Ricordo Albanella. Poco più di un anno fa.

Con i “Sindrome di Peter Pan”, salivamo sul palco di “Botteghe d’autore”, uno dei pochi concorsi in cui realmente si riescono a percepire passione e volontà di dare spazio a nuove proposte.

Senza voler entrare nei particolari, è stato un giorno che ha segnato la fine di un periodo fatto di tante esperienze, soprattutto negative dalle quali però, lo ammetto, ho imparato tanto e dalle quali è nato quello che oggi è un progetto al quale, durante l’anno, mi sono particolarmente legato.

Ho messo da parte il rammarico di non essere riuscito a condividere un cammino con le persone con cui avrei voluto, ho respirato forte e ho iniziato da capo.

Ho avuto un’idea e ho iniziato a parlarne in giro.

Il primo passo è stato cercare chi avrebbe potuto aiutarmi a fare un ragionamento critico sul mio progetto. Ascoltare i miei strazianti “chitarra e voce” e farmi capire quanto ne valesse la pena. Mi sono avvicinato con timidezza e poche speranze a persone che hanno fatto della musica la loro vita, sognando di avere da loro anche solo un parere… i più grandi di loro, i più esperti, quelli che reputavo inarrivabili mi hanno ascoltato, mi hanno consigliato, mi hanno incoraggiato, hanno anche bocciato alcune scelte e alcuni mi hanno aiutato di fatto nella stesura del mio progetto. I più “grandi” sono stati i più disponibili. Decisi nei loro consigli, ma aperti e rispettosi delle mie idee.

Ho imparato da queste persone ad avere più amore che precisione, per la prima volta in vita mia mi sono emozionato in studio, mi sono divertito sul palco e ho fatto i conti anche con la burocrazia e leggi che regolano il mondo della musica… e ho scoperto quanto la mia ignoranza mi rendeva schiavo di tutti gli stereotipi che governano la musica.

Sono passato ai fatti e ho deciso di incidere. Mi sono ritrovato a girare l’italia per registrare un album in compagnia di musicisti che hanno calcato i migliori palchi e di ragazzini che hanno cominciato da poco. Perchè l’ idea era di mettere a braccetto chi fa il musicista da sempre e chi spero lo diventi presto. Vedere il più grande aiutare il più piccolo è stato emozionante.

Mi sono ritrovato negli studi persi nei posti più belli del paese. Tra i gatti e le colline di Sellano ho riscoperto il piacere di poter suonare nei miei dischi senza il timore di “essere poco buono a fare due accordi”

Ho terminato il lavoro e l’ho impreziosito di partecipazioni. Con meno timidezza e più faccia tosta mi sono presentato e con piacere ho scoperto la differenza che corre tra chi ti dice “non ho tempo”, ma non si muove mai al di fuori dalla propria città e chi invece si ricorda di chiamarti (per primo) dopo magari essere stato in giro per l’Europa a girare film… e ho capito perchè certe persone arrivano in alto e altre, più che dispensare consigli davanti a una birra, non riescono a fare.

Terminato il mio lavoro, ho pensato di condividerlo con chi ascolta la mia musica, in un modo diverso. Non migliore. Diverso.

Mi sono accorto di essere in debito con tutte queste persone e ho deciso che sarebbe stato giusto dare valore ad ognuna delle canzoni, ad ognuno degli argomenti. “Ne farò uscire una al mese, come i fumetti” ho pensato. Ecco in cosa sarà diverso.

Mi sono detto che probabilmente era una stupidaggine e anche stavolta ho cercato confronto.

Mi sono ritrovato di nuovo ad Albanella per parlare con chi di comunicazione si occupa… Di nuovo Albanella. Un segno del destino, un cerchio che si chiude.

Mi ci sono ritrovato da ascoltatore. Niente impegni sul palco. Ho trovato l’accoglienza e l’ospitalità di cui non ero riuscito a godere l’anno precedente: Affetto, calore, sorrisi. Coccolato da chi avevo visto una sola volta in vita mia.

E’ stata la risposta più importante tra le tante che cercavo. Quello che chi fa musica vuole: riuscire a farsi volere bene con le proprie note.

Un segno importante anche essermi ritrovato li con chi non ha mai abbandonato il progetto anche se adesso ne fa parte in modo diverso.  3 giorni con Angelo Mazzeo al quale devo tanto se non altro per la sua capacità di stare zitto mentre io sfogo i miei logorroici ragionamenti.

Albanella è stato l’inizio e la fine del percorso e adesso il mio progetto si è concretizzato.

Oggi mi faccio questo regalo: 7 canzoni  pronte a venire alla luce una volta al mese. Ognuna con le sue storie.

Di volta in volta presenterò le persone che ne hanno fatto parte, chi ha curato le copertine, chi ci ha suonato, chi lo ha missato, chi ha ispirato la storia. Ognuna con lo spazio che merita. Senza buttare un album nel mucchio.

Si ricomincia.

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