SEMPRE SCATTANDO
SEMPRE IN MOVIMENTO

Credits

Prodotto e arrangiato da Dino Morabito
Musica e parole sono di Carlo Mercadante

Registrato presso gli studi della Skyrec di Milano

Suonato da Carlo Mercadante, Ivano Bucca, Angelo Mazzeo, Nuccio Lo presti, Alessandro Calamoneri, Dino Morabito.

Violino in Fiore di primavera di Nancy Squitieri

Arrangiamento orchestrale in Fiore di primavera di Marco Mojana

 

TESTI

Benvenuti a Babele

Benvenuti a Babele questa grande città qui si vive e si muore ma nessuno lo sa
Benvenuti nel mondo della banalità se c’è qualcuno che spinge qualcun altro cadrà
Benvenuti a Babele terra di libertà c’è chi si starà imponendo e chi non protesterà
Benvenuto a Babele benvenuto tra noi!

Benvenuto a Babele benvenuto tra noi 
tra vincenti perdenti tra vigliacchi ed eroi
Benvenuti nel mondo delle opportunità se c’è qualcuno che imbroglia un altro non sentirà
Benvenuti a Babele terra di verità tra T.V. confusione e tanta pubblicità
Non ti troverai male con tutto quello che c’è all’ombra di questa torre che regna sopra te

E che va sempre su, sempre su mattone su mattone sta quasi spaccando il cielo adesso
goccia dopo goccia di sudore guarda è li sopra noi monumento all’orgoglio nostro
guarda bene va su ogni giorno 
e pietra dopo pietra sta arrivando al sole ormai

Finalmente a Babele avrai capito oramai che ci son lingue diverse per ogni luogo in cui vai
Se mi chiedi del pane non capisco che vuoi e se mi dici “sto male” io ti metto nei guai
Finalmente nel mondo della fraternità se vedi chi sta correndo vedrai chi non partirà
Finalmente a Babele finalmente tra chi ti vorrà sempre bene finche dici di si

Ma attento che va su, troppo su mattone su mattone sta arrivando all’universo e adesso
e giorno dopo giorno di fatica guarda è li sopra noi
non si vede la cima dov’è
guarda bene va su troppo in fretta 
e pietra dopo pietra contro tutto sale

E senza un limite e senza freni ormai continua a costruirla non dubitare mai
E niente panico se a volte trema un po’ ce l’hanno detto sempre chiaramente che non può crollare giù…

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E' solamente un suono

E’ il ritmo di un tamburo che batte e batte e che ti scuote le ossa
e scuote la tua pelle che vibra e vibra su un tamburo che batte…

È solamente un suono e insieme ad altri cento
Viene fuori dallo stomaco ed esplode in modo assai violento
Lo senti quando batti le mani su un tamburo
se t’accorgi che agitando il corpo non lo senti spento

È solamente un suono che non capisci come
Più ne assapori la sostanza e più ti fa venire fame
e spinge senza freni e senza inibizioni
se comprendi che muovendo i fianchi lei grida il tuo nome

Onda empatica che si propaga assestando fendenti nell’aria
Va oltre la soglia critica.
E’ il ritmo di un tamburo che batte e batte e che ti scuote le ossa
e scuote la tua pelle che vibra e vibra su un tamburo che batte.

E’ solamente un suono e te lo porti dentro
Mentre gioca con i sensi mette in bilico il tuo baricentro
e sposta l’equilibrio che c’è tra amore e rabbia
Come se scoppiasse il terremoto e tu sei l’epicentro

Eco elettrica che si fa largo abbattendo pareti nell’anima
Smuovendo il modo statico
E’ il ritmo di un tamburo che batte e batte e che ti scuote le ossa
e scuote la tua pelle che vibra e vibra su un tamburo che batte…

E’ solamente un suono…
E’ solamente un suono…
e avvolge ogni tua mossa…
E’ solamente un suono…
si nutre di energia…
E’ solamente un suono…
stordisce la sua scossa…
E’ solamente un suono…
e ti trascina via…

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In un attimo

Incontro distratto il tuo viso pulito che mi sorprende
Colpisce il mio sguardo quell’aria perbene quella genuinità
Un emozione non più distante che mi confonde
Quel che si dice forse destino pura fatalità

Mi lascia a pensare stordito nei sensi la situazione
Vorrei regalarti il segreto più caro alla mia intimità
Ma adesso starai già percorrendo un’altra direzione
Lontani dalle orme di un legame e probabili affinità

Chiuderò le porte per nascondermi in un attimo
Chiederò alla notte di portarti qui e in quell’attimo
Posso cercarti io posso incontrarti e violare il pensiero di te
Ma scoprirò col sole quella che non sei

Ritorna il mattino dirada la nebbia scioglie l’istinto
Non ti riconosco braccato da affanni e quotidianità
E resti sola con le ferite che segnano il momento
E a me rimane solo un profumo di dolce complicità

Chiuderò le porte per nascondermi in un attimo
Aspetterò la notte per averti qui e in quell’attimo
Posso cercarti io posso incontrarti e violare il pensiero di te
Ma scoprirò col sole quella che non sei

Io posso cercarti io posso incontrarti e violare il pensiero di te
Ma scoprirò col sole quella che non sei

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Fiore di primavera

Fiore di primavera sboccia che il tempo vuole prima che venga sera prima che passi il sole
Sole che stai spazzando l’ombra di notti estive ma l’ombra sta danzando perché di luce vive
Luce che sei riflessa in faccia ad uno specchio io prego che tu possa dar vita a ciò che è vecchio
Vecchio stai riposando seduto su una soglia e ti alzerai soltanto quando cadrà quella foglia

Foglia che sei in attesa che arrivi il tuo momento resta li ferma appesa che sta arrivando il vento
Vento che soffi piano o che sbatti le porte spingi quel deltaplano che sfida la sua sorte
Sorte che ci stai accanto come nostra sorella dimmi ti prego quando cadrà anche la mia stella
Stella stai illuminando la via di un vagabondo che non conosce casa ma può andare in tutto il mondo

Io sento che, Questa notte niente, niente mi può fare male sotto un cielo così grande non posso morire.
E non ci sono spine a ferire le mie braccia e nemmeno sassi sotto i miei piedi scalzi.
Questa notte l’aria di un aprile così fresco la mia pelle di gitano non può far tremare
E i miei occhi persi all’arrivo del mattino ti cercheranno

Mondo che giri in fretta e non guardi in faccia nessuno tu segui la tua rotta io seguo il tuo profumo
Profumo di buon pane che cuoce dentro un forno lo spartirò col cane quando finirà il giorno
Giorno che vivi e scorri in fretta tra le dita che dai gioie e dolori per dar senso ad ogni vita
vita che stai scappando col tuo passo veloce quello che per te sento io lo griderò a gran voce

Capisco che questa notte niente, niente mi può fare male sotto un cielo così bello non posso soffrire.
E non c’è rumore che disturbi la mia pace e su questa terra nuda io posso riposare
E di muschio e vino e del sapore della vita aspettando un’ alba nuova mi voglio ubriacare
E le mie mani all’arrivo del mattino ti coglieranno


Voce che dai sapore ad ogni pensiero in testa usa solo parole che servano a far festa
Festa che sei arrivata con tutto il tuo calore non voglio che tu vada senza ch’io ti offra un fiore
non voglio che tu vada senza ch’io ti offra un fiore
non voglio che tu vada senza ch’io ti offra un fiore

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Gambe all'aria

Poco fa… ero lì…
sempre scattando sempre in movimento non mi do tregua io non rallento mai
proprio mai…
per la paura che ho del tempo perso io non sto fermo non tergiverso

Sento necessità di avere addosso il vento sfidarlo come un surfista
Resto in fibrillazione e attento ad ogni gesto per non andare a gambe all’aria

Corro sorpassando i limiti e sono raffiche di tempo 
quelle che mi inseguono e non mi danno scampo
corro senza neanche un alibi che mi dia un attimo di pace
corro costringendomi di andare ancora più veloce

Sono qui… non più li…
mi ero concesso di riprender fiato ero convinto mi ero sdraiato un po’
e invece no…
mi ha preso il panico di chi si annoia di chi si sente in salamoia

Penso al bisogno che ho di dare a tutto un senso contrasto come un terzino
gioco d’anticipo sul mio avversario e impreco se poi finisco a gambe all’aria

corro fronteggiando ostacoli da scavalcare in tutti i modi 
senza troppi calcoli cercando di restare in piedi
corro e non respiro quasi mai trascuro l’ossigenazione
corro e tengo i muscoli pronti per ogni azione

Nell’universo cerco un angolo di calma e silenzio diverso
restare immerso in pensieri freschi senza paura di ritrovarmi a gambe all’aria

corro sorpassando i limiti… / corro senza neanche un alibi…
corro fronteggiando ostacoli… / corro e non respiro quasi mai…

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Le nuove stagioni

Passano passano passano le nuvole volano sulla testa
passano giocano e piano si rincorrono su tutto quel che resta
perchè ciò che era ieri non ha lasciato niente soltanto forme un pò sfocate in un ricordo
perchè ciò che era ieri ormai non è importante e adagio si allontana dallo sguardo

Scivola scivola scivola una lacrima accarezzando il viso
scivola scende giù mentre la malinconia si scioglie in un sorriso
perché oggi è arrivato e non fa più paura mentre mi accorgo quanto in fondo mi somiglia
perché oggi è arrivato portando la sua cura fatta di cose nuove e meraviglia

Intanto cambiano le mani che dipingono la tela e cambiano gli eventi trasformando le stagioni
e cambieranno anche le voci che sentirò attorno cambierà quello che vorranno raccontarmi
Scriverò il mio nome sopra un pezzo di cartone e scriverò anche il tuo accanto al mio se lo vorrai
perché ogni vita passa accanto a un’altra e la colora, la scalda come il sole a primavera

Scorrono scorrono scorrono le pagine sfogliando la memoria 
ma scorrono si voltano per scoprire che sarà di questa strana storia
perché domani è un bimbo che non è ancora nato che vorrà le risposte a tutte le domande
perché domani è un bimbo che dovrà esser cullato
finchè non sarà diventato grande

Intanto cambiano le strade che mi troverò davanti e cambiano le direzioni quando soffia un altro vento
e cambieranno anche i pareri e le opinioni cambierà il senso di ogni cosa al mondo quando
Scriverò il mio nome sopra un pezzo di cartone e scriverò anche il tuo accanto al mio se lo vorrai
perché ogni vita passa accanto a un’altra e la colora, la scalda come il sole a primavera

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Intrepido fobico

Mi sarò chiesto almeno un centinaio di volte cosa c’è li fuori che cosa posso incontrare
Se posso andare allo sbaraglio

E allora respirando a fondo prendo coraggio ostento sicurezza e chiedo un punto di vista
un po’ d’aiuto o un buon consiglio

E c’è chi dice non c’è nessun pericolo / Si mi hanno detto non c’è nessun pericolo

Sostengono che a furia di augurarci fortuna I lupi è già da un pezzo che si saranno estinti
sono contento… che meraviglia…
Sorrisi dappertutto e sguardi rassicuranti braccia spalancate e pacche sulle mie spalle
qualcuno spiega “qui sei in famiglia”

E non preoccuparti non c’è nessun pericolo / Mi sento dire non c’è nessun pericolo

Ma carichi di pioggia all’orizzonte minacciano il sereno mi devo allontanare in fretta
Non si prevedeva la tempesta devo trovare asilo sperando che al più presto smetta
Nubi avvelenate e micidiali devo fare attenzione non posso neanche respirare
Lampi offendono la mia serenità non riesco neanche a urlare…urlare… urlare…

Scusate è stato un attimo di arrendevolezza un lieve cedimento dei miei fragili nervi
ma adesso è tutto sotto controllo
Ritrovo l’ardimento e asciugo bene il sudore valuto il tremore delle gambe e rifletto
non c’è problema, sono tranquillo

Qui mi hanno detto non c’è nessun pericolo / Se mi hanno detto non c’è nessun pericolo

Ma carichi di pioggia ormai si versano e infangano il terreno non devo impantanarmi adesso
Buio pesto e freddo siderale devo trovare il sole o anche soltanto un suo riflesso
Torbide lagune e stagni infetti mantengo le distanze per non rischiare di annegare
Acque paludose e sabbie mobili non devo sprofondare…

O mamma mia mamma io scappo via o mamma mia…

Torbide lagune e stagni infetti mantengo le distanze per non rischiare di annegare
Acque paludose e sabbie mobili non devo sprofondare…

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Mama Zuna

Mama Zuna che vedi oltre i muri dell’anima
Tu che accendi nell’ombra una fiamma che illumina
Non nascondere niente su cosa sarà di me

Mama Zuna che ascolti sospirare ogni spirito
E anche se confuso nel vento riesci a coglierne l’alito
Svela senza incertezze quello che sarà di me
Scopri tutte le carte e dimmi che sarà di me perché

In confidenza ti dirò che non conosco ancora il mio più prossimo destino
e la mia mano e le sue linee affiderò ai tuoi occhi che sanno leggere nel mio futuro clandestino

Mama Zuna che trovi nei pensieri più anonimi
le risposte più giuste anche ai dubbi più intimi
Mostra senza timore quello che sarà di me
Scruta in cielo i pianeti e dimmi che sarà di me perchè

Con impazienza aspetterò che il tuo consiglio renda meno insicuro il mio cammino
E lascerò i miei sogni al giudizio dei tuoi oracoli che sanno rivelare il mio futuro clandestino

Ma forse metterò da parte profezie e miracoli e inventerò da solo il mio futuro clandestino

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Qui non c'è posto per noi

Abbiamo chiesto dove andare e non c’è l’han voluto dire 
abbiamo chiesto un’altra volta ma con fare più gentile
così hanno indetto una riunione che è durata più di un mese
e alla fine ci han risposto andate dritti a quel paese
all’inizio un po’ perplessi però poi siamo partiti
e appena giunti abbiam trovato loro che ridevan divertiti
dopo un esame della situazione abbiam capito che qui non c’è posto per noi

Si da questa dura prova ne siamo usciti un po’ storditi
ma è l’orgoglio che prima ci ammazza e dopo ci rimette in piedi
così ci siam guardati in faccia e ci siam detti “si va avanti”
e le nostre convinzioni le urleremo ai quattro venti
con lo zaino pieno in spalla abbiam cercato un nuovo mondo
ma era già occupato e il sindaco ci disse “vi rispondo…
con un bel cartello in mano in cui c’è scritto qui non c’è più posto per voi”…

che state sempre cercare e non trovate mai
che state sempre a partire e ad arrivare mai mai, non sapendo dove andare
che state sempre a tentar di capire di chi fidarvi e di chi no, con chi cantare e con chi no…
con noi di certo…

Avviliti ed incazzati per l’ennesimo dilemma
abbiam fondato una nazione senza inno e senza stemma
all’inizio a prenderci per i fondelli erano in molti
ci ridevano alle spalle e ci coprivano di insulti
poi però chissà perché a volere entrare furono in tanti
avranno visto che da noi tutte le idee sono importanti
e così con un sorriso gli abbiam detto… “entrate qui c’è posto per voi”

che state li a giudicarci e a comprenderci mai
che state sempre a parlare e ad acoltarci mai mai non sapendo come fare
che state sempre a tentar di capire di chi fidarvi e di chi no
con chi ballare e con chi no…
Con noi di certo…

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Elisa

Legna che brucia il freddo che c’è non basta per mandar via l’inverno
Riempie le scale il fumo che fa fin dentro gli occhi che lacrimano

Dentro una stanza una luce blu e un mangianastri che suona invano
Sopra una porta che non si apre più urla di vetro s’infrangono

Non lasciarmi, non lasciarmi sai che ho ancora paura del bu
Verrà il tempo verrà il giorno che non saprò ingannarmi e ti allontanerai

Non lasciarmi, proprio adesso questa notte non voglio star solo
Stammi accanto e domattina… tu lasciami sognare… ancora un po’…

Scritte di sabbia i segreti che ho l’onda che arriva li coglie piano
Pesa la pioggia che cade giù passi bagnati mi precedono

Non lasciarmi, non lasciarmi sai che ho ancora paura del buio
Verrà il tempo verrà il giorno che non saprò ingannarmi e ti allontanerai
Non lasciarmi, proprio adesso questa notte non voglio star solo
Stammi accanto e domattina… tu lasciami sognare… ancora un po’…

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