Il giro del mondo in 60 secondi ore 20:16′:01" Orlowo (Polonia). Storia di Jan.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire.
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà  un piacere per me.

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 20:16′:01″ – Orlowo, Gdynia (Polonia).

Storia di Jan.

60 secondi. racconti orlowoIl turno è appena terminato. Jan sorride come fa sempre. Non esiste un giorno in cui i suoi colleghi lo abbiano mai visto senza quel sorriso ben visibile, mai nascosto dalla barba bianca da marinaio buono.

Ha fatto tutti i mestieri, Jan. Orfano di padre, si è subito dato da fare per aiutare la mamma e i fratelli. Il fisico già imponente sin da ragazzino. Subito a scaricare merci e spaccarsi la schiena svuotando container.

Il padre gli aveva lasciato questo in eredità: una vita da uomo di mare e l’amore per i libri. “I libri e il mare, se ci vai d’accordo, ti faranno libero”. Parole che non ha mai scordato.

La paga e qualche mancia dei camionisti, gli hanno permesso di darsi un’istruzione, ma certo non potevano bastare per imparare a manovrare vascelli come sognava.

Sempre diviso tra la scuola e un ponte da far splendere, prima, tra l’università pagata a furia di rinunce e un traghetto da tenere pulito, poi. Gli piaceva guardare i movimenti sicuri e decisi del comandante Kowalczyk. Ricorda che quell’uomo, stava sempre a rimproverarlo e a riprenderlo e Jan, comunque, sempre a sorridere. Ogni rimprovero del comandante era una lezione. Non si scherza in mare. Jan lo capiva e nonostante tutto, amava quell’uomo. Il comandante, silenziosamente sì, era fiero di Jan.

Il giorno che il comandante si ritirò dalla vita di mare per andare in congedo, a casa di Jan arrivò una borsa di studio per completare l’università. Questo gli permise di diventare comandante a sua volta.

Ogni tanto, sulla tomba del comandante Kowalczyk, qualcuno lascia un bicchiere di Czwórniak e un biglietto con scritto “grazie”.

Il turno è appena terminato e tra qualche mese arriverà anche la pensione. Un uomo enorme che si porta addosso il peso di una vita passata sui moli e sui mari della Polonia del nord. Come ogni sera, prende qualcosa da bere e si siede su una panchina vicino alla spiaggia di Orlowo. Lo faceva sempre con la sua Izabela. L’unica donna della sua vita. Terminato il lavoro, si trovavano sulla loro panchina, ogni sera. Guardando un panorama mozzafiato, giurandosi di invecchiare insieme e di non farsi mai mancare quel momento tutto loro, prima di tornare a casa e ricominciare la loro meravigliosa routine il giorno dopo. Lei non c’è più da ormai 12 anni, un intervento andato male. Jan, cosi grande e grosso, non ha potuto proteggerla da tutto. Sorride ancora Jan pensando che adesso lei può osservarlo anche quando fuma il suo vietatissimo sigaro. Doveva farlo di nascosto prima. Ora non può più nascondersi da lei. Da 12 anni siede su quella panchina da solo. E’ il suo modo di starle accanto.

E’ stanco Jan… Non ha voglia di tornare a casa stasera. L’orizzonte è ancora fuxia. Beve un altro sorso, si stende, chiude gli occhi, sorride…


l mio racconto finisce qui.

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

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