Emozionati e condividi…

“Emozionati e condividi”…

Mio padre riuscì stranamente a sorprendermi… Azzeccare le ultime parole da lasciare a un figlio…

Tra i tanti consigli che poteva scegliere per salutarmi, riuscì a pescare quello che probabilmente, ogni volta che prendo chitarra e penna, ho bisogno di avere in mente.

Tenere ben presente che prima di ogni cosa l’arte è un fatto emotivo. Che sia scolpire un blocco di pietra, fare una foto, danzare, cucinare una pietanza o fare chissà cos’altro, prima di ogni cosa bisogna sentirsi innamorati…ci si emoziona solo se si è innamorati. Di qualcuno, di qualcosa o di ciò che si fa. Se palpita il miocardio è cosa buona se no meglio buttare tutto.

Bandire la routine, l’abitudine, l’assuefazione. Muoversi. Perché se c’è arte c’è movimento quindi ricerca.

Non è facile. A volte i cassetti rimangono chiusi per anni.

Emozionarsi e condividere… “condividere”… Mamma mia non parliamone! …Anzi si.

E’ una delle parole più belle del mondo ma oggi rischia di perdere di significato. Si condivide tutto anche grazie ai (o a causa dei) social network: Foto, stati d’animo, video… troppo. Tutto perde importanza e niente ha più valore.

A volte frugo tra le foto che pubblico su facebook e guardandole mi domando quali ritengo essere davvero importanti, quante mi rappresentano e quante hanno un significato per me… poi, dopo averle trovate, mi rendo conto che sono annegate in un oceano di altre foto buttate li senza “emozione”. Caricate tanto per dire “ci sono. Non ho niente da farvi vedere ma ci sono”. Che possibilità hanno gli amici di capire ciò che per me è veramente importante… e io di capire ciò che per loro conta? tutto così labile.

Mi chiedo quindi cosa significhi “condividere” per chi come me scrive… immagino non sia tanto l’obbligo di fare ascoltare una canzone a tutti i costi, quanto la responsabilità di saper scegliere: Gli argomenti, i temi… e poi ancora stimolare, saper dare importanza alle cose e sapere come porgerle… ed “emozionarsi” nel fare tutto questo.

E’ una sfida enorme.

Ho una parete di fogli con sopra le mie canzoni.

Sto iniziando a lavorare al nuovo album e li osservo.

Dovete sapere che mi piace “appenderle ad asciugare”… Su un pezzo di spago teso, ci sono questi fogli. Ognuno attaccato al filo con una mollettina colorata.

Leggo i titoli: “Giulia”, “E’ oltre le correnti”, “L’insonne”, “Disse l’uomo sulla croce”,”7 miliardi”, “L’ultima stella” e tanti altri.

Ho passato mesi a domandarmi con che metodo scegliere. Come capire quali sono più importanti per me in questo momento, finchè non sono giunto alla conclusione che al giorno d’oggi, non ci si può limitare a “selezionare”, incidere e chiedere alla gente di ascoltare. Perché si ascolta tutto distrattamente, si dà un giudizio rapido e si chiude lì (ahimè lo ammetto. Lo faccio anche io… ma mi sto curando).

Dopo queste riflessioni ha iniziato a bussare  prepotentemente sulla mia testa quel “emozionati e condividi”.

Come fare?

Giungo alla conclusione che potrebbe essere una bella prova emotiva condividere tutto dal principio. La scelta dei brani, i provini, qualche testo, gli argomenti che mi hanno spinto a scriverli, le persone che saranno parte di questo lavoro, le foto, lo studio di registrazione, gli accordi con etichetta ed editore.

Troppo? No, perché penso che esponendo ognuna di queste fasi (nel bene e nel male, nel successo e nel fallimento), avrò sempre bene in mente quel sacro criterio del “rispetto” nelle scelte che chi scrive deve avere per chi legge. Porgere una riflessione importante, non mille buttate a caso. Fare questo e farlo al meglio. Pensare a questo mi emoziona già, quindi il lavoro inizia bene.

E cosi’ sia! E sia così!

Da oggi inizio a lavorare sul prossimo album: tappe, progressi e novità, saranno scritte qui, sul mio blog personale sotto la categoria “il prossimo album”.

Sarà un’ avventura particolare per me e se vorrete, potrete accompagnarmi, ma mi raccomando… accompagnatemi, non seguitemi.

Buone vibrazioni

Carlo


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