, la voce di compagna che quando mi perdo mi orienta, le braccia di amica che quando il coraggio mi manca me lo fanno ritrovare.
Amo voi che studiate e lavorate senza compromessi e che dopo il lavoro, pensate alla famiglia e non vi stancate mai e non capisco proprio come fate a farcela.
Voi orgogliose della vostra prima di seno o della vostra pancia o del culo grosso che, sono sincero, femmine così “femmine” non ne ho mai viste.

Voi che piangete per una cosa da niente e poi sembrate di marmo di fronte alle offese più gravi e agli eventi più dolorosi.

Vedo alcune di voi per strada e mi chiedo a chissà che cavolo state pensando anche se non vi rivedrò mai più.

Altre vi incontro al bar e vi osservo mentre spettegolate sui fatti vostri e non solo vostri. E vi parlate addosso e vi capite pure. E bevete il vostro caffè e litigate per il conto e poi andate via. E mi lasciate solo senza il vostro teatrino.

Altre ancora le vedo negli ospedali col camice bianco e le ciabatte verdi a girare per le stanze sempre con la stessa pazienza, altre ancora negli ospedali invece ci state in pigiama a sopportare… sempre con la stessa pazienza…

A volte vi vedo piene di fragilità e mi ricordate che devo essere uomo anche per proteggervi. Poi magari capita che con voi ci litigo e mi rendo conto che di tutto avete bisogno tranne che di protezione… che siete già forti abbastanza!

E poi vedo altre di voi sopra i palchi a danzare o cantare e mi incantate. E non capisco come fate a sovvertire certe leggi fisiche e fregare la gravità con una danza. Oppure state sotto i palchi quando sono io ad esibirmi e sono li a pensare che se ci sono giornalisti, produttori o discografici non me ne frega niente, ma se ci siete voi a guardare dal buio, mi tremano le gambe…

Qualcuna l’ho vista crescere ed è diventata donna e mi fa sentire vecchio e mi fa sentire il bisogno di proteggerla, sorvegliarla perché ancora in fondo è piccola…

Qualcuna nel frattempo è diventata mamma e non mi darà più nemmeno un colpo di telefono e penso che anche se mi spiace in fondo è giusto così…

Qualcuna, quando sono di pessimo umore, la vedo sorridere e mi rendo conto che alla fine non è così brutta la giornata se basta un sorriso per entrare in paradiso…

Qualcuna mi ha lasciato tenere le sue mani piene di quelle rughe e di quei nodi propri della vecchiaia e mi ha lasciato essere per qualche minuto la persona più importante del mondo, tanto da meritarmi l’onore di poter custodire quelle mani così preziose, fragili e piene di storia, la storia di una vita.

Che io vi conosca da sempre o da pochi secondi, che voi siate le mie più vicine alleate di vita o care amiche o semplici conoscenti, che siate mamme, nonne, sorelle, compagne, amiche, sappiate che io vi amo, tutti i giorni della mia vita, di un amore esclusivo e unico per ognuna di voi… da figlio, nipote, fratello, compagno, amico…

Carlo

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