Un meraviglioso, intimo silenzio…

Oggi è il mio compleanno!
Ho pensato tanto a un regalo da farmi e ieri verso le 11 e mezza l’ho confezionato.
Sono andato tra le informazioni personali sulla mia pagina facebook e ho tolto la data di nascita.
Che non comparisse sulle bacheche altrui.
Come lo spiego… mica mi dispiace ricevere auguri, mi diverte. Ogni anno ricevo centinaia e centinaia di auguri.
Ma quest’anno, quest’anno ho ricevuto quelli di 10 persone. 10 persone alle quali nessun reminder ha suggerito di farmi gli auguri.
Non l’ho fatto per asocialità o per vedere chi si fosse ricordato di me ugualmente. Non era un test per nessuno. Era un regalo per me.

Ormai da tempo rifletto su sensazioni e valori umani che stiamo piano piano abbandonando su questi stramaledetti spazi creati da miliardari sociopatici, e da tempo cerco di capire come posso rieducarmi alla bellezza di certe cose.
Guardo ogni giorno facebook e vedo con quanta superficialiatà si discute di poveri cristi che nessuno vuole. Si parla di loro come si trattasse di una serie tv. Quanti diffondono notizie false per ignoranza o per divertirsi con gli ignoranti.
Si risolve ogni dramma con un meme, si condivide quello che non ci piace contribuendo alla sua diffusione. Insomma, i social sono un ambiente che comincia a piacermi sempre meno soprattutto perchè condiviso con tantissime persone che non ho la possibilità di conoscere.
Perchè io la gente voglio conoscerla davvero. Come si fa a litigare con uno che non si guarda in faccia?… Ad esempio, eh…

Mi voglio rieducare alla riservatezza. In un epoca in cui trasmetti il tuo matrimonio su instagram e parli a un figlio di 2 mesi come potesse leggerti, mi chiedo come rieducarci all’intimità, alla riservatezza, all’amore per i piccoli ma significativi numeri.
Così ho tolto la mia data di compleanno da dove era di dominio pubblico. Poi la rimetto eh, davvero. Era una cosa mia!
Però… però ho ricevuto il messaggio di un ragazzo che allenavo 15 anni fa e ci siamo presi in giro, Un collega mi ha mandato un audio dei suoi auguri, Mia mamma e davvero pochi altri.
Un meraviglioso, intimo silenzio voluto, cercato. Che mi ha riempito l’anima più di 400 auguri in bacheca. Lo so, avete voglia di mandarmi affanculo, ma la mia è una riflessione, non una provocazione. E rifletto!

Sapete, “progresso” deriva da “pro” e “Gressus” (avanti e passo). Significa “andare avanti”.
Dov’è il progresso quando il mezzo non è più al servizio dell’umanità ma la rende serva?
Mi spiego meglio che ancora sono ubriaco di spumante e silenzio: io ho vissuto l’epoca del gettone telefonico e del rullino per le foto.
Avevo un gettone in tasca e dovevo scegliere per chi spenderlo. Per quale voce valeva la pena spendere quella sola possibilità.
Avevo rullini da 12 e dovevo guardare, catturare il momento o il soggetto che davvero volevo conservare.
Erano momenti intimi e importanti. Riservati. Ho tutte le foto stampate e le riguardo sempre. Non guardo mai quelle digitali. Capite? Sono momenti che non sappiamo spiegare alle nuove, tossiche generazioni. Che a mio avviso non stanno progredendo. Perchè perdere contatto con gli altri non è progresso. Il contatto vero intendo. Un “ti amo” detto o non detto a voce. E di presenza. Che ti fa morire. Non in chat. Che ti fa nascondere. Abbiamo così tanta paura di educare questi ragazzi e rieducare noi stessi. Stiamo perdendo di vista la bellezza di un gesto intimo. Conosciuto a pochi.
Oggi mi sono regalato questa riflessione.

Poi, vero, amo scrivere, condividere, mandare 8000 messaggi, fare un milione di fotografie. Amo la tecnologia ma non voglio che mi derubi della possibilità di scegliere… e di essere scelto.
Io so che chi oggi ha avuto un pensiero per me lo ha fatto perchè mi ha scelto. Ha scelto di tenermi nei suoi ricordi. Da allenatore, da cantautore, da parente, da amico… Mi sono sentito pieno!
Oggi mi sono regalato un un meraviglioso, intimo silenzio…
Non abbiatene male. Non l’ho fatto contro nessuno. L’ho fatto per me. Per ricordarmi come si fa a coltivare la riservatezza.
Un abbraccio a tutti. Scusate.
Carlo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *