IN TESTA ALLE CLASSIFICHE

Credits
Tutti i brani sono scritti e cantati da Carlo Mercadante.

Prodotto da Carlo Mercadante
Produzione artistica: Giuseppe Scarpato

Registrato presso Musical Dream di Montecatini Terme, Ten people town di Sellano e Hillside studio di Firenze

Ai brani hanno suonato:

#Niente in tasca – Batteria: Gennaro Scarpato; Bicchieri rotti, bidoni, percussioni improbabili varie: Mario Giglio; Chitarre: Angelo Mazzeo, Glenda Frassi; Metallofono, Pianoforte e arrangiamento orchestrale rigorosamente finto: Enrico Goldoni; Basso in scatola: Carlo Mercadante.

E’ oltre le correnti – Batteria: Mario Giglio; Basso: Joe Cresseri; Chitarre: Giuseppe Scarpato,  Angelo Mazzeo.
L’ultima stella: Chitarre, Basso: Giuseppe Scarpato. Percussioni: Gennaro Scarpato

Yes Now: Batteria: Basso: Joe Cresseri; Gennaro Scarpato; Chitarre: Giuseppe Scarpato,  Angelo Mazzeo.

Disse l’uomo sulla croce:  Batteria e percussioni: Gennaro Scarpato; Basso: Joe Cresseri; Chitarre: Giuseppe Scarpato,  Angelo Mazzeo; Arrangiamento orchestrale: Enrico Goldoni

Il Padre nostro in aramaico è recitato da Fabio Sartor; Le parti di “vexilla regis” sono state amichevolmente messe a disposizione da Luigi Bisignani e i visillanti di Bercellona Pozzo di Gotto

7 miliardi:  Batteria: Gennaro Scarpato; Basso: Joe Cresseri; Chitarre: Giuseppe Scarpato,  Angelo Mazzeo; Pianoforte e fisarmonica: Antonio Vasta.

L’insonne: Basso: Joe Cresseri; Chitarre: Giuseppe Scarpato,  Angelo Mazzeo; Synt e tastiere Manlio Rotella.

Come padre e figlio: Arrangiato e suonato da Giuseppe Scarpato.

Il timido pensiero – Batteria: Mario Giglio; Basso: Joe Cresseri; Chitarre: Giuseppe Scarpato,  Angelo Mazzeo, Giuseppe Alesci.

La poesia citata è “Canção do dia de sempre”di Mario Quintana, recitata da Billy Monteiro.

TESTI

#Niente in tasca

Guardo Alice mentre osserva le vetrine accese e pensa a quanto le starebbe bene quella borsa rossa
con quella sua camicia a fiori ricamati che figurone le farebbe fare al prossimo colloquio di lavoro
quando finalmente le diranno “cara dottoressa l’azienda le fa i complimenti più sentiti. Comincerà domani”

Un giorno potremo dire “andiamo a casa”
C’è una crostata dentro al forno
e il frigorifero è strapieno di qualsiasi cosa
Un giorno avremo un bimbo nel lettone
un gatto che dorme in soggiorno ed un giardino per tenere un orticello e un cane

Sveglia presto, caffè d’orzo, 2 biscotti appena, c’è una lettera da aprire è quella del colloquio
Forza, che sia la volta buona lo credi sul serio
“Gentile signorina, In riferimento alla domanda per l’impiego Le comunichiamo che l’organico è al completo
Grazie, teniamo i suoi contatti per il nostro archivi. Le faremo sapere”

Amore, vorrei poterti dire basta
prendiamo l’auto e andiamo al mare
e allontaniamoci da questo tempo disonesto
Amore vorrei trovare un buon pretesto
per farti ridere e sperare che un giorno l’orologio scorrerà nel modo giusto

Non ci mette niente in tasca questo calendario fatto di promesse disattese e di speranze al bando
Non ci mette niente in pancia questo nostro mondo matto che ci spegne nell’ attesa di un precario quando toccherà a noi il futuro

Un giorno avrai un vestito che t’ingrassa
un caminetto per l’inverno
e potrai andartene al lavoro con la borsa rossa.

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E' oltre le correnti

E’ oltre le correnti…
E’ oltre le correnti…
che ritrovo me stesso a inseguire un’idea è oltre le correnti

Evanescenti ideologie e ingovernabili bugie in abito da sera ingrassano demenza tra sponsor e pubblicità

Giovani intraprendenti servili e riverenti al soldo del fratello rincorrono la fama con curve e rutti in libertà

Tribune cattedre e platee confondono le scarse idee di spettatori ipnotizzati dall’isterico baccano di chi grida verità

Libero da carceri mediatiche io voglio proiettarmi oltre gli eventi gli ordinari movimenti

Disincantandomi dai pixel voglio evadere da nuove dipendenze e paraboliche tendenze

Come un marinaio costruire zattere di legno per solcare oceani dominando radiazioni

E riuscire ad evitare greggi di satelliti con macchine volanti per avventurarmi oltre le correnti

Belli da calendario senza un vocabolario esprimono opinioni su temi rilevanti mettendo a nudo povertà

Smuovere il palinsesto è solo il buon pretesto di chi mediocremente smercia l’inconsistenza per fantasia e creatività

Studio orientamenti per non perdermi nell’etere ed aspetto che sia tempo di altro rinascimento

Sfiorato da miriadi di abbaglianti assuefazioni ignoro ogni segnale e immagini subliminali

Come un astronauta voglio sorvolare le onde radio ed esplorare fondo l’universo più profondo

correndo con la luce voglio sorpassare proiezioni accattivanti e dopo ritrovarmi oltre le correnti

Oltre le correnti è oltre le correnti che ritrovo me stesso a inseguire un’idea è oltre le correnti

 

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L'ultima stella

Taciturna sulla nostra pace era notte orfana di luna
il fuoco asciugava la pelle bagnata da un tiepido mare di un 10 di agosto
Con un dito a rovistare il cielo per cercare la propria fortuna
ognuno affidava un capriccio a una stella esigendo di avere al più presto risposta

E caddero con il loro strascico abbracciate ognuna ad un desiderio tanto pesante da sopportare  
Caddero e si spensero dentro il vuoto atavico una dietro l’altra sgombrando il cosmo da quel letargo fosforescente fino a lasciare 
ad illuminarlo solo il prudente e così lieve bagliore di unultima stella 

Giunse il sonno sopra ogni richiesta solo uno sveglio ad ammirarla
lei lo guardava tremando di luce da timida attrice in una scena immensa
Stai serena io non voglio nulla disse piano per non spaventarla 
solo che ognuno osservandoti creda ad un ultimo sogno che gli dia speranza

Unica dentro un buio limpido smise di tremare mentre da sola reggeva il lume di un orizzonte non più scuro 

Libera in una notte splendida si lasciò brillare nuda agli sguardi di chi cercava adesso l’incanto e non la pretesa 
ora che nessuno avrebbe potuto… considerarla indifesa 

Lei era l’ultima di una notte splendida si lasciò guardare senza timore da chi vedeva in lei l’illusione da custodire
Certa che nessuno avrebbe voluto… soltanto per sé il favore 

dell’ultima stella

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Yes now

Stranamente familiare questa tua presenza – Chi non muore si rivede e la pazienza non mi manca 
Signorina a cosa debbo la tua conoscenza – Un bel gioco dura poco e quand’è troppo poi mi stanca
Forse ho esagerato con la sua clemenza meglio evitare ogni belligeranza
Guarderò negli occhi la mia crisi di coscienza – Troppo stupido pensare di riuscire a farla franca

Sono spalle al muro forse è meglio che ti affronti – Finalmente faccia a faccia adesso si che si ragiona
Chiedi pure cara cosa vuoi che ti racconti – Dimmi cos’è che ti pesa cosa ti fa stare in pena
Ho scommesso troppo sui miei sentimenti, e troppo poco su fatiche e stenti
Ho ignorato l’oste dopo avere fatto i conti – Sai che a tutto c’è rimedio se mi ascolti è cosa buona

Sto cercando d’esser pratico farmi forza e sostenere il carico sempre ammesso che mi regga il fisico. Poi tocco il fondo e mi accorgo che ancora

Di ogni voto di castità riconosco la poca coerenza 
Tolgo il freno ad ogni inibizione e giro nudo ai limiti della decenza
Del mio senso di gravità io non provo più alcuna pietà se decollando contromano volo via
La mia poca moralità si è ubriacata di troppa impazienza e barcollando seguo la mia fantasia
Il bisogno di libertà è annegato nella mia incoscienza
(ma) Forse sono ancora in tempo per ricominciare

Yes now
Eh?
Ies nau
eh?
SI ORA!
AAaaah!!!….

Potrei diventare un guastafeste nazionale – Non sei un comico impegnato ne sai recitare Dante
Potrei far carriera col sistema elettorale – Non hai certo la presenza di un sorriso devastante
Potrei vendere opinioni ad un giornale o digiunare fino a farmi male
Scrivere un romanzo o una canzone eccezionale – Non hai il piglio dell’artista ne la faccia del cantante

Di ogni voto di castità riconosco la poca coerenza
Tolgo il freno ad ogni inibizione e giro nudo ai limiti della decenza
Del mio senso di gravità io non provo più alcuna pietà se decollando contromano volo via
La mia poca moralità si è ubriacata di troppa impazienza e barcollando seguo la mia fantasia
Il bisogno di libertà è annegato nella mia incoscienza
(ma) Forse sono ancora in tempo per ricominciare

Forse sono ancora in tempo per ricominciare, – Si or..
Forse sono ancora in tempo per ricominciare – si..
forse sono ancora in tempo…

 

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Disse l'uomo sulla croce

Disse l’Uomo sulla croce “questo è tuo fratello
col suo sudore riempi le tue tasche e in mia memoria
mangia il corpo della donna che hai mandato sulla strada
bevine anche il sangue e quindi sfama il suo bambino
regalandogli due soldi dopo aver goduto della sua innocenza in un albergo di Bangkok”

Disse l’Uomo sulla croce “Guarda chi è straniero
annusalo con diffidenza e come fossi un cane
piscia sopra il tuo confine per tenerlo più distante
che non debba mai il tuo prossimo chiederti niente.
Tira indietro la tua mano mentre sta annegando in mare e implora carità e soccorso in nome mio
Benda gli occhi di misericordia e prega che a salvarlo sia il suo Dio”

Cercami, parlami che non sono capace
di capire, ricordarmi come chiederti aiuto
Scusami se ancora un’altra volta io ti inchiodo a una croce
Se mi sono perduto

Disse l’Uomo sulla croce “Ama il tuo nemico
e lavagli anche i piedi per portare a casa il suo oro nero
sii benevolente mentre compra le tue armi
ma negagli il perdono quando te le userà contro
Siate guerra per chi implora grazia e in grazia benedite i figli che vorrete piangere da eroi
Predicate odio e rabbia a chi vi ascolta e che la pace sia con voi

Cercami, salvami che non sono capace 
di capire, ricordarmi come chiederti aiuto
Scusami se ancora un’altra volta io ti inchiodo a una croce
Se mi sono perduto

Su ogni chiodo c’è il disprezzo di chi vive da arrogante
E nell’aceto c’è il favore di chi approva e tace
Ogni gesto di incoerenza è un’altra spina sulla fronte
di chi prima ammazza un cristo e dopo adora la sua croce

Scusami se ancora un’altra volta io ti inchiodo a una croce
Se mi sono perduto
Se non ti ho mai chiesto aiuto

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7 miliardi

7 miliardi di uomini camminano, sopra ogni strada si incontrano e si ignorano
in via monte napoleone a far la spesa o a piedi nudi tra i sobborghi di Mombasa

7 miliardi di uomini che pregano sempre in ginocchio implorano e reclamano
salute, lavoro e una casa col tetto un full a poker e un po’ d’affetto

Comunque il sole scalda la terra che tutti quanti insieme stiamo calpestando

7 miliardi che non sanno dove andare si sono persi tra migliaia di quartieri
7 miliardi di nomi da chiamare per non sentirci così stranieri 
Tra le luci di una Rambla o in una favela di Rio

Siamo soli siamo tanti pellegrini tutti quanti
siamo santi da pregare solo quando la paura riesce farci veramente male

7 miliardi di uomini che parlano, tanto baccano e poi neanche si ascoltano
tra i macchinari di una fabbrica cinese o dietro i vetri del palazzo newyorkese

7 miliardi di uomini si sfiorano le mani aperte che quasi mai si stringono 
200 paesi e 2000 bandiere appese a un’asta per non cadere

Comunque il vento profuma l’aria che tutti quanti insieme stiamo respirando

7 miliardi che non sanno cosa dire si sono persi tra milioni di parole
7 miliardi di voci da capire confuse dentro a un telegiornale
dai banchieri a Francoforte fino a mineros del Cile

Siamo soli siamo tanti fuori posto tutti quanti 
siamo luce dentro un faro da guardare solamente quando c’è una barca da orientare

Per ogni battito d’ali un uragano si sta formando dall’altra parte del mondo
7 miliardi… 7 miliardi…
Con ogni cosa che dici quello che hai intorno stai costruendo
e ogni tuo gesto è importante per questo equilibrio affascinante

Soli…

come luce dentro un faro da guardare solamente quando c’è una barca da orientare

Siamo soli / 7 miliardi di uomini che cercano
siamo tanti / 7 miliardi di uomini che chiamano
pellegrini / 7 miliardi si amano
tutti quanti / 7 miliardi si fregano

siamo santi da pregare solamente quando la paura riesce farci veramente male
quando la paura riesce farci veramente male
quando la paura riesce farci veramente male

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L'insonne

Sono un insonne e proprio quando sono più fragile pretendo avere rivelazioni
chiedo ad esempio alzando gli occhi se dietro tutto c’è dio oppure il caos
ma ogni responso è inaccessibile per me che sono soltanto polvere e resto inerme nell’ambizione dell’afferrare o solo percepire

il senso della mia presenza in ogni cosa
il fine di ogni mio intervento il posto giusto che ho nel mondo

Fingere o non fingere di essere questo è il problema
Credere o non credere di esistere qual’è il sistema
per per cercare dentro un ego instabile la perfezione
per varcare limiti e comprendere la soluzione

Sono un insonne e mentre gioco col mio equilibrio mi appare chiara ogni ragione
sembra evidente ogni certezza e non so bene se è meglio soffocare

un’istintiva propensione alla coscienza 
un fervido interesse a ciò che veramente sono e voglio

Fingere o non fingere di essere questo è il problema
Credere o non credere di esistere qual’è il sistema
per per cercare dentro un ego instabile la perfezione
per varcare limiti e comprendere la soluzione

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Come padre e figlio

Fare un passo dopo l’altro la paura di cadere
Poi vedere li vicino delle braccia da afferrare
Ritentare, camminare, diventare grande

Le incertezze le distanze sono lame sulla carne
Le ferite sul mio nome e fare finta di star bene
Imparare a fare senza e inventarsi uomo

Sono pagine cadute sopra un pavimento
q
uello che ci resta di un’intera vita
E’ la cenere che copre quel che resta di un rimpianto

Sono quello rimane tra un silenzio e un canto
Sono ombre sopra un un muro che danzano
poi scompaiono come fossero un imbroglio
per lasciarci adesso soli come padre e figlio

I minuti sono chiodi per appendere ricordi
Ritrovarsi costruire fare in fretta perdonare
conquistare quelle braccia riscoprirsi figlio

Sono mani di vernice sulle macchie di un rimorso
quello che ci resta di un’intera storia
è l’umore di gennaio che congela ogni discorso

Sono quello che rimane di un segreto che si è perso
Sono sguardi e come foto sbiadiscono
e nascondono tutti i pezzi di uno sbaglio
che ora rimettiamo insieme come padre e figlio

Sono
quello che ora ci rimane di una notte che finisce
Sono mani dentro mani e si scaldano
e si stringono mentre sono ancora sveglio
ora che nel buio siamo finalmente padre e figlio

 

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Il timido pensiero

Il timido pensiero quando all’improvviso nasce non sa bene dove andare così solo ed incompreso
Come un frutto del cervello che non è maturo e cade per poi rimanere sulla punta della lingua appeso
Resta fermo e senza protestare aspetta che capiti il momento per capire da chi può farsi ascoltare
Spera che di lui non ci scordi in fretta e continua ad aspettare

Il timido pensiero tristemente si zittisce se lo giudico banale oppure non lo so spiegare
Quando chiuso come in gabbia tenta il volo e si ferisce se non trovo le parole per poterlo liberare

E come quando l’orizzonte si colora ed io non sono in grado di descriverne i disegni e le sue sfumature
Il timido pensiero non sa ancora che può cambiare il mondo e può cambiarlo viaggiando in alto

libero dal peso delle offese senza più paura del giudizio della gente
respirando il senso più leggero delle cose
proprio dove l’aria si fa pura veramente e scivola via

Il timido pensiero quando finalmente cresce non è detto sia tranquillo se non fa rumore e tace
Forse trascurato medita vendetta e si capisce che non rimarrò poi tanto qui in silenzio e in santa pace

Come se scoppiasse adesso un temporale
ed io restassi fermo ad inzupparmi non sapendo dove ripararmi
A un tratto lui lo sa quant’è che vale e può cambiare il mondo e può cambiarlo viaggiando in alto

Libero dal peso delle offese senza più paura del giudizio della gente 
respirando il senso più leggero delle cose
proprio dove l’aria si fa pura veramente e scivola via

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