L’ultima stella

Taciturna sulla nostra pace era notte orfana di luna

il fuoco asciugava la pelle bagnata da un tiepido mare di un 10 di agosto

Con un dito a rovistare il cielo per cercare la propria fortuna

ognuno affidava un capriccio a una stella esigendo di avere al più presto risposta

E caddero con il loro strascico

abbracciate ognuna ad un desiderio tanto pesante da sopportare

Caddero e si spensero dentro il vuoto atavico

una dietro l’altra sgombrando il cosmo da quel letargo fosforescente fino a lasciare

ad illuminarlo solo il prudente… e così lieve bagliore

di un’ultima stella

Giunse il sonno sopra ogni richiesta solo uno sveglio ad ammirarla

lei lo guardava tremando di luce da timida attrice in una scena immensa

“Stai serena io non voglio nulla” disse piano per non spaventarla

“solo che ognuno osservandoti creda ad un ultimo sogno che gli dia speranza”

Unica dentro un buio limpido

smise di tremare mentre da sola reggeva il lume di un orizzonte non più scuro

Libera in una notte splendida

si lasciò brillare nuda agli sguardi di chi cercava adesso l’incanto e non la pretesa

ora che nessuno avrebbe potuto… considerarla indifesa

Lei era l’ultima di una notte splendida

si lasciò guardare senza timore da chi vedeva in lei l’illusione da custodire

Certa che nessuno avrebbe voluto… soltanto per sé il favore

dell’ultima stella

 

(Album: 7 briciole lungo la strada)

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