Il giro del mondo in 60 secondi ore 12:16':39" – Moskitia (Honduras). Storia di Amado

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 12:16′:39″ – Moskitia (Honduras).

Storia di Amado

Fonte foto http://www.uta.edu/biology/herpetology/into_the_moskitia.htm

Fonte foto http://www.uta.edu/biology/herpetology/into_the_moskitia.htm

– Amado: “Guarda che probabilmente stai pisciando sulla tomba di qualche antico sovrano maya…”

– Renan: “Qualunque cosa faccia o calpesto qualche tempio dedicato a qualche Dio o inciampo su qualche reliquia precolombiana o compio sacrilegio poggiando il culo su qualche stele sacra. Se devo morire dannato fammi almeno pisciare in pace.”

– Amado: “Tanto, peggio di così…”

La foresta fitta e umida della Moskitia offre un riparo temporaneo per due fuggitivi. Qua e là sparse vecchie pietre e abbozzi di templi e mura che probabilmente hanno fatto parte di qualche antica civiltà ancora tutta da scoprire.

Le zanzare sono un problema per chi non è abituato. I giaguari, i serpenti velenosi e forse qualche caimano popolano la zona ma Amado e Renan conoscono bene quei posti e sanno come muoversi.

– Renan: “Ma come t’è venuto in mente…”

– Amado: “Non eri obbligato a seguirmi!”

– Renan: “Sai che non t’avrei lasciato solo. Siamo cresciuti insieme ma stavolta l’abbiamo fatta grossa”

– Amado: “Davvero non ti eri stufato di coltivare coca, Renan? Una vita passata ad arricchire Don Emilio e il suo cartello. Davvero avresti voluto continuare? Per cosa poi? Tanto valeva coltivare banane. Almeno non ammazzi nessuno!”

– Renan: “In Honduras o coltivi coca o ammazzi gente. E’ così! C’è poco da fare, Amado.”

Il piano dopo la fuga dai campi di coca in cui lavoravano è semplice: sopravvivere alla foresta pluviale prima, sopravvivere a Don Emilio dopo e infine sopravvivere al viaggio verso il confine americano. Il piano è davvero semplice. Sopravvivere.

– Amado: “Renan, hai mai sentito parlare dell’effetto pigmalione?”

– Renan: “Cos’è? Un’altra di quelle fantasie uscite fuori dai tuoi libri?”

– Amado: “Più o meno. Ma non è una fantasia. In pratica è l’aspettativa che la gente ha nei tuoi confronti e che si realizza.”

– Renan: “Frena, frena, frena… parla come parleresti a un bambino di 3 anni con me. Sai che sono stupido!”

– Amado: “Ti faccio un esempio: Cosa pensi diventerà un ragazzino che viene da uno dei bassifondi di Rio Cangrejal, da lui cosa ti aspetti?”

– Renan: “Che diventi un assassino, uno spacciatore e che non arrivi a trent’anni. Ovvio.”

– Amado: “Ecco… Tutti guarderanno quel ragazzino come il delinquente che ancora non è solo perché cresciuto nei bassifondi e lui non potrà fare a meno di diventare ciò che tutti si aspettano che lui diventi. Non potrà far altro che essere ciò che la società si aspetta che lui sia. Un criminale.”

– Renan: “Non ho capito un cazzo!”

– Amado: “Renan, se riusciremo ad entrare in America, come pensi che gli americani ci vedranno?”

– Renan: “Come due immigrati buoni a niente che vengono a spacciare o fare lavori sporchi. Le persone per bene ci eviteranno per strada, i politici camperanno facendo proclami su quelli come noi e i farabutti locali vorranno ingaggiarci per i loro lavoretti.”

– Amado: “Perché questo si aspettano che noi siamo. Delinquenti. Visto che cominci a capire?”

– Renan: “Non abbiamo speranza quindi. Siamo segnati.”

– Amado: “oh, si che ce l’abbiamo… Basta non ragionare come loro. Basta non aspettarsi da loro ciò che è normale aspettarsi.”

– Renan: “Una specie di effetto pigmalione al contrario. Non trattarli come se fossimo certi che ci vedranno come delinquenti in modo da non realizzare l’aspettativa che abbiamo di loro.”

Amado: “Cazzo. Mi sorprendi!”

Renan: “Perché mi avete sempre trattato come uno stupido e quindi sono quindi diventato stupido sul serio!”

Amado: “Bene. Abbiamo capito come fottere l’effetto pigmalione. Ora speriamo di riuscire a fottere Don Emilio e sperimentare le nostre teorie in America.”


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 13:16′:16″ – Panama

Mancano 23 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

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Elenco completo delle storie

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