Primo passo CarloC’è una foto che amo.

I miei ebbero la felice idea di fotografare quello che, molto probabilmente, è stato il mio primo passo. In un epoca in cui le foto dovevano essere “scelte” e non c’era l’overdose di immagini di oggi, questa foto assume un significato enorme. Immortalare il primo passo di uno che da quel momento in poi, non sarebbe più riuscito a stare fermo…

Mi piace pensare che l’idea venne a mio padre. Non chiederò mai conferma a fratelli e sorelle. Voglio pensare questo.

Ricordo di fronte a me, una famiglia sorridente mentre per me si spalancava un mondo fatto di strade, sentieri e percorsi.

Ricordo che li di fronte, c’erano mio padre e mia madre pronti ad abbracciarmi al traguardo lontano da me forse solo un metro. Forse è un ricordo che ho costruito, ma va bene.

L’ultima notte che ho passato con mio padre, non riuscivo a smettere di pensare a questa foto, a una strada percorsa da solo e che solo alla fine, mi ha concesso un incontro.

Avevo bisogno di fare pace con mio Padre.

Forse è più facile perdonare le colpe che le assenze, penso.

Chi scrive, chi fa musica, spesso si ritrova ad affrontare nei propri testi, esperienze personali che non è sempre facile esplicitare. Non tutto può essere raccontato.

Così capita, che un testo scritto durante una notte particolare, l’ultima, rimanga in un cassetto per anni, e che solo dopo un lungo periodo di tempo, si riesca a far prevalere la capacità di combattere la propria riservatezza, la propria intimità.

Dovevo in qualche modo riuscire a compiere questo passo, chiudere un cerchio. Per farlo mi sono affidato a chi, tra chi mi onora della propria collaborazione, poteva “comprendere” da vicino, un sentimento, una situazione.

“Come padre e figlio” è uno dei brani che fa parte di “7 briciole lungo la strada”.

Ho aperto la produzione di quest’album, con le parole che ho avuto in eredità da un uomo che ho conosciuto poco: “emozionati e condividi”. Lo chiudo con un videoclip e una canzone che parla di una storia che aveva bisogno di un punto.

Non finirò mai di ringraziare Giuseppe Scarpato per aver messo a disposizione i suoi suoni e Orazio Sturniolo per aver colto le immagini che cercavo.

A chi mi vuole bene dedico il mio secondo album.

A mi padre dedico questa canzone

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