C’è un vecchio adagio navajo che mi ha sempre accompagnato. Recita: “Starò a piè fermo poichè non v’è nulla da guadagnare a mostrare paura in un mondo caotico.”

La paura è contagiosa, la percepisci e spesso ti coinvolge anche se proprio non c’entri nulla. Spesso le persone hanno bisogno di includerti nelle loro debolezze, nei loro fallimenti nei loro momenti di difficoltà. E’ un comportamento naturale che appartiene a tutti. Tutti cercano un appiglio nei momenti bui, quello che cambia è la modalità.

C’è che chiede aiuto provando a condividere con te un problema, cercando consigli, conforto o esperienze simili già affrontate, oppure c’è chi ti rende parte del problema, “decentra”, cerca un nemico, un alibi, una scusante.

Lo trovo normale, umano. L’ho fatto spesso anche io. Sbagliando.

Ognuno di noi ha un “mare calmo” che, inevitabilmente,  viene contaminato da tempeste provenienti da venti lontani. E allora? Allora, quando qualcuno “soffia” nella mia direzione, mi rifugionel proverbio Navajo citato a inizio post. Penso a difendere il mio “mare calmo”, ma provo comunque a non far mancare il bersaglio. Perchè tante volte, chi ti sta vicino, ha bisogno di un bersaglio e l’indifferenza è la peggiore delle soluzioni.

Rimanere calmi, perchè tanto non rassereni una burrasca aggiungendo burrasca.

Inutile mostrare paura. Sarà naturale, ma è inutile.

Un amico ieri, mi ricordava il significato della parola “crisi” in giapponese. “Opportunità”. Essere capaci di cogliere le potenzialità di una situazione disastrosa, non è da tutti. Ecco perchè questa frase, è diventata un mantra per me. Perchè mi ricorda questo. Non positività a tutti i costi ma freddezza, lucidità. Cioè tutto quello che arriva, dopo aver contato fino a 10.

Chiudo con un’altra citazione tratta dal “libro della giungla” di kipling. Uno dei tanti insegnamenti dati al piccolo Mowgli. Un verso che mi ripeto spesso e che spesso vorrei ripetere a chi perde la testa prendendosela col mondo:

“Calmati, rifletti, fa un piano”

Carlo

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