Libro di Pietro de Viola.

Mi piace riportare quelle che sono le mie sensazioni quando qualcuno o qualcosa me ne provoca di forti.

Sono venuto a conoscenza di questo romanzo poco meno di un anno fa. Incuriosito dalla formula di divulgazione gratuita on line e dal fatto che a scriverlo sia stato uno dei miei tanti “compaesani” che come me amano raccontare, avevo pensato di scaricarlo e leggerlo.

Ricordo di non averlo fatto per un motivo ben preciso: non mi piace non retribuire chi lavora di creatività. In campo musicale è una vera e propria piaga. Non approfondirò l’argomento in questo post. Semplicemente amo dare un valore anche a chi mette in movimento il mio cervello… che abbia la possibilità di comprare altre penne per rendermi nuovamente lo stesso servizio, penso.

In cuor mio speravo quindi di vederlo pubblicato e di poterlo acquistare. Cosa che ho potuto fare qualche giorno fa.  Alice senza niente ha piano piano conquistato internet e cosa più importante, la testa dei lettori. Quindi ha meritato sul campo una pubblicazione e adesso ho potuto aggiungerlo alla mia libreria.

Leggendolo ho provato un arcobaleno di sensazioni tra le più disparate: mi sono sentito legato alla dolcezza della protagonista, ho sentito il bisogno di proteggerla. Ho provato grande intimità osservandola di nascosto da oltre le righe. Ho immaginato l’autore, Pietro De Viola, lavorare d’immedesimazione con un personaggio femminile riuscendo egregiamente senza cadere nel luogo comune. Non avrei saputo descrivere meglio una donna che, senza un soldo in tasca, si ferma a sognare borse e accessori di fronte ad una vetrina.

Ho avuto anche delle sensazioni violente. Un pugno nello stomaco tanto brutto quanto può essere quella che è la situazione maledettamente veritiera di tanti della mia generazione. Perennemente “giovani” in cerca di lavoro. Senza la possibilità di programmare una vita di coppia dignitosa, un figlio e la tanto agognata “normalità”.

Mi è mancato il respiro, ripensando a tanti sacrifici resi vani da una classe politica e dirigente impietrita dalla paura di sviluppare il nuovo. Di dare delle possibilità a chi merita.

Paura. Di paura si tratta quando un dirigente d’azienda crede che un 110 di laurea qualifichi “troppo” uno stagista. La mia generazione è vittima del terrore delle classi precedenti, che hanno avuto e non sanno come dare.

Nel racconto vorrei sottolineare la figura di “Riccardo”, il fidanzato di Alice. Mi è sembrato ben ideato. Sempre in bilico tra sentimenti di amore per la sua ragazza e la frustrazione per l’impossibilità di darle più del semplice “tirare a campare”.

Inoltre leggendo, sparsi qua e là, ho ritrovato tratti di poesia che, chissà perchè, mi hanno ricordato Fellini in alcuni dei sui capolavori.

Vi lascio col consiglio di leggerlo. Riporto il sito ufficiale http://www.alicesenzaniente.altervista.org/ e proseguo sulla mia strada.

Buone Vibrazioni.

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8 pensieri su “Vi presento "Alice senza niente"

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