La città della scienza. La cultura di nuovo in fiamme.

Stavo per scrivere un post su questo delirante avvenimento. Stavo cercando notizie e informazioni per capire ed esprimere al meglio il mio disappunto sull’ennesimo attentato alla nostra cultura.

Mi sono imbattuto sullo stato facebook di Giuseppe Scarpato, Musicista napoletano coi cui collaboro, e ho pensato che non non sarei stato in grado di esprimere la rabbia e il dolore che si prova, meglio di uno che Napoli la ama da figlio.

Riporto quindi le sue parole.

Tutte le volte che ritorno a Napoli con la mia famiglia cerco sempre di stimolare i miei figli facendogli conoscere le bellezze della mia città
Quindi ci sono state le visite sul Vesuvio, il Lungomare liberato per l’America’s Cup, il Museo di Pietrarsa, i Castelli, le piazze, la Pizza ecc ecc.

Qualche mese fa ho portato mio figlio alla Città della Scienza, un posto incantevole, in uno scenario mozzafiato, dove la curiosità di grandi e piccini è stimolata al punto da farti perdere la cognizione del tempo (siamo rimasti fino all’ultimo secondo disponibile dell’orario di apertura).

Le parole di mio figlio furono: Papà d’ora in poi ogni volta che veniamo a Napoli voglio venire alla Città della Scienza, promettimelo!!!
Ora è quel promettimelo che mi fotte!!! si perchè come spieghi ad un bambino di sette anni e mezzo quello che è successo a Napoli stanotte?

Ora cosa gli racconto:
che gli dico?
Che nel nostro paese ciclicamente alcune eccellenze (teatri, musei, parchi nazionali ecc) vengono incendiati, lasciati andare, fatti crollare, abbandonati perchè qualcuno può essere interessato alla possibilità di ricostruirli?
I bambini non le capiscono queste cose, sono puri, non entrano nelle logiche di mazzette, tangenti, appalti, colpa, dolo (il campionario italico in materia non finisce mai).
Nelle prossime settimane migliaia di bambini delle scuole avrebbero fatto visita ai padiglioni della Città della Scienza per le ormai imminenti gite scolastiche primaverili.
E la Città della Scienza da anni rappresentava una occasione per Napoli, perchè attraverso i bambini dava un esempio positivo della mia città (e ce ne sono pochi), con mostre, laboratori, workshop ecc ecc.

Si trattava (e qui l’uso del passato mi fa venire una rabbia mostruosa) di un Museo all’avanguardia, un’eccellenza europea, il fiore all’occhiello del quartiere di Bagnoli, già deturpato e ferito dall’obbrobrio delle ex acciaierie che rovinarono uno degli scenari naturali più belli al mondo (il golfo che unisce Napoli all’area Flegrea).
Era stato il primo, e riuscito, tentativo di recupero dell’infame area dell’Italsider di Bagnoli, dove da anni la camorra cerca di entrare per avviare i lavori di bonifica.

Molti in queste ora parlano già di un movimento popolare per far rinascere il polo museale napoletano, con la partecipazione diretta dei cittadini.
Bhè sarà la rabbia e l’amarezza dei primi momenti ma io voglio la testa dei responsabili, adesso. Me ne fotto della ricostruzione, quella ci sarà, ci saranno ancora appalti per milioni di euro, tangenti, pizzi e connivenze.
Ma io ora voglio che il Sindaco tiri fuori le palle, voglio la testa di qualcuno.
Quattro padiglioni enormi non possono bruciare contemporaneamente e in così poco tempo, nel giorno di chiusura del Museo, in una grande città con la caserma dei Vigili del Fuoco a due passi. BASTA!!!
La ricostruzione ci sarà, sicuramente, e sicuramente alla porta degli uffici che se ne occuperanno busseranno in modo più o meno elegante la camorra, le imprese edili casertane, i casalesi, i politici amici degli amici degli amici degli amici.
Me ne fotto
Io oggi so solo che mio figlio aveva convinto degli amici fiorentini a passare le ferie di Pasqua a Napoli per andare tutti alla Città della Scienza, e io oggi quando uscirà da scuola non so che cazzo dirgli

Vaffanculo Italia di merda
Che paese di merda che siamo, facciamo schifo

a Pasqua porterò i miei figli a Pompei, prima che crolli tutto.

Giuseppe Scarpato

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