Per introdurre la 4^ delle 7 briciole lungo la strada, dal titolo “L’insonne” ogni notte, pubblicherò un vostro racconto sul tema. Buona lettura.

Frattaglie notturne di Roberta Lozza

Sono le 3 e 14 di un mattino qualunque. Forse un mattino un po’ meno qualunque visto che dalla finestra vedo cadere fiocchi di neve grandi come fazzoletti di carta e qui non è così usuale come si potrebbe pensare.
Morfeo ha scelto di non passare da me e di farsi un baffo del mio bisogno di staccare la spina. Quindi guardo dalla finestra e mi lascio coinvolgere dal suono non suono ovattato, la neve è magia.
La luce è particolarmente luminosa e sembra di stare in un mondo sospeso. Tra tutte le condizioni metereologiche, la neve resta quella che mi affascina di più forse perché trasforma qualsiasi paesaggio, dove passa lei niente resta uguale.
E io sono qui a pensare ai miei guai invece che dormire, maledetto Morfeo.
La mente non collabora, forse ha deciso che se anche non la faccio dormire almeno la lascio divagare verso pensieri leggeri e innoqui. Sulla scrivania avrei abbondantemente di che lavorare, potrei occupare questo tempo regalato con qualcosa di costruttivo.
Guardo dalla finestra, tutto il mio corpo e i miei sensi sentono che non c’è niente di più costruttivo di questo.
La neve cade.
E i miei problemi sembrano meno importanti di fronte alla possibilità di poter mettere i piedi nella neve fresca appena caduta. Ritorno bambino quando una nevicata era fonte di gioia continua, le scuole chiudevano e a noi era concesso giocare e divertirci.Ricordo che a quei tempi avevo una percezione del tempo completamente diversa, pregavo per non dover andare mai a letto.
Che considerazione buffa, quando ero piccolo e apparentemente senza pensieri occupavo il tempo giocando e cercavo di dormire il meno possibile, ora che dovrei essere solo felice di guadagnare ore notturne per potermi portare avanti nei mille impegni presi in modo sconsiderato, piagnucolo qualche ora di sonno. I bambini sono più saggi di me!
Le 4.22, lo sguardo ancora incantato a guardare questo ritaglio di mondo fuori dalla mia finestra che non cambia mai ma può mostrarsi in molti volti diversi.
La macchinetta del caffè è accesa, ora so che come fuori dalla finestra niente resta mai veramente uguale a se stesso, nemmeno per me è lo stesso. Vivo, respiro, ogni mattina mi sveglio e talvolta, proprio non mi addormento e ogni volta sono me stesso.. ma mai lo stesso!

Roberta Lozza

Un grazie a Roberta Lozza – Curatrice del blog www.al22.it Vi invito a visitarlo.

Carlo

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