• Le storie si svolgono tutte nei secondi successivi alle ore 20:16 del 7 aprile 2015. Quando in Italia è in vigore l’ore legale (utc+2)
  • Alcune parole nei racconti saranno linkabili. Vi porteranno a siti che ho utilizzato per informarmi. Nel caso voleste approfondire. 
  • Nello spazio “commenti, alla fine del testo del racconto potete, se vi va, decidere di continuare la mia storia, immaginando il seguito. Sarebbe gradito 😉
  • Non è difficile che possano esserci qua e la degli errori riguardo nomi, usanze, prodotti o altro. Se li notate e vorrete correggerli, sarà un piacere per me, avere avuto informazioni migliori.
  • Non tutti i servizi orari concordano sugli orari. Io non avendo cugini a cui telefonare sparsi per il mondo, mi sono affidato esclusivamente al servizio orario di google.
  • E’ gradita la condivisione… Tanto non costa nulla 😉

Il giro del mondo in 60 secondi

Ore 18:16’50”- Edinburgh (Tristan da Cunha).

Storia di Forrest.

 

 

Fonte Foto: http://outdoorbuzz.net/worlds-remotest-island-5529
Fonte Foto: http://outdoorbuzz.net/worlds-remotest-island-5529

Tema.

Descrivi l’isola in cui abiti e invita un turista a visitarci.

Caro turista,

Io mi chiamo Forrest Lavarello, abito ad Edimburgh piccolo insediamento di Tristan Da Cunha. La mia isola fa parte del territorio britannico ma siamo così lontani che ci governiamo da soli. Di questo territorio fa parte anche Sant’Elena, dove venne esiliato Napoleone ma anche quell’isola è troppo lontana da noi, quindi non te ne parlo. Noi siamo le persone più lontane da chiunque altro nel mondo. Meno male, perché il mondo dove vivi tu è proprio strano.

A me il posto dove vivo piace molto. Gioco sempre con i Border Collie e qualche volta navigo in internet dai computer della scuola. Mi sembra di viaggiare per il pianeta, ma quello che vedo è tanto difficile da comprendere e non sempre lo capisco.

L’isola sulla quale viviamo è stata scoperta nel 1506 e serviva come punto di rifornimento e d’appoggio per pescherecci e navi militari. Poi, intorno al 1800 alcune truppe di Re Giorgio III, sbarcarono sull’isola e quando furono richiamate, decisero di rimanere sull’isola stringendo un patto che noi chiamiamo “The Firm”. In poche parole non esistevano e tuttora non esistono gerarchie, nessuno può comandare altri, i soldi li usiamo solo per i rifornimenti perché qui tutto è di tutti e se uno ha una mucca, prende per se la carne che gli serve e poi va in giro a vedere chi ne ha bisogno. Se uno fa’ un lavoro viene ringraziato con una cena e un bicchiere di vino. Non ci paghiamo a vicenda perché nessuno può essere più ricco di un altro, quindi pagarci è inutile. Le cose che abbiamo sono di tutti e tutti lavorano per tutti. Siamo 290 persone ma andiamo tutti d’accordo.

Non capisco perché il resto del mondo non fa come noi… leggo su internet che la gente compra un sacco di cose, che le butta dopo poco, che alcuni lavorano tutto il giorno e altri non lavorano affatto. Che chi ha più soldi comanda e chi non ne ha vive male. Mi pare tutto davvero molto strano. Caro turista, mi piacerebbe chiederti come mai siete così strani? Perché non fate come noi?

Ho letto che vi fate tanti problemi per chi entra nei vostri paesi, trattate le persone come pacchi. Qui da noi discendiamo tutti da naufraghi. Io stesso ho un avo che è naufragato qui. Lui era di Camogli, Genova. A 9 331 Km da qui. L’ho visto con le mappe di google.

Lui decise di rimanere qui con un suo amico che di cognome fa Repetto.

Una volta qui sono sbarcati ben 50 naufraghi. Per noi è stata un’emergenza vera ma l’abbiamo superata. Mi domando come fate voi, che siete 7 miliardi e che avete territori immensi, ad aver paura di pochi naufraghi?

Forse se foste come noi, che quello che abbiamo lo dividiamo con tutti, non sareste così spaventati. Non vi capisco.

Qui ci divertiamo. Ogni tanto facciamo una festa. Possiamo ballare con la stessa ragazza solo tre volte. Meglio che tu lo sappia. Se poi ti piace qualcuna, potrai corteggiarla e se un giorno ti cucirà i calzini, sarà il suo modo per farti capire che gli piaci.

Io ti spiego come facciamo con le ragazze. Non si sa mai tu voglia rimanere con noi.

Comunque caro turista, se vorrai venire qui, sarai benvenuto. Ho costruito un aquilone. Naturalmente ci giocano tutti. Se verrai te lo farò usare e ci giocheremo insieme. Com’è normale che sia.

7 aprile 2015

Forrest Lavarello


Il racconto finisce qui. 

Adesso se vuoi puoi:

  • Dare un seguito alla storia, puoi farlo scrivendo nei commenti.
  • Dirci se hai visitato questi posti, o conosciuto persone provenienti dal luogo della storia e raccontarci la tua esperienza e la tua opinione.

Appuntamento a domani 

Se decidi di commentare e iscriverti al blog, riceverai per email una delle canzoni inserite nel prossimo album. In anteprima.

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