buoni cattiviE chi se lo scorda più! Mica è una di quelle cose che tanto poi ci ridi sopra. No, decisamente no. Non è che col tempo passa, Anzi…

Ero a scuola. Chissà perchè, ‘ste cose succedono sempre a scuola…

Lo so, è il primo posto in cui proprio non dovrebbero accadere cose così, ma tant’è…

Un momento di tranquillità. di relax quasi. Dopo una giornata sfiancante. Stavo nel corridoio a passeggiare un pò. Smaltire la tensione. Qualche compagno dormiva sui banchi. Non si dovrebbe dormire a scuola. Metti che qualcuno ti becca. Poi noi, abituati agli scherzi pesanti e alle angherie di certi amici più spavaldi, dovremmo stare sempre all’erta. Chissà perchè a certuni piace così tanto prendersela con coetanei che non sono nemmeno in grado di difendersi… Non mi sembra una cosa molto da “maschio”, anzi. Forse è una cosa loro… Non so.

Mi ero allontanato dal corridoio. Messo in un’aula libera e me ne stavo solo. Lo ammetto, mi ero acceso una sigaretta. A scuola non si dovrebbe.

La porta viene calciata all’improvviso e un gruppetto mi accerchia. Sfottendomi. Quattro o cinque… Tutti vestiti uguali. Si sa… quando stai in gruppo ci tieni a seguire le mode…

Mi ridono in faccia. Uno mi sputa addosso anche. Mi circondano mentre io chiedo loro di calmarsi. Non ne hanno alcuna intenzione. E’ solo un gioco. Io sono il topolino di turno e loro i gatti. A loro non interessa bloccarmi o farmi male. Per loro è importante umiliarmi, vedere quanto io sia inerme. “vieni qui signorina, facci vedere un pò come tremi.” Mi prendono la sigaretta e me la spengono in faccia. Ma che bisogno c’era. Sono già fermo, non mi muovo, non reagisco. Uno schiaffo, un calcio, uno mi tira i capelli. Chiedo che smettano ma niente. Ma che bisogno c’è?

Mi chiedono di girarmi e tentano di abbassarmi i pantaloni. Ridono. Vogliono solo umiliarmi. A me sembra vigliacco ma loro si divertono. Tento di trattenere i pantaloni ma uno mi schiaccia la testa al muro e un altro mi blocca un braccio. Ma che bisogno c’è. Ho già perso da tempo. Perchè infierire. I pantaloni giù e uno di loro, con un sadismo fuori da ogni logica uno mi sussura all’orecchio ridendo… “sai cosa facciamo adesso?”…

Botte. Tante botte. Che non ce la facevo più nemmeno a dire basta. Ma cosa penserebbero le loro madri vedendoli?…

Sangue, Tanto sangue…

Poi sono svenuto… Fortunatamente.

Qualche giorno dopo mi ritrovo ad ascoltare di questo episodio. Un pò come tutti i casi di bullismo, c’è sempre chi minimizza. Chi dice che è solo uno scherzo. che non è così grave o che in fondo chi ne è vittima, lo merita…

Magari faranno anche strada nella vita…

Ma si, è stato solo un atto di bullismo come tanto in questo paese. Miserabile bullismo.

Quelli che succedono troppe volte nelle scuole. Dove proprio non dovrebbe succedere. La mia è una scuola come tante. La “Diaz” di Genova…

P.S.

Tengo a precisare al termine di questo breve racconto, che non è mia abitudine generalizzare o etichettare qualsivoglia gruppo di persone. Convinto che esistano preti per bene, politici puliti e poliziotti con grande senso del servizio. Questo racconto è dedicato semplicemente a chi la divisa la usa per abusare e non per proteggere.

Non esiste violenza buona e violenza cattiva. Per quanto mi riguarda, mi sdegnano sia le spranghe che i manganelli.

Carlo

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