E’ arrivato il nostro piccolo Cristo.
Anzi, non è arrivato.
Nemmeno pochi giorni che è nato e l’abbiamo già mandato via.
Non è quello che ci aspettavamo… Ha una strana pelle, uno strano nome e una madre che non è certo una Madonna.
Ma è arrivato.
Povero, piccolo e clandestino. 
Lo adoriamo a distanza il nostro piccolo Cristo. Perché se lo avviciniamo dobbiamo anche prendercene cura.
Lo amiamo con la dovuta cautela Il nostro piccolo Cristo perché l’amore oggi costa quanto un litro di benzina.
E’ un Cristo scomodo perché nato nel 2018. Non 2018 anni fa.
Non è un’idea, non è un concetto, non è distante. 
E’ presenza moderna e concreta.
Non porta regali né tavole imbandite. Ha bisogno di aiuto, attenzione. E’ un piccolo cristo che ci crea pensieri e non ci dà serenità.
E’ fuori dal porto. E’ fuori da casa nostra, E’ lontano dalle nostre tavole e lo vediamo. Lo possiamo anche toccare ma non osiamo farlo.
Lo lasciamo nel suo presepe e lì lo ammiriamo. 
La sua fame disturba il nostro appetito ma soffriamo per lui purché stia lontano dai nostri figli.
E’ un piccolo Cristo che ci fa tenerezza ma che quando sarà adulto massacreremo di sputi, insulti e offese da dietro una tastiera.
E dalle nostre poltrone costruiremo per lui una croce. Porterà con se le colpe della nostra ignoranza, della nostra avidità, della nostra incapacità. 
Ma questa è storia che verrà dopo. 
Adesso è nato il nostro piccolo Cristo.
Quello che non ci somiglia, che non parlerà come noi e che già da adesso è costretto a evitarci.
Ma è nato e anche se non è come lo volevamo, almeno per questa notte parleremo di lui.
Nudo. Solo. Perso.
Eccolo. E’ nato il nostro piccolo Cristo.
Adoriamolo. Con cautela.

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