Recensione Metallized su “Sempre scattando sempre in movimento”

Recensione Metallized – Sempre Scattando Sempre in Movimento

Musica, voglia di comunicare messaggi e veicolare cultura.
Al contrario di come accadeva un tempo è sempre più difficile incontrare realtà musicali che cercano di unire i tre elementi che ho appena citato in un calderone di stili credibile e di sostanza, ma per fortuna di tanto in tanto accade ancora, ed è proprio questo il caso dei
Sindrome di Peter Pan.
Sempre scattando, Sempre in movimento è un album profondamente meditato, con parecchi pezzi pronti da moltissimo tempo, lungamente limati, registrati e cambiati in corso d’opera numerose volte fino al raggiungimento del risultato desiderato, un Rock con numerose influenzeFolk, Tribal, Ska, Blues ed una forte determinazione nel raccontare storie e situazioni mediante l’ausilio di testi che ascoltati con la dovuta attenzione denunciano chiaramente la ricerca di uno stile immediato e comunicativo, ma a suo modo poetico e raffinato ed affatto privo di una dose di ironia palese fin dalla scelta del moniker in evidente contrapposizione con l’attitudine della band, che conferisce una certa leggerezza al tutto.
Benvenuti a Babele è il singolo apripista, ritmo e testo che prendono e che veicolano immediatamente le qualità del gruppo, qualità immediatamente confermate dalla successiva E’ Solamente un Suono ma è nel momenti più meditati o più decisi che i Sindrome di Peter Pandanno il meglio di loro.
La poesia di 
Fiore di Primavera è superata solo dalla delicata leggerezza de Le Nuove Stagioni, un pezzo semplice, essenziale, una filastrocca fanciullesca con le parole del testo che riportano ad una dimensione perduta purtroppo da tempo quasi immemore.

Una nota speciale va a mio parere al 

Rock atletico –nulla a che fare con i Raven, ovviamente- diGambe All’aria, un pezzo in controtempo che si stampa subito in mente per non uscirne più ed anche stavolta con un testo che ha nella sua fluidità e nella capacità di evocare immagini i suoi maggiori pregi, insomma: un pezzo che funziona.
Da segnalare inoltre almeno 
Intrepido Fobico per la sua carica ironica e Mama Zuna, un Blues/Rock ancora una volta molto visuale, perchè ”il futuro è clandestino”.

La capacità di evocare immagini attraversa diagonalmente 

Sempre scattando, Sempre in movimento, e sono immagini a loro modo forti, strettamente connesse con la terra che le ha generate, una Sicilia sempre in bilico tra Mediterraneo antico che sa di sale e memorie, e voglia repressa di un respiro Europeo che quasi mai riesce ad avere, ma che sente fortemente dentro.

Voglio infine segnalare il fatto che nei loro concerti, (cui ho avuto modo di assistere un paio di volte) i 

Sindrome di Peter Pan sono in grado di sostenere due ore di spettacolo connotate dalla ricerca di un impatto visivo potente mediante l’accorto uso delle luci e coinvolgendo inoltre il pubblico in momenti di intrattenimento ludico/teatrale utilizzando anche testi tratti da La guerra delle Campane di Gianni Rodari.

Alla fine dei conti è solo 

Rock’n’Roll “sporcato” da qualche contaminazione, ma è fatto bene, col cuore e con la testa, ed è in grado di parlare a molti.
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