Adesso immagino Alex, uno dei miei due fan, pronto a segnalarmi che “tutto finisce da qui” non è proprio correttissimo da scrivere. 
Però Alex, che ci vuoi fare. Mi appello a quella cosa lì… la.. come diciamo quando siamo incapaci a giocare con la grammatica e trovare una soluzione per un verso?… Si! Licenza poetica. Quella.

Tutto finisce da qui, dicevo.
Da migliaia di chilometri che pesano sugli ammortizzatori della mia povera xara picasso e sulle mie ossa male assortite.

In un luogo che non conosco e con l’aria di settembre che deride le mie t-shirt ormai logore di un’estate che sta per morire.
Un luogo che non ritroverò mai più perché perdersi significa questo. Non avere riferimenti. E io non ne avevo più. In tutti i sensi.

Eppure quel paesaggio anonimo di chissà quale regione del sud diventava punto di svolta di una storia lunga un’estate e un’avventura che stava per iniziare.

Lì perdevo finalmente il senso del tempo che fino a quel momento mi aveva bacchettato per ogni volta che avevo desiderato fermarmi.

Lì perdevo me stesso. Carlo. Un Carlo rimasto lì seduto a guardare… niente. Semplicemente nulla.

Perché la testa intrappolata da orari, tabelle di marcia, schemi, appuntamenti trova la sua medicina in un momento apparentemente insignificante e vuoto. Si libera.

Ecco l’attimo in cui si cambia e si desidera ripartire a fare cose che fino a un minuto prima non sarebbero mai venute in mente abbandonandone altre che solo un secondo prima sembravano di vitale importanza.

Tutto finisce da qui, quindi. Un’avventura che decido di non ripetere, per quanto mi abbia dato un inventario di sapori e colori mai visti.

Una storia che adesso desidero fortemente diventi un’emozione che si attacchi ad altri protagonisti.
In quel momento apparentemente vuoto decido di farmi da parte. Cedere la scena. E Dio solo sa quanto sia difficile per un attore lasciare il palco a un altro attore.

Eppure Agricooltour mi ha insegnato questo. A essere protagonista e poi farmi da parte. A condividere. A stare tra il pubblico e applaudire gli altri. 
I chilometri spesi immerso nella bellezza e le ore consumate a conoscere le storie delle persone mi hanno spinto giù dal piedistallo che inevitabilmente da artista, o presunto tale, mi ero costruito.

Ed eccomi qui. A ricordare una storia meravigliosa dalla quale in quel momento decido di tirarmi fuori.

In un giorno che non ricordo, mentre mi riposavo in un posto che non troverò mai più e in un momento in cui il mio unico pensiero era:… ” Carlo…  Ora è l’attimo perfetto. lascia che tutta finisca da qui…”

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