IN TESTA ALLE CLASSIFICHE

Credits

Tutte le canzoni sono scritte e composte da Carlo Mercadante tranne

Ma che Sarà” di Edoardo Bennato
“Vitti na crozza” testo popolare musicato da Franco Li Causi

Produzione: Carlo Mercadante
Produzione artistica: Giuseppe Scarpato

Arrangiamenti Giuseppe Scarpato, Carlo Mercadante

Registrato presso Hillside studio e Wall Up studio (Firenze)
Mixato da Giuseppe Scarpato presso Hillside Studio (Firenze)
Masterizzato da Tommy Bianchi presso White Sound Mastering Studios (Scandicci – FI)

Hanno suonato

Giuseppe Scarpato: Chitarre, bassi, programmazioni e arrangiamenti
Marco Polidori: Bassi
Paolo Baglioni: Batterie

Ospiti

Raffaele Lopez: pianoforte in “Vitti na crozza
Giosuè Manuri: batteria in “Dinghidi danghidi dunghi danghi down”, “60 secondi”e “Sono come Nessuno
Lorenzo “Picchio” De Angelis: chitarre in “Quid Est Veritas” e “Sono come Nessuno
Walter Pandolfi: Basso in “Sono Come Nessuno
Christian Marras: Chapman stick in “Gli amanti di Galway”
Antonio Putzu: Flauti in “Gli amanti di Galway”

Il brano “Attitude” è stato suonato e arrangiato da Carlo Mercadante

Voci intermezzi:

Elisabetta Capri: la segreteria telefonica della Scoparelli records
Daniela Esposito: l’ufficio stampa
Martina Angeletti: l’innamorata
Michele Schuffiotti: i consigli dell’edicolante
Davide Colnaghi: la voce nell’ombra
Elena Ledda: la tradizionalista
Antonio Recupero: il fan critico
Pablo Raster: il collega
Angelo Mazzeo: il “mummuriatore
Caparezza: l’artista famoso stalkerato
Duccio Pasqua: il giornalista dell’intervista in sogno

TESTI

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In testa alle classifiche

In testa alle classifiche della musica indipendente
ci andrò quando diventerò un autore decadente decadenti saranno i miei testi e sarò sempre di pessimo umore
e vi darò l’idea di star sul palco per farvi un favore

Il carattere irritabile stereotipo dell’indie
che ammalierà la critica e il pubblico a cui vende
Sarò copia di altre copie vestito da incompreso
inarrivabile per tutti, non per la major che mi avrà preso

Inizierò i concerti tra bestemmie da trofeo
che mai s’è fatta strada rispettando il galateo
e affronterò il potere senza mai citare neanche un nome
che voglio far carriera, non la fine del coglione

Le foto in bianco e nero e una maschera svogliata
di chi non riesce a farsi mai una cazzo di risata

E in testa alle classifiche…
in testa alle classifiche
in testa alle classifiche

In testa alle classifiche dei mediatici talenti
ci arriverò con la scadenza impressa sulla fronte
dopo aver vinto le peggiori faide musicali
e avervi divertito come al circo gli animali

Sopporterò il giudizio di un plotone di ex artisti
che già si son scordati d’esser stati musicisti
che l’arte è mescolanza di genialità e coraggio
e certo non può uscire da catene montaggio

Se papa Giulio avesse delegato per far prima
al televoto il nome del pittore per la sua sistina
di certo michelangelo sarebbe andato a casa
ma oggi ammireremmo tanti bei gattini in posa

La smania di successo da piccolo arrivista
l’inesperienza in tasca e un’ossessione masochista

E in testa alle classifiche…
in testa alle classifiche
in testa alle classifiche

E in testa alle classifiche…
in testa alle classifiche
in testa alle classifiche    

In testa alle classifiche della musica industriale
ci andrò con il goniometro già pronto a misurare
l’inclinazione per gli inchini ai caporali in radio
e i miei 90 gradi con cui finirò sul podio

Introduzione, cassa dritta e assolo strumentale
e un italiano semplice, diretto e un po’ banale
su pioggia, sole, oceani e finestre aperte in cielo
o amori sfortunati che se la son presa in culo

Sorride il discografico e il radiofonico e l’editore
che spesso sono trinità come nostro signore
io invece per restare in cima ed essere indiscusso
dovrò per sempre fare a gara a chi l’ha più grosso 

Il rischio calcolato di chi si prende tutto
la faccia lucidata ed un sorriso da contratto

la libera espressione mostrata in bella vista
con l’obbligo di dire sempre la cosa giusta

E in testa alle classifiche…
in testa alle classifiche
in testa alle classifiche

E in testa alle classifiche…
in testa alle classifiche
in testa alle classifiche

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60 secondi

Dammi 60 secondi e sarò pronto per ricominciare.

Dammi sessanta secondi per girare il mondo. Non farò tardi non stare in pena
devo solo organizzarmi e sarò a casa per l’ora di cena

Starò via solo un minuto il tempo di capire di persona
se non è ancora il momento o se stavolta è la volta buona

Per imparare a decifrare le sfumature di ogni incontro
come se fossero i colori di un’aurora boreale
viaggiare e non tenere in conto di ritornare al primo temporale

Perché non è sempre vero se lo leggi su un giornale
e non è tutto sbagliato ciò che non si sa capire
Non è detto che sia finto quel che non si può toccare
e non è certo che gridare sia il solo modo per farsi ascoltare
Dammi sessanta secondi per salvare il mondo. Te lo prometto li farò bastare
serve solo un buon pretesto per non badare alle miglia da fare
e l’intenzione di parlarsi senza pensare che sia così strano
Perché un uomo è un mondo a parte ma tutto il mondo fa parte di uomo

Mettere in dubbio ogni opinione, rivalutarla per davvero
Allontanarsi dalla strada e non morire di paura
Vivere in modo più leggero come se fosse solo un’avventura

Perché non c’è sempre un trucco in quello che funziona bene
Non è certamente ingiusto quello che non ci conviene
Non è detto che sia acerbo il frutto che non puoi afferrare

Non è detto sia un bugiardo, il politico che parla
Non è detto che sia scarso l’attaccante che non segna
Non è detto sia sincero il cantante che denuncia
Non è detto che sia difficile dovere rinunciare

Perché non è tutto quanto quel che ognuno può vedere
e non è una buona cosa farsi sempre raccontare
e poi partire non vuol dire aver voglia di scappare
ma più bisogno di ricominciare

Scarica il brano
Gli amanti di Galway

Scegli il posto che vuoi tu ed io li ci abiterò
lo userò per aspettarti perché so che tornerai
Curerò questo giardino e il suo profumo sarà tuo
quando il vento di brughiera lo vorrà portare a te

Tu, come l’alba che si posa sul mio petto mi riscaldi e poi vai via
Tu, come ossigeno che riempie i miei polmoni ti trattengo solo un po’

Ci sarà un posto per te da abitare finché vuoi
perché peserai tu il tempo che trascorrerai con me
Che sia un giro di clessidra o per la vita si vedrà
ma non dirmi proprio adesso che domani finirà

Tu, come notte mi nascondi tra le braccia e poi al mattino scappi via
Tu, come acqua che mi scorre nella gola mi disseti solo un po’

Ali di cera si sciolgono al sole facendomi precipitare
cado giù, cado giù non mi voglio nemmeno salvare
Grani di sabbia negli occhi mi rendono cieco non so dove andare
dove sei dove sei queste mani ti cercano ancora… 

Ancora tu…

Click me!
Ma che sarà

Ma che sarà, che cosa t’offrirà quest’altra storia, quest’altra novità
l’unico rischio è che sia tutto finto e che sia tutta pubblicità!… 

Ma che ne sai, se non ci provi mai che rischi corri se non vuoi volare
coi piedi a terra, legato alla ragione ti passa presto, la voglia di sognare!

Ma è quello che vogliono da te già appena nati ci hanno abituati
a non pensare, ma a darcene l’illusione e sempre con la scusa della ragione!…

E anche se fosse solo finzione solo il pretesto per fare una canzone
vale la pena almeno di tentare se è un’occasione per poter volare

allora non la sprecare, prova a volare!…

Attenzione! Comunicato ufficiale! parla l’organo del partito, non lasciatevi suggestionare!​​
Quella voce che vi invita a volare è di un maniaco sabotatore!…
Spegnete la radio adesso. Giradischi e registratori, presto!

Ma la radio va e non si fermerà ti prenderà per mano ti insegnerà a volare
visti dall’alto i draghi del potere ti accorgi che son draghi di cartone!…

E anche se fosse solo finzione… (…)

Attenzione! A tutte le persone serie, consapevoli ed equilibrate, non lasciatevi suggestionare!

abbiam ben altri progetti per voi uomini del 2000, saggi e civili perciò prestate attenzione

solo alla voce della ragione!…

 Ma la radio va e non si fermerà ti prenderà per mano, ti insegnerà a volare, visti dall’alto i draghi del potere ti accorgi che son draghi di cartone!…

Ma non lo vedi sono di cartone se resti a terra che vuoi capire
con la scusa di schiarirtele ti confonderanno sempre più le idee
ti manderanno allo sbaraglio in questa farsa, nel ruolo di comparsa!…

Ma basta che voli in alto ma basta che ti alzi un poco
e forse scopri che quello che ti faceva paura era soltanto un gioco
e adesso, hai l’occasione per poter volare, allora

Attenzione….. (fatelo tacere)

Prova ma che ne sai se non ci provi mai non puoi
sapere se vale o no la pena di tentare
è un’occasione
per volare, per volare!…

Click me!
Quid est veritas

Manca ad una madre chi la chiami quando è sera
e ad un uomo suo fratello Manca in primavera
Manca a un padre l’argomento di cui andare fiero
quell’orgoglio da mostrare ad un paese intero 

Manca la pazienza di cercare nella sabbia
anche un solo indizio per non vivere nel dubbio
perché il dubbio non ha mai aiutato a seppellire un uomo in pace

“Quid est veritas?” Chiesero a un innocente prima del suo calvario
“Quid est veritas?” Non ci fu mai risposta per gli uomini

Manca un buco al braccio fatto con la mano giusta
Manca il nome di chi possa dare la risposta
Manca una motivazione valida davvero
e ad un giudice la voglia di cercare il vero

Manca il senso del rispetto e della compassione
da chi crede ancora che star zitti faccia onore
ma l’onore è un sole in faccia a chi sa far sentire la sua voce

“Quid est veritas?” chiesero a un condannato prima della passione
“Quid est veritas?” Non ci fu mai risposta per gli uomini

Non c’è più niente da dire oppure si? Oppure c’è?
Dove si deve indagare? Dov’è che bisogna guardare? Qual è il cassetto da aprire? La prova da verificare?
Quanto è lontana la verità? Quanto è vicina…

“Quid est veritas?” Non ci fu mai risposta per gli uomini

Click me!
Vitti na crozza

Vitti na crozza supra nu cannuni
fui curiusu e ci vonsi spiari
idda m’arrispunnìu cu gran duluri
murivu senza toccu di campani.

Si nni jeru, si nni jeru li anni
si nni jeru si nni jeru e un sacciu unni
ora ca sugnu vecchiu d’ ottant’anni
chiamu la vita e morti m’arrispunni.

Cunzàtimi cunzàtimi stu lettu
ca di li vermi sugnu mangiatu tuttu
si nun lu scuntu cca lu me piccatu
lu scuntu a l’àutra vita a chiantu ruttu

C’è nu jiardinummezzu di lu mari
tuttu ntissutu di aranci e ciuri
tutti l’aceddi ci vannu a cantari

e li sireni ci fannu l’amuri.
e li sireni ci fannu l’amuri.
e li sireni ci fannu l’amuri.

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Sono come Nessuno

Un giorno Qualcuno guardandosi attorno si accorse che Chiunque era troppo distratto.
Ciascuno pensava al suo orto e Ognuno a Qualcuno non badava affatto
così, lui che certo non era propenso a una vita da frate beato
capì che il silenzio era tanto il momento era giusto e andava sfruttato

La sete e la troppa ambizione e Nessuno che osserva

Qualcuno fu lieto di potere agire senza che Ognuno stesse a controllare
poteva dire fare sbagliare senza dovere mai chiedere scusa
In fondo Chiunque ammirava Qualcuno e sperava per lui il successo
e poco importava se per ottenerlo compiva azioni più sporche di un cesso

Qualcuno ammucchiava denaro e potere Chiunque chiedeva di averne una parte
così sperando di averne il favore divenne anche suddito della sua corte
Gli appalti e i cantieri infiniti coprivano tutto di cemento e voti
ma Ognuno guardava i reality e Qualcuno spartiva coi soliti Noti

La colpa, la disattenzione e un rumore di fondo,
ma Nessuno ascoltava e si stava accorgendo
Nessuno capiva cosa stava accadendo.

Ma chi nella vita non ha mai sognato di essere almeno una volta Qualcuno.
sedotto dal lusso e dal menefreghismo e che agli altri ci pensi Nessuno
Nessuno in effetti spalava macerie quel giorno che all’Aquila caddero le ali
Ognuno ferito piangeva e Qualcuno rideva e faceva regali

e Quando in quei mesi di fuoco vigliacco di quel fottutissimo ’92,
Qualcuno decise di averne abbastanza di chi non smetteva di fare l’eroe
Ognuno fu preso da rabbia, ciascuno urlò forte la disperazione
Chiunque giurò di volere lottare ed andare ben oltre l’indignazione

L’abuso la sopraffazione e un ritratto distorto,
ma Nessuno vedeva che Qualcuno era in torto
Nessuno era stanco di restare in disparte, voleva sapere, controllare le carte.

Nessuno
iniziò a denunciare, a fare nomi e cognomi
a indicare col dito una faccia tra tante
Voleva che adesso Qualcuno regolasse i suoi conti.

Crolla tutta una città quando crollano gli argini e col senno di poi non si cambia la storia.
Non rimane niente se non altre vertigini di parole che ormai sono fumo nell’aria.
Cosa posso essere io qual è il mio destino quando mi domando se fare o lasciar fare.

Sono come Qualcuno oppure sono Nessuno

Nessuno iniziò a denunciare sul serio
a fare nomi e cognomi
a indicare col dito una faccia tra tante

Voleva che adesso Qualcuno regolasse i suoi conti!

Click me!
Dinghidi danghidi dunghi danghi down

Ci tengo a scrivere qualcosa di unico io, cercando sempre un argomento tosto
che possa scatenare in terra anche l’ira di Dio ma dopo metta tutto quanto a posto.
La presunzione del cantante impegnato ce l’ho e giuro non mi manca l’imprudenza
ma garantisco che soltanto uno scopo mi parlare e chi mi ascolta con coscienza

ma
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” cos’è che sento, io non capisco…
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” ma che vuol dire s’è rotto un disco?  

Inavvertitamente ascolto un motivo che sa di paraculo sin dal ritornello
A me non sembra neanche tanto originale ma dicono tutti che sia tanto bello
Sulle riviste musicali si scrive che si, sarà un capolavoro successo
Verrà fatto suonare pure a “che tempo che fa” e al karaoke sarà un pezzo fisso

Milioni di condivisioni su youtube la gente è ormai impazzita
E il tormentone sale su al primo posto di ogni classifica
Passato in radio e presentato alla tivù così insistentemente
Non ci si rende conto più che anche se non significa niente, la riascolti ripetutamente

Dinghidi danghidi dunghi danghi down” a me non pare così intelligente.
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” Non c’è una frase che sia interessante

Dinghidi danghidi dunghi danghi down” Si canta quasi compulsivamente
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” senza pensarci praticamente

Tra le notizie sui giornali e le pagine web avrei sperato di trovare spazio
un trafiletto che parlasse un pochino di me così tanto per togliermi uno sfizio
Ma questa cosa che fa dinghidi danghidi down ce l’hanno tutti quanti nel cervello
che posso rimanere nudo o vestirmi da clown ma non mi nota manco mio fratello

Esperti di costume e di spettacolo e critici in delirio
discutono il miracolo che riempie dal nulla lo stadio

ma il tempo non perdona chi non ha virtù e il pubblico esigente
non si ricorda proprio più di un refrain che non diceva niente, ma cantavi ossessivamente

Dinghidi danghidi dunghi danghi down”na canzonetta ma come tante
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” magari solo un poco stravagante

Dinghidi danghidi dunghi danghi down” chissà perché sembrava divertente
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” così carina, così invitante

Sto diventando polemico a furia di non capire cos’ha
di accattivante ed ipnotico quest’esemplare di mediocrità
Musicalmente dispotico di certo poco melodico
sicuro assai radiofonico un motivetto che dice solo

Dinghidi danghidi dunghi danghi down”
Dinghidi danghidi dunghi danghi down”
Volete questo? Cantiamo questo!

Dinghidi danghidi dunghi danghi down” Però vi prego facciamo presto
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” Che a dire il vero sono in imbarazzo
Dinghidi danghidi dunghi danghi down” e onestamente ha anche rotto il…..

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Non bisogna credere al cantante

Non bisogna credere al cantante
non fa male a nessuno ma va raccontando storie inverosimili
inventando di viaggi che non ha mai fatto ai limiti del mondo
Se volete è soltanto un bugiardo
ma quello che per noi è un imbroglio per lui è poesia

Non bisogna credere al cantante
sembra quasi un bambino a vederlo cambiare forma a delle nuvole
lui si incanta guardando per ore le stelle e il cielo più profondo
Se volete è soltanto infantile
ma quello che per noi è banale per lui è follia

Arcobaleni si piegano sopra parole che non esistono ancora
mentre polline e sole si mescolano in aria quando nasce una musica nuova
Basterà un po’ d’inchiostro sbiadito a nascondere la ruggine di un’eresia
sarà un niente di vento gentile a suonare le sue corde quando si fa sera  

ma… non bisogna credere al cantante ne ora ne mai…

Non bisogna credere al cantante
non è certo un illuso ma vive di sogni e crede nelle favole
lui vi parla di fatti e di cose che non comprende fino in fondo
Se volete è soltanto ignorante
ma quello che per noi è la scienza per lui è magia

Luci di gialle lampare sono note appese al filo di quest’orizzonte
mentre pallidi versi galleggiano sovrappensiero in mezzo a frammenti di onde
Basterà un po’ d’inchiostro d’argento a vestire di sincero qualsiasi bugia
sarà un poco di vento sbadato a vibrare la sua voce quando si fa sera

Ma… non bisogna credere al cantante ne ora ne mai…

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Era settembre

C’era qualche cosa di sbagliato in quell’estate che scappava via
Senza neanche darmi il tempo di scaldarmi ancora della luce sua
Ritornai in silenzio quindi verso quella che credevo casa mia
Ma qualcuno disse Carlo ascolta quella porta non è più la tua

Ma era settembre…
…e avevo voglia di ricominciare,
pregare forte, poi bestemmiare Urlare tanto fino a soffocare.
C
ambiare il senso delle intenzioni e valutare nuove soluzioni.

Farmi bene, farmi male. Ridere, piangere, farneticare
Camminare, camminare, per non sapere mai dove arrivare
Mi dicevo “si può fare” Ma cosa fare non sapevo dire
Poi pensavo “lascia stare”

Ma sedermi ancora accanto a quella barca sverniciata mi salvò
Perché l’ultimo tramonto volle dirmi “non è certo colpa tua”
Lo pregai di non lasciarmi ma in un niente il suo bagliore si sciupò
Regalandomi il rammarico di un tempo che non avrei visto più

Ma era settembre…
…e avevo voglia di ricominciare.
Cambiare tutto o restare uguale. Sognare tanto fino a sanguinare
Sputare in faccia alle mie ambizioni. Ricostruire tutte le mie azioni
Rinunciare o continuare Essere vero oppure recitare
E poi inventare e reinventare ma non sapere come proseguire.
Mi dicevo “puoi scoprire” ma come farlo non sapevo dire
Finalmente poi capire

A calderà… A calderà. Ero a Calderà. A calderà

E poi inventare e reinventare ma non sapere come proseguire.
Mi dicevo “puoi scoprire” ma cosa farlo non sapevo dire

Finalmente poi capire

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Album
IN TESTA ALLE CLASSIFICHE
Isola Tobia Label 2018

Singolo
IN TESTA ALLE CLASSIFICHE
Isola Tobia Label 2018

Singolo
VITTI NA CROZZA
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SONO COME NESSUNO
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