Il giro del mondo in 60 secondi ore 00:01':12" – Khumbu (Nepal). Storia di Moham.

  • Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

ore 00:01′:12″ – Khumbu (Nepal)

Storia di Moham.

 

60secondi nepal

Mezzanotte e un minuto in Nepal…

Gli uomini della troupe della National Geographic non dormono ancora. Ridono, scherzano e si raccontano le giornate passate da turisti tra templi e paesaggi che iniziano ad aprirsi ad una primavera fredda.

Moham li accompagna già da cinque giorni. Stamattina sono stati a Swayambhunath a vedere il Tempio delle scimmie. Nei giorni scorsi avevano visitato le strade colorate delle altre città.

Moham li aveva portati ovunque, parlato per loro, guidati tra vicoli e valli.

Moham è di etnia sherpa. Chi nasce Sherpa lo è per sempre, per natura, per famiglia, per tradizione. Non puoi fare altro.

Moham guarda i suoi ospiti finire di rilassarsi e preparare il loro materiale per il vero viaggio che inizia all’alba: Bombole d’ossigeno, lampade, corde, ganci, picconi…

Anche lui sta preparando il materiale ma a differenza dei suoi clienti, si è appena svegliato per iniziare a lavorare e il suo materiale è decisamente meno moderno.

Uno sherpa non ha bisogno di molto. Nasce con polmoni grandi e piedi forti.

Sta controllando percorsi, la situazione meteo, il materiale d’emergenza e verifica il buono stato delle stazioni presenti sulla scalata e soprattutto celebra una Puja.

La Puja è la preghiera senza la quale uno sherpa non ha animo di affrontare la montagna. Fa parte di un popolo profondamente buddista, fortemente legato a Dei e demoni che sa di incontrare lungo la strada… Fino a non molto tempo fa, gli Sherpa non si sognavano neppure di arrivare in cima alle loro montagne. Sarebbe stato come mettere i piedi in testa agli Dei, a Sagarmatha, ovvero l’Everest “la dimora della Dea madre della terra”.

Con la spinta dei primi esploratori, gli sherpa iniziarono a scalare le loro vette. “Vetta”… una parola che nella loro lingua nemmeno esiste. E’ un popolo semplice e per niente ambizioso.

Moham fa parte di un popolo mite e generoso. Umile nei lavori per i quali si offre ma essenziale. Uno sherpa riesce a camminare tre volte più di un’ alpinista allenato, a portare fino a 70 chili e fare tutto con estrema naturalezza.

L’armonia… Il segreto è l’armonia. Quello che per uno scalatore è un ostacolo, per uno sherpa è un appoggio. Un tronco, un sasso…

Moham guadagna nove mila rupie. Può permettersi di comprare case, nuove tende. I turisti pagano bene e con rispetto, ma gli Sherpa per natura non sono interessati al denaro. E’ nella loro cultura dividere con chi non ha ed essere prudenti. Al massimo può capitare che le paghe vengano bruciate in alcool… Ma Moham è giovane e ha imparato dagli errori del padre.

Finito di sistemare il materiale siede a terra e chiude gli occhi in meditazione… Protetto da una coperta, pensa al viaggio. Non vede altro che armonia e comunione con la terra. Uno sherpa non calpesta la terra, si appoggia, si lascia guidare dalle forme che incontra…

Moham è convinto che quegli uomini debbano raccogliere materiale per un documentario sull’Everest, ma si sbaglia.

Ha un paio di telecamere puntate addosso da cinque giorni e non se n’è accorto ancora. I suoi clienti hanno solo finto di fare i turisti fino ad adesso. Il soggetto del loro documentario non è la montagna ma proprio lui. Lo sherpa, la sua vita, la sua preparazione, il suo amore per il cammino e la montagna.

“Da quando siamo scesi dall’albero abbiamo iniziato a camminare.”

Così inizierà quel documentario

“ e gli sherpa lo sanno fare meglio di ogni altro al mondo.”

Mezzanotte e un minuto in Nepal…

Le lanterne proiettano fuori i colori delle tende sulla parte bianca della Dea.

Moham assorbe l’energia che gli servirà… In un silenzio surreale che nessuno al mondo riuscirà mai a documentare…

 


Il mio racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani ore 00:16′:13″ con la storia di Jana – Novosibirk (Russia)

Mancano 46 giorni alla pubblicazioni di “60 secondi” sui digital Stores. 

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Elenco completo delle storie

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