Di luci gialle e di piccole anime…

E chiedo scusa alle anime che incontro se il mio passo pesa sugli aghi di pino e il fruscio partorito le spaventa.

Anime che intuisco nascondersi passando da un albero all’altro. A cui presto passa la paura e che adesso giocano coi miei sguardi in caccia della loro compagnia.

Alcune timide, altre più sfrontate non le sento ma le comprendo mentre curiose e affamate di pensieri cominciano ad avvicinarmi. Chiedono chi io sia, cosa mi rende felice, cosa invece mi rende malinconico…

Indagano, non giudicano. Comprendono e basta. Prive di malizia e di secondi fini accettano le risposte che sanno essere sincere.

Chi mentirebbe mai a un’anima muta. Discreta. Amica? Anime che ti segnano la strada di una luce gialla. Luce che indossa il tuo stesso umore e per questo se ne prende cura.

“Fate che piova”, penso. Che se cade pioggia sono più sereno. E che arrivi un alito dal mare per sentirmi già perso in paesi lontani. Di uno smarrimento cercato, voluto, ambito mi voglio ammalare.

“Fate che piova”, che voglio partire fradicio di odore di acqua di cielo e primavera che tarda. E accompagnatemi se ne avete voglia. Voi che con le vostre domande riempite i cammini di chi per sbaglio vi passa davanti. E rendete gli uomini nudi di fronte a pensieri più onesti.

E chiedo scusa alle anime che incontro che sazie di risposte adesso vanno via lasciandomi qui. Se non riesco a congedarle anche se hanno fatto il loro dovere.

Eccomi. Con il passo che ancora disturba gli aghi di pino e la pioggia di primavera che tarda ad arrivare. Solo vestito di luce gialla. Vi aspetto. Per vedervi ancora danzare.

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