La sua assenza e le mie mani

Foto Valeria Bissacco - http://valeriabissacco.it

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Facile inchinarmi al suo passaggio e mostrarle reverenza, facile ignorare che il mio desiderio è per lei vanto e la vanità miele sulle lancette delle ore.

Rimanere in attesa con un mazzo di rose in mano che nell’ansia perderanno petali e minuti, toglie dignità a chi, come me, porta con se il respiro di Dio e nel respiro di Dio c’è movimento e non arida attesa

Facile poi chiamarla “Puttana” quando il suo amore è stato dato cieco a chi forse non l’ha corteggiata nè ha mostrato lacrime tante quante ne ho patito io che ho cercato nella sua voce l’incanto e nella sua presenza la mia soddisfazione.

Ma è dell’assenza che l’uomo fa il bene più prezioso perché è nell’assenza che l’uomo non ha a chi mostrare lacrime.

E’ nella sua assenza che la mia mente ha iniziato a portarmi oltre la convinzione che stia alla fatalità il governo di ogni vita. E’ nella sua assenza che le mie gambe hanno iniziato a muoversi verso le gioie e i fallimenti che fanno di ogni esistenza un’ esistenza unica.

Adesso so dove mirare con gli occhi e ormai svezzato non tollero più distrazioni e facili possibilità. Perché è nei giorni che gonfiano l’orgoglio nel il mio petto, e nelle fatiche che mi regalano che voglio cercare unico nutrimento e unica sazietà

Arriverà anche la mia fortuna e quando arriverà le dirò “scansati” perché ormai nelle mie mani ci sono il mio sangue e il mio sudore e non vorrò sporcare le sue vesti trasparenti e non vorrò offendere le sue rotonde forme. Non mi incanta più la sua voce ne mi seducono i suoi seni. Lascerò che se ne stia li a guardarmi, se vorrà farlo, mentre mi allontano sulla strada, la mia strada, perchè è troppo tardi per il sorriso che mi mostra ed è troppo presto perchè io possa già fermarmi a gustarlo…

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